L'Apocalisse di Pietro

L'Apocalisse di Pietro è uno dei più antichi apocalissi cristiani, composto verso la metà del II secolo, e per un certo tempo fu così stimato da figurare accanto ai libri canonici (lo elenca il Frammento Muratoriano). È il capostipite dei «viaggi nell'aldilà»: la prima descrizione dettagliata dei castighi dei dannati e del riposo dei beati, in cui ogni pena corrisponde con esattezza al peccato commesso — i bestemmiatori appesi per la lingua, gli assassini divorati dai vermi, le madri infanticide tormentate dai propri figli. Da questo testo discende una lunga tradizione — l'Apocalisse di Paolo, le visioni medievali — che culminerà nell'Inferno di Dante. Lo scritto si presenta come una rivelazione di Cristo risorto a Pietro sul Monte degli Ulivi, e si chiude sul monte santo con una scena affine alla Trasfigurazione. Perduto in greco salvo un frammento scoperto ad Akhmim, il testo si è conservato integro in una versione etiopica, qui tradotta sulla versione inglese di pubblico dominio di M.R. James (1924). I punti in cui l'originale è guasto o lacunoso sono segnalati con […].

Indice del testo

L’Apocalisse di Pietro

La seconda venuta di Cristo e la resurrezione dei morti, che Cristo rivelò a Pietro: di coloro che morirono a causa dei loro peccati, per non aver osservato il comandamento di Dio loro creatore.

E Pietro meditava su questo, per penetrare il mistero del Figlio di Dio, il misericordioso e amante della misericordia.

I segni della fine e la parabola del fico

E quando il Signore fu seduto sul Monte degli Ulivi, i suoi discepoli vennero a lui. E noi lo supplicammo e lo pregammo, ciascuno per sé, dicendo: «Dichiaraci quali sono i segni della tua venuta e della fine del mondo, perché possiamo conoscere il tempo della tua venuta e istruire coloro che verranno dopo di noi, ai quali predichiamo la parola del tuo Vangelo e che poniamo a capo della tua Chiesa, affinché, udendolo, vigilino su se stessi».

E il nostro Signore ci rispose: «Badate che nessuno vi inganni, e che non diventiate dubbiosi e non serviate altri dèi. Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”. Non credete loro, e non avvicinatevi a loro. Poiché la venuta del Figlio di Dio non sarà manifesta in anticipo; ma come il lampo che brilla da oriente a occidente, così verrò sulle nubi del cielo con un grande esercito, nella mia maestà; con la mia croce che procede davanti al mio volto, splendendo sette volte più del sole, verrò con tutti i miei santi e i miei angeli. E mio Padre porrà una corona sul mio capo, perché io giudichi i vivi e i morti e renda a ciascuno secondo le sue opere.

E voi, prendete una similitudine dal fico: appena il suo germoglio è spuntato e i rami sono cresciuti, verrà la fine del mondo».

E io, Pietro, gli risposi: «Spiegami il fico, perché possiamo riconoscerlo; poiché in tutti i suoi giorni il fico mette germogli, e ogni anno porta il suo frutto al padrone. Che significa dunque la parabola del fico? Non lo sappiamo».

E il Maestro mi rispose: «Non comprendi che il fico è la casa d’Israele? Come un uomo che piantò un fico nel suo giardino, e questo non portò frutto. Ne cercò il frutto per molti anni, e non trovandolo, disse al custode del giardino: “Sradica questo fico, perché non renda sterile il nostro terreno”. E il giardiniere disse: “Lascia che lo ripuliamo dalle erbacce e zappiamo la terra intorno e lo annaffiamo. Se allora non porterà frutto, ne strapperemo le radici e pianteremo un altro al suo posto”. In verità ti dico: quando i suoi rami germoglieranno negli ultimi giorni, allora verranno falsi Cristi e desteranno attese, dicendo: “Io sono il Cristo, venuto ora nel mondo”. Ma quel seduttore non è il Cristo. E quando lo rifiuteranno, egli ucciderà con la spada, e vi saranno molti martiri. Allora germoglieranno i rami del fico, cioè la casa d’Israele: molti diverranno martiri per sua mano. Enoch ed Elia saranno mandati a insegnar loro che costui è il seduttore che deve venire nel mondo e compiere segni e prodigi per ingannare. E perciò coloro che muoiono per sua mano saranno martiri, e saranno annoverati fra i buoni e giusti martiri che hanno reso gradita a Dio la loro vita».

E mi mostrò nella sua destra le anime di tutti gli uomini, e sul palmo della sua destra l’immagine di ciò che si compirà nell’ultimo giorno: come i giusti e i peccatori saranno separati, e come saranno sradicati per l’eternità i malfattori. E vedemmo come i peccatori piangevano in grande afflizione e dolore, finché tutti coloro che lo videro piansero, giusti e angeli, ed egli stesso.

E io gli chiesi: «Signore, permettimi di dire una parola sui peccatori: sarebbe stato meglio per loro non essere stati creati». E il Salvatore mi rispose: «Pietro, perché parli così, che sarebbe stato meglio per loro non essere creati? Tu resisti a Dio. Non vorrai aver più compassione di lui per la sua immagine: poiché egli li ha creati e tratti fuori dal nulla. Ma poiché hai visto il lamento che verrà sui peccatori negli ultimi giorni, il tuo cuore è turbato; io però ti mostrerò le loro opere, con cui hanno peccato contro l’Altissimo».

La risurrezione dei morti e il fuoco del giudizio

«Ecco ora ciò che verrà su di loro negli ultimi giorni, quando verrà il giorno di Dio e il giorno della sentenza del suo giudizio. Da oriente a occidente tutti i figli degli uomini saranno radunati davanti a mio Padre che vive in eterno. Ed egli comanderà all’inferno di aprire le sue sbarre d’adamante e di restituire tutto ciò che contiene. E comanderà alle belve e agli uccelli di restituire tutta la carne che hanno divorato, poiché vuole che gli uomini riappaiano: nulla infatti perisce davanti a Dio, e nulla gli è impossibile.

Considera i chicchi di grano seminati nella terra: l’uomo li semina secchi e senza vita, ed essi rivivono e portano frutto, e la terra li restituisce come un pegno affidatole. Quanto più Dio risusciterà, nel giorno della decisione, coloro che credono in lui e sono da lui scelti, per amore dei quali ha fatto il mondo. E ogni cosa la terra restituirà nel giorno della decisione, poiché anch’essa sarà giudicata insieme a loro, e con essa il cielo.

E questo verrà, nel giorno del giudizio, su coloro che si sono allontanati dalla fede in Dio e hanno commesso il peccato: cateratte di fuoco saranno scatenate; tenebre e oscurità saliranno a coprire e velare il mondo intero, e le acque si muteranno in carboni ardenti, e tutto ciò che è in esse brucerà, e il mare diventerà fuoco. Sotto il cielo vi sarà un fuoco acuto che non si può spegnere, e scorrerà a compiere il giudizio dell’ira. E le stelle voleranno in pezzi tra le fiamme, come se non fossero mai state create, e le potenze del cielo passeranno. […] E le anime dei morti diventeranno fuoco al comando di Dio.

E appena tutta la creazione si dissolve, gli uomini che sono in oriente fuggiranno verso occidente; quelli che sono a mezzogiorno fuggiranno verso settentrione. E in ogni luogo l’ira di un fuoco tremendo li raggiungerà, e una fiamma inestinguibile, sospingendoli, li condurrà al giudizio dell’ira, al fiume di fuoco inestinguibile che scorre fiammeggiando; e quando le sue onde si separano l’una dall’altra, ardendo, vi sarà un grande stridore di denti fra i figli degli uomini.

Allora tutti mi vedranno venire su una nube eterna di splendore; e gli angeli di Dio che sono con me siederanno sul trono della mia gloria, alla destra del mio Padre celeste; ed egli porrà una corona sul mio capo. E quando le nazioni lo vedranno, piangeranno, ogni nazione a parte.

Allora egli comanderà loro di entrare nel fiume di fuoco, mentre le opere di ciascuno staranno davanti a loro, secondo le sue azioni. Quanto agli eletti che hanno fatto il bene, verranno a me e non vedranno la morte nel fuoco divoratore. Ma gli ingiusti, i peccatori e gli ipocriti staranno nelle profondità delle tenebre che non passeranno, e il loro castigo è il fuoco; e gli angeli portano avanti i loro peccati e preparano per loro un luogo in cui saranno puniti per sempre, ciascuno secondo la sua trasgressione».

I castighi dei dannati

«L’angelo di Dio, Uriel, farà uscire le anime dei peccatori periti nel diluvio, e di tutti coloro che adorarono gli idoli, ogni immagine fusa, le pitture, e di coloro che dimorarono sui colli, nelle pietre e lungo le strade, che gli uomini chiamarono dèi: e li bruceranno insieme a essi nel fuoco eterno; e dopo che tutti, con le loro dimore, sono distrutti, saranno puniti in eterno.

Allora uomini e donne verranno al luogo preparato per loro. Per le loro lingue, con cui hanno bestemmiato la via della giustizia, saranno appesi. Sotto di loro è steso un fuoco inestinguibile, sì che non possono sfuggirvi.

Ecco un altro luogo: vi è una fossa, grande e piena. In essa stanno coloro che hanno rinnegato la giustizia; e angeli del castigo li tormentano e vi accendono sopra il fuoco del loro tormento.

E ancora, ecco delle donne: le appendono per il collo e per i capelli e le gettano nella fossa. Queste sono coloro che si intrecciarono i capelli non per bellezza, ma per volgersi alla fornicazione, per irretire nella perdizione le anime degli uomini. E gli uomini che giacquero con loro saranno appesi per i lombi in quel luogo di fuoco; e si diranno l’un l’altro: «Non sapevamo che saremmo venuti al castigo eterno».

E gli assassini, e coloro che furono loro complici, li getteranno nel fuoco, in un luogo pieno di bestie velenose, e saranno tormentati senza riposo, sentendo i loro dolori; e i loro vermi saranno numerosi come una nube oscura. E l’angelo Ezrael farà uscire le anime degli uccisi, ed essi contempleranno il tormento di coloro che li uccisero, e si diranno l’un l’altro: «Giusto e retto è il giudizio di Dio; poiché udimmo, ma non credemmo, che saremmo venuti a questo luogo di giudizio eterno».

E vicino a questa fiamma vi sarà una fossa, grande e profondissima, in cui scorre dall’alto ogni sorta di tormento e di lordura. E vi sono donne immerse fino al collo e tormentate con gran pena. Queste sono coloro che fecero nascere i loro figli prima del tempo e corruppero l’opera di Dio che li aveva creati. Di fronte a loro vi sarà un altro luogo dove siedono i loro figli, vivi, e gridano a Dio. E lampi escono da quei figli e trafiggono gli occhi di coloro che ne causarono la distruzione.

Altri uomini e donne staranno sopra di loro, nudi; e i loro figli stanno di fronte a loro in un luogo di delizia, e sospirano e gridano a Dio a causa dei loro genitori, dicendo: «Questi sono coloro che hanno disprezzato, maledetto e trasgredito i tuoi comandamenti e ci hanno consegnati alla morte: hanno maledetto l’angelo che ci formò, ci hanno appesi e ci hanno negato la luce che tu hai dato a ogni creatura». E il latte delle loro madri, fluendo dai loro seni, si rapprenderà, e da esso usciranno bestie divoratrici di carne, che le tormenteranno per sempre insieme ai loro mariti, perché abbandonarono i comandamenti di Dio e uccisero i loro figli. Quanto ai figli, saranno affidati all’angelo Temlakos; e coloro che li uccisero saranno tormentati in eterno.

Ezrael, l’angelo dell’ira, porterà uomini e donne, metà del corpo in fiamme, e li getterà in un luogo di tenebra, l’inferno degli uomini; e uno spirito d’ira li castigherà con ogni sorta di tormento, e un verme che non dorme divorerà le loro viscere: questi sono i persecutori e i traditori dei miei giusti.

E accanto a loro vi saranno altri uomini e donne che si rodono la lingua; e li tormenteranno con ferro rovente e bruceranno loro gli occhi. Questi sono coloro che calunniano e dubitano della mia giustizia. Altri, le cui opere furono compiute nell’inganno, avranno le labbra tagliate, e il fuoco entrerà nella loro bocca e nelle loro viscere: questi sono i falsi testimoni.

E accanto a loro, in un luogo vicino, sulla pietra vi sarà una colonna di fuoco, più tagliente delle spade. E vi saranno uomini e donne vestiti di stracci e di abiti sudici, e saranno gettati su di essa, a subire un tormento che non cessa: questi sono coloro che confidarono nelle loro ricchezze e disprezzarono le vedove e gli orfani davanti a Dio.

E in un altro luogo lì vicino, pieno di lordura, gettano uomini e donne fino alle ginocchia: questi sono coloro che prestarono denaro a usura.

E altri si gettano da un luogo elevato, e ritornano, e corrono, e i demoni li incalzano sospingendoli fino alla cima dell’altura, ed essi si gettano giù. E così di continuo, e sono tormentati per sempre.

E accanto a loro l’angelo Ezrael preparerà un luogo di gran fuoco; e tutti gli idoli d’oro e d’argento, ogni idolo opera delle mani dell’uomo, e le immagini di gatti e leoni, di rettili e di belve, e gli uomini e le donne che ne fabbricarono le immagini, saranno in catene di fuoco e castigati per il loro errore davanti agli idoli; e questo è il loro giudizio per sempre.

E accanto a loro vi saranno altri, ardenti nel fuoco del giudizio, e il loro tormento è eterno: questi sono coloro che abbandonarono il comandamento di Dio e seguirono le seduzioni dei demoni.

E vi sarà un altro luogo, altissimo. […] Gli uomini e le donne i cui piedi scivolano rotoleranno giù in un luogo di terrore; e di nuovo, mentre scorre il fuoco preparato, risalgono e ricadono, e continuano a rotolare giù. Così saranno tormentati per sempre. Questi sono coloro che non onorarono il padre e la madre e di loro spontanea volontà si allontanarono da loro.

Inoltre l’angelo Ezrael porterà fanciulli e fanciulle a mostrar loro i tormentati. Saranno castigati con pene e con una moltitudine di ferite che uccelli divoratori di carne infliggeranno loro. Questi sono coloro che si vantavano dei loro peccati, non obbedivano ai genitori e non onoravano gli anziani.

Accanto a loro vi saranno fanciulle vestite di tenebra, aspramente castigate, la cui carne sarà fatta a pezzi. Queste sono coloro che non conservarono la verginità fino alle nozze.

E ancora, altri uomini e donne che si rodono la lingua senza posa, tormentati dal fuoco eterno: questi sono gli schiavi che non furono obbedienti ai loro padroni.

E presso questo luogo di tormento vi saranno uomini e donne muti e ciechi, vestiti di bianco. Si accalcheranno gli uni sugli altri e cadranno su carboni di fuoco inestinguibile. Questi sono coloro che fanno l’elemosina e dicono: «Siamo giusti davanti a Dio», mentre non hanno cercato la giustizia.

Ezrael, l’angelo di Dio, li farà uscire da questo fuoco e stabilirà un giudizio. Un fiume di fuoco scorrerà, e tutti i giudicati saranno trascinati in mezzo al fiume, e Uriel ve li porrà. E vi sono ruote di fuoco, e uomini e donne appesi a esse dalla forza del loro turbinare; e coloro che sono nella fossa arderanno: questi sono i maghi e le maghe».

Il riposo dei giusti

«Poi gli angeli porteranno i miei eletti e giusti, perfetti in ogni rettitudine, e li recheranno nelle loro mani, e li rivestiranno della veste della vita che è in alto; e il tormento di ciascun dannato sarà per sempre, secondo le sue opere.

E tutti coloro che sono nel tormento diranno a una sola voce: «Abbi pietà di noi, poiché ora conosciamo il giudizio di Dio, che egli ci annunciò un tempo, e non credemmo». E l’angelo Tartaruco verrà e li castigherà con tormento ancora maggiore, e dirà loro: «Ora vi pentite, quando non è più tempo di pentimento, e nulla resta della vita». E diranno: «Giusto è il giudizio di Dio, poiché siamo ripagati secondo le nostre opere».

Allora darò ai miei eletti e giusti il lavacro e la salvezza che mi hanno chiesto, nel campo di Acherusia, che è chiamato Eliseo. Adorneranno di fiori la porzione dei giusti, e io gioirò con loro. Farò entrare i popoli nel mio regno eterno, e mostrerò loro quella vita eterna su cui ho fatto riporre la loro speranza, io e il Padre mio che è nei cieli.

Questo ti ho detto, Pietro, e a te l’ho dichiarato. Va’ dunque al paese d’occidente. […] Tu sei stato scelto secondo la promessa che ti ho dato. Diffondi dunque il mio Vangelo per tutto il mondo, in pace. In verità gli uomini gioiranno: le mie parole saranno fonte di speranza e di vita».

La visione del monte santo

E il mio Signore Gesù Cristo, nostro Re, mi disse: «Andiamo al monte santo». E i suoi discepoli andarono con lui, pregando. Ed ecco, vi erano due uomini, e non potevamo guardare i loro volti, poiché ne usciva una luce più splendente del sole; e anche le loro vesti risplendevano e non si possono descrivere, e nulla in questo mondo è degno di esser loro paragonato. Nessuna bocca può esprimere la bellezza del loro aspetto, poiché era stupefacente e mirabile. […] Come il fiore delle rose era il colore del loro aspetto e del loro corpo. Sul loro capo e sulla loro fronte vi era una corona di nardo intrecciata di bei fiori. Come l’arcobaleno nella pioggia, così erano i loro capelli. Tale era la grazia del loro volto, adorno di ogni ornamento.

E quando li vedemmo all’improvviso, ci meravigliammo. E io mi avvicinai al Signore Gesù Cristo e gli dissi: «O Signore mio, chi sono questi?». Ed egli mi disse: «Sono Mosè ed Elia». E io gli dissi: «E Abramo, Isacco e Giacobbe e gli altri padri giusti?». Ed egli ci mostrò un grande giardino, aperto, pieno di alberi bellissimi e di frutti benedetti, e del profumo dei balsami. La fragranza ne era soave e giungeva fino a noi. E il mio Signore e Dio Gesù Cristo mi disse: «Hai visto le schiere dei padri? Come è il loro riposo, tale è anche l’onore e la gloria di coloro che sono perseguitati per amore della mia giustizia».

E io gioii e credetti, e compresi ciò che è scritto nel libro del mio Signore Gesù Cristo. E gli dissi: «O Signore, vuoi che io faccia qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia?». Ed egli mi disse con sdegno: «Satana muove guerra contro di te e ha velato la tua intelligenza; e i beni di questo mondo prevalgono su di te. I tuoi occhi dunque devono aprirsi e le tue orecchie schiudersi: vi è una tenda non fatta da mani d’uomo, che il mio Padre celeste ha fatto per me e per gli eletti». E la contemplammo e fummo ricolmi di gioia.

Ed ecco, all’improvviso venne una voce dal cielo, che diceva: «Questo è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo». E allora venne una grande nube candidissima sopra le nostre teste e portò via il nostro Signore, e Mosè ed Elia. E io tremai e fui preso da timore; e alzammo lo sguardo, e il cielo si aprì, e vedemmo uomini nella carne, che vennero e salutarono il nostro Signore, Mosè ed Elia, ed entrarono in un altro cielo. E si adempì la parola della Scrittura: «Questa è la generazione che lo cerca, e cerca il volto del Dio di Giacobbe». E vi fu grande timore e tumulto in cielo, e gli angeli si accalcavano gli uni sugli altri, perché si adempisse la parola della Scrittura che dice: «Aprite le porte, o principi».

Poi il cielo, che era stato aperto, si richiuse. E noi pregammo e scendemmo dal monte, glorificando Dio, che ha scritto i nomi dei giusti nel cielo, nel libro della vita.