Abbiamo avuto modo di esaminare, nell’articolo sulle fondamenta della statistica bayesiana, come l’aggiornamento bayesiano funzioni con la simulazione: generiamo campioni dal prior, simuliamo i dati, filtriamo. Un metodo intuitivo, ma che si scontra con un limite pratico non appena i dati diventano minimamente numerosi.
In questo articolo passiamo alla soluzione analitica elegante che l’approccio bayesiano mette a disposizione per uno dei problemi più comuni nell’analisi di marketing: stimare un conversion rate con pochi dati.
Il problema nasce sempre allo stesso modo. Un piccolo e-commerce ha raccolto 23 conversioni su 412 sessioni. Il tasso grezzo è 23/412 ≈ 5,6%. Un numero preciso, apparentemente. Ma quanta fiducia gli diamo? Potremmo trovarci davanti al 3% vero o al 9% vero — con quel campione, non lo sappiamo. La stima puntuale “5,6%” non dice niente sulla propria incertezza.
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