Cortazar

Preambolo alle istruzioni per caricare l’orologio

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria. Non ti dànno soltanto l’orologio, tanti tanti auguri e speriamo che duri perché è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghietto simile a un braccino disperatamente aggrappato al tuo polso. Leggi tutto “Cortazar”

Convertire i font negli ebook da epub a mobi

ebookUn piccolo ma fastidioso problema che si presenta quando si deve convertire con Calibre un ebook dal formato epub al mobi. I caratteri risultano nel Kindle sostituiti con un font monospace tipo courier. La lettura risulta faticosissima.

Ovviare al problema è possibile e molto semplice, e richiede un solo passaggio supplementare. Si deve installare il software open source Sigil, un editor  WYSIWYG di ebook.
Si apre l’epub da convertire, si edita l’unico file css e si elimina la riga relativa alla definizione del font, che generalmente ha questo aspetto:

{
font-family: Georgia, Garamond, serif, sansserif, monospace;
}

A questo punto si salva l’epub e lo si apre e converte come di consueto con Calibre.
Il Mobi risultante sarà presentato dal Kindle con i caratteri di sistema del dispositivo, molto più leggibili.

Wittgenstein – Sulla certezza – 159

159. As children we learn facts; e.g., that every human being has a brain, and we take them on trust. I believe that there is an island, Australia, of such-and-such a shape, and so on and so on; I believe that I had great-grandparents, that the people who gave themselves out as my parents really were my parents, etc. This belief may never have been expressed; even the thought that it was so, never thought. 

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I classici cinque minuti

Ogni tanto capita di trovare i cinque minuti in cui infilare quattro parole a caso, da buttare lì sulla tastiera. Perchè il vetro davanti agli occhi restituisce le montagne con chiazze di sole. Perchè le nuvole sono tante, e di varia foggia, e i pensieri pochi, fortunatamente pochi. Mi piacciono i fiori di campo nella brocca. Cerco con lo sguardo le piante nei vasi che crescono, lentamente crescono. Gli steli del prezzemolo si piegano verso la luce. 

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