Lo abbiamo letto tutti, magari su LinkedIn con tanto di grafico in salita: «Abbiamo riscritto i title di 300 pagine e in tre mesi il traffico è cresciuto del 38%».
Il case study è onesto, i numeri sono veri, e la tentazione di copiare la ricetta è fortissima. Ma c’è una domanda che il post non si pone, e che conviene porsi al posto suo: quante altre aziende hanno fatto la stessa cosa, e com’è andata a loro?
Chi ha riscritto i title e ha perso il 10% non scrive un case study. Non lo scrive nemmeno chi è rimasto fermo. Il loro silenzio non è un dettaglio: è metà dei dati.
Nell’articolo sul p-value abbiamo visto che anche i risultati «significativi» possono ingannarci. Qui l’inganno è ancora più semplice, e per questo più insidioso: guardiamo solo chi ce l’ha fatta. Si chiama survivorship bias, il bias del sopravvissuto.
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