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	<title>R &#8211; paologironi blog</title>
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	<description>Appunti sparsi di (retro) informatica, analisi dei dati, statistica, seo, e cose che cambiano</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Jul 2026 15:05:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il t-test per due campioni: quando confrontare due gruppi (e non sbagliare)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 17:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[pre-post test]]></category>
		<category><![CDATA[R]]></category>
		<category><![CDATA[t-test]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo avuto modo di vedere, nel post sul test delle ipotesi, come verificare se la media di un campione sia compatibile con una certa ipotesi sulla popolazione. Ma nella pratica il caso più comune è confrontare due gruppi. Un farmaco abbassa davvero la pressione più del placebo? Un corso di formazione migliora i punteggi? Una &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/il-t-test-per-due-campioni-testare-una-ipotesi-per-campioni-dipendenti-o-indipendenti/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il t-test per due campioni: quando confrontare due gruppi (e non sbagliare)"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo avuto modo di vedere, nel <a href="/blog/il-test-delle-ipotesi/">post sul test delle ipotesi</a>, come verificare se la media di un campione sia compatibile con una certa ipotesi sulla popolazione. Ma nella pratica il caso più comune è confrontare <em>due</em> gruppi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un farmaco abbassa davvero la pressione più del placebo? Un corso di formazione migliora i punteggi? Una nuova landing page produce un CTR più alto? In tutti questi casi abbiamo due gruppi (trattamento vs controllo, prima vs dopo, variante A vs B) e vogliamo capire se le medie sono diverse. Lo strumento giusto è il <strong>t-test per due campioni</strong>.</p>



<span id="more-1411"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Per orientarci subito:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Situazione</th><th>Test</th></tr></thead><tbody><tr><td>Due gruppi diversi (es. uomini vs donne)</td><td>t-test per campioni indipendenti</td></tr><tr><td>Prima e dopo sullo stesso soggetto</td><td>t-test appaiato (paired)</td></tr><tr><td>Due varianti di pagina web (A/B test)</td><td>t-test per campioni indipendenti</td></tr><tr><td>Pressione prima e dopo una terapia</td><td>t-test appaiato</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta tra i due test non è tecnica: è <strong>concettuale</strong>. Se i dati sono appaiati e usiamo un test indipendente, perdiamo potenza perché buttiamo via l&#8217;informazione sull&#8217;accoppiamento. Se usiamo un test appaiato su dati indipendenti, violiamo l&#8217;assunzione di indipendenza e rischiamo di trovare significatività dove non c&#8217;è.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading" id="campioni-indipendenti">Quando usare il t-test per campioni indipendenti?</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Condizioni di validità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il test sia valido, servono alcune condizioni:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Un campione casuale per ciascuna popolazione</li><li>Le osservazioni all&#8217;interno di ciascun campione sono indipendenti</li><li>I due campioni sono indipendenti tra loro</li><li>Le osservazioni provengono da popolazioni approssimativamente normali, oppure la numerosità campionaria è sufficientemente grande</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il t-test è piuttosto robusto a moderate deviazioni dalla normalità, soprattutto quando il campione è numeroso (n ≥ 30 per gruppo). Diventa invece problematico con campioni molto piccoli e distribuzioni fortemente asimmetriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ipotesi:</p>



\( H_0 : \mu_1 = \mu_2 \\ \)



\( H_a : \mu_1 \neq \mu_2 \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">In altri termini: $\( H_0 : \mu_1 &#8211; \mu_2 = 0 \)\( , \)\( H_a : \mu_1 &#8211; \mu_2 \neq 0 \)$</p>



<h3 class="wp-block-heading">La statistica test</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto parte dalla differenza tra le medie osservate. Calcoliamo il valore di t:</p>



\( t = \frac{(\bar{x}_1 &#8211; \bar{x}_2) &#8211; (\mu_1 &#8211; \mu_2)}{SE_{(\bar{x}_1 &#8211; \bar{x}_2)}} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">Dove:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>$\( \bar{x}_1 &#8211; \bar{x}_2 \)$ è la differenza osservata tra le medie campionarie</li><li>$\( \mu_1 &#8211; \mu_2 \)$ è la differenza ipotizzata sotto H₀ (zero)</li><li>$\( SE_{(\bar{x}_1 &#8211; \bar{x}_2)} \)$ è l&#8217;errore standard della differenza</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;errore standard si calcola così — e qui arriva il primo punto importante:</p>



\( SE_{(\bar{x}_1 &#8211; \bar{x}_2)} = \sqrt{\frac{s^2_1}{n_1} + \frac{s^2_2}{n_2}} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph"><strong>N.B.: questa è la formula di Welch</strong> — non assume varianze uguali tra i due gruppi, ed è più robusta quando i campioni hanno numerosità o variabilità diverse. Per impostazione predefinita, <code>t.test()</code> in R usa il test di Welch, non il t-test classico di Student. È la scelta più prudente nella pratica: se non c&#8217;è un motivo forte per assumere varianze uguali, Welch è preferibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece sappiamo per certo che le varianze sono simili (campioni bilanciati con varianze vicine), possiamo usare l&#8217;argomento <code>var.equal = TRUE</code>, che corrisponde al t-test classico con varianza pooled (&#8220;varianze unite&#8221;). Per un confronto più sistematico tra i due approcci, rimando alla <a href="/blog/guida-ai-test-statistici-per-analisi-a-b/">Guida ai Test Statistici</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gradi di libertà? Li lascio calcolare a R (usa l&#8217;approssimazione di Welch-Satterthwaite, un po&#8217; complessa a mano). In alternativa, approccio conservativo: df = min(n₁, n₂) − 1.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verifica delle assunzioni in R</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di eseguire il test, verifichiamo la normalità:</p>



<pre class="wp-block-code"><code># Test di Shapiro-Wilk per ciascun gruppo
shapiro.test(varA)
shapiro.test(varB)

# Q-Q plot per ispezione visiva
par(mfrow = c(1, 2))
qqnorm(varA, main = "Gruppo A")
qqline(varA)
qqnorm(varB, main = "Gruppo B")
qqline(varB)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Se il p-value dello Shapiro-Wilk è maggiore di 0,05, non abbiamo evidenze sufficienti per rifiutare l&#8217;ipotesi di normalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un esempio con dati reali</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo un esempio al volo. Supponiamo di avere due varianti di landing page per una campagna SEO: la versione A (quella attuale, il controllo) e la versione B (con un nuovo titolo e CTA). Vogliamo sapere se la nuova versione produce un CTR medio più alto. Prendiamo 10 giorni di traffico per ciascuna variante e misuriamo il CTR percentuale:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>varA &lt;- c(2.8, 3.1, 3.5, 2.9, 3.3, 3.0, 2.7, 3.2, 3.4, 3.1)
varB &lt;- c(3.2, 3.8, 3.5, 4.1, 3.6, 3.9, 3.3, 3.7, 4.0, 3.4)

t.test(varA, varB)</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>	Welch Two Sample t-test

data:  varA and varB
t = -3.092, df = 17.6, p-value = 0.006297
alternative hypothesis: true difference in means is not equal to 0
95 percent confidence interval:
 -0.831 -0.157
sample estimates:
mean of x mean of y
     3.10      3.65</code></pre>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-4144" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/test-due-campioni-regioni.png" alt="Distribuzione t con regione critica per l'esempio del test a due campioni"/><figcaption class="wp-element-caption">Distribuzione t con regione critica per l&#8217;esempio del test a due campioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretiamo l&#8217;output. La differenza media è di 0,55 punti percentuali (3,65 − 3,10), con un p-value di 0,0063 — ben sotto la soglia di 0,05. L&#8217;intervallo di confidenza al 95% va da −0,83 a −0,16: non contiene zero. <strong>Abbiamo evidenza statistica sufficiente per rifiutare H₀ a favore dell&#8217;ipotesi alternativa: il CTR medio della variante B è diverso da quello della variante A.</strong></p>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>Attenzione: il p-value ci dice <em>se</em> c&#8217;è una differenza. Non ci dice <em>quanto</em> è grande. Con campioni grandi, qualsiasi differenza — anche trascurabile — diventa &#8220;significativa&#8221;. Per questo serve una misura della dimensione dell&#8217;effetto.</p>
</div></div>



<h3 class="wp-block-heading">Effect size: Cohen&#8217;s d</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Cohen&#8217;s d</strong> standardizza la differenza dividendo per la deviazione standard pooled:</p>



\( d = \frac{\bar{x}_1 &#8211; \bar{x}_2}{s_{pooled}} \\ \)



\( s_{pooled} = \sqrt{\frac{(n_1 &#8211; 1)s^2_1 + (n_2 &#8211; 1)s^2_2}{n_1 + n_2 &#8211; 2}} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">Calcoliamo in R:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>n1 &lt;- length(varA); n2 &lt;- length(varB)
pooled_sd &lt;- sqrt(((n1-1)*sd(varA)^2 + (n2-1)*sd(varB)^2) / (n1+n2-2))
d &lt;- (mean(varB) - mean(varA)) / pooled_sd
d</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>[1] 1.38</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Regola pratica: d ≈ 0,2 è piccolo, 0,5 medio, 0,8 grande. Il nostro d = 1,38 è un effetto grande — la differenza non è solo statisticamente significativa, è anche sostanziale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Potenza del test</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se non troviamo una differenza significativa, è perché non c&#8217;è o perché il campione era troppo piccolo? La <strong>potenza</strong> (1 − β) è la probabilità di rilevare un effetto di data grandezza, se esiste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Calcoliamo in R la numerosità necessaria per rilevare un effetto grande con l&#8217;80% di potenza:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>library(pwr)
pwr.t.test(d = 0.8, power = 0.80, sig.level = 0.05,
           type = "two.sample", alternative = "two.sided")</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>     Two-sample t test power calculation

              n = 25.52
              d = 0.8
      sig.level = 0.05
          power = 0.8
    alternative = two.sided</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Servono circa 26 osservazioni per gruppo per avere l&#8217;80% di probabilità di rilevare un effetto grande. Con le nostre 10 osservazioni per gruppo, la potenza è molto più bassa — il fatto di aver trovato comunque significatività è un segnale che l&#8217;effetto è davvero marcato.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="campioni-dipendenti">Quando usare il t-test per campioni dipendenti (appaiati)?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando gli stessi soggetti vengono misurati prima e dopo un intervento, abbiamo <strong>dati appaiati</strong> (paired data). Il test non confronta le medie dei due gruppi, ma <strong>la media delle differenze</strong> tra prima e dopo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Condizioni di validità</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>Il campione delle differenze è casuale</li><li>Le differenze sono indipendenti tra loro</li><li>Le differenze provengono da una popolazione approssimativamente normale (o n sufficientemente grande)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ipotesi:</p>



\( H_0 : \delta = 0 \\ \)



\( H_a : \delta \neq 0 \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">dove δ è la media delle differenze nella popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formula è analoga a quella del test a un campione, applicata alle differenze:</p>



\( t = \frac{\bar{d} &#8211; \delta}{SE_{\bar{d}}} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">dove $\( \bar{d} \)\( è la media delle differenze campionarie e \)\( SE_{\bar{d}} = \frac{s_d}{\sqrt{n}} \)$ è l&#8217;errore standard.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La deviazione standard delle differenze:</p>



\( s_d = \sqrt{\frac{\Sigma(d &#8211; \bar{d})^2}{n &#8211; 1}} \\ \)



<h3 class="wp-block-heading">Verifica delle assunzioni in R</h3>



<pre class="wp-block-code"><code>diff &lt;- dopo - prima
shapiro.test(diff)

# Ispezione visiva
qqnorm(diff)
qqline(diff)</code></pre>



<h3 class="wp-block-heading">Un esempio con dati reali</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo questo scenario: un docente di SEO vuole valutare l&#8217;efficacia del suo corso intensivo. Somministra un test di 100 punti ai partecipanti il primo giorno (pre) e lo stesso test alla fine del corso (post). Gli stessi studenti — non due gruppi diversi — vengono misurati due volte. Ecco i punteggi:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>pre  &lt;- c(68, 75, 82, 71, 79, 65, 73, 77, 70, 74)
post &lt;- c(72, 78, 85, 76, 82, 70, 75, 80, 74, 79)

diff &lt;- post - pre
diff</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>[1] 4 3 3 5 3 5 2 3 4 5</code></pre>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-4145" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/test-due-campioni-paired.png" alt="Istogramma delle differenze paired con curva normale sovrapposta"/><figcaption class="wp-element-caption">Istogramma delle differenze paired con curva normale sovrapposta</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Verifichiamo la normalità delle differenze:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>shapiro.test(diff)</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>	Shapiro-Wilk normality test

data:  diff
W = 0.905, p-value = 0.248</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">p &gt; 0,05 → non rifiutiamo l&#8217;ipotesi di normalità. Procediamo:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>t.test(pre, post, paired = TRUE)</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>	Paired t-test

data:  pre and post
t = -7.746, df = 9, p-value = 2.86e-05
alternative hypothesis: true mean difference is not equal to 0
95 percent confidence interval:
 -4.171 -2.029
sample estimates:
mean difference
         -3.1</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza media è di 3,1 punti in positivo, con p &lt; 0,001. L&#8217;intervallo di confidenza al 95% va da −4,17 a −2,03 punti: non contiene zero. Esiste evidenza statistica a favore di un miglioramento significativo dopo il corso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Effect size per dati appaiati</h3>



<pre class="wp-block-code"><code>d_paired &lt;- mean(diff) / sd(diff)
d_paired</code></pre>



<pre class="wp-block-code"><code>[1] 2.45</code></pre>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>Attenzione: il Cohen&#8217;s d per dati appaiati tende a essere molto più grande rispetto al caso indipendente, perché la variabilità tra soggetti viene rimossa dal confronto entro-soggetti. È fisiologico, non un errore.</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="diagramma-decisionale">Diagramma decisionale</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="1040" class="wp-image-4146" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/scelta-test-t-flowchart.png" alt="Diagramma di flusso per la scelta del test t appropriato" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/scelta-test-t-flowchart.png 1200w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/scelta-test-t-flowchart-300x260.png 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/scelta-test-t-flowchart-1024x887.png 1024w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Diagramma di flusso per la scelta del test t appropriato</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una versione testuale del ragionamento:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Stessi soggetti misurati due volte?</strong> → t-test appaiato</li><li><strong>Due gruppi indipendenti?</strong> → t-test di Welch (default)</li><li><strong>Dati non normali e campione piccolo?</strong> → test non parametrico (Mann-Whitney o Wilcoxon)</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading" id="quando-non-usare">Quando NON usare il t-test</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il t-test è uno strumento potente, ma non universale:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Distribuzioni fortemente asimmetriche con campioni piccoli</strong> (n &lt; 15 per gruppo): il t-test perde affidabilità. Meglio il test di Mann-Whitney (wilcox.test in R) per campioni indipendenti, o il test di Wilcoxon signed-rank per dati appaiati.</li><li><strong>Più di due gruppi</strong>: serve l&#8217;analisi della varianza (ANOVA), di cui parleremo in un prossimo articolo.</li><li><strong>Dati ordinali</strong>: il t-test lavora su medie, che presuppongono dati almeno su scala a intervalli. Per ranking o scale Likert, meglio i test non parametrici.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="faq">FAQ</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual è la differenza tra t-test appaiato e indipendente?</strong><br> Nel t-test appaiato confrontiamo la media delle differenze <em>entro</em> ciascun soggetto (prima/dopo). In quello indipendente confrontiamo le medie di due gruppi separati. La scelta dipende dal disegno sperimentale, non dalla nostra preferenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando usare Welch invece del t-test classico?</strong><br> Sempre, per default. Welch non assume varianze uguali ed è più robusto. Usa <code>var.equal = TRUE</code> solo se hai un motivo solido per credere che le varianze siano simili (campioni bilanciati con varianze vicine).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il t-test funziona con campioni piccoli?</strong><br> Sì, purché i dati siano approssimativamente normali. Con n &lt; 15 per gruppo, verifica sempre la normalità con <code>shapiro.test()</code>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare se i dati non sono normali?</strong><br> Usa <code>wilcox.test()</code> in R: per campioni indipendenti (Mann-Whitney) o con paired = TRUE per dati appaiati (Wilcoxon signed-rank).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prova tu</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prendi i dati dell&#8217;esempio indipendente e calcola:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Il test a una coda: la variante B ha un CTR <em>maggiore</em> della A? (alternative = &#8220;greater&#8221;)</li><li>Quale numerosità servirebbe per rilevare un effetto medio (d = 0,5) con potenza 0,80?</li></ol>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto due strumenti fondamentali per confrontare gruppi: il <strong>t-test per campioni indipendenti</strong>, cavallo di battaglia degli A/B test, e il <strong>t-test appaiato</strong>, insostituibile nei disegni pre/post. In entrambi i casi il p-value da solo non basta: effect size, potenza e intervalli di confidenza completano il quadro. Nel prossimo articolo affronteremo il caso di tre o più gruppi — e lì entrerà in scena l&#8217;<strong>analisi della varianza (ANOVA)</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Per approfondire</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutti i dettagli formali sul confronto tra campioni — pooled vs Welch, campioni appaiati, verifica delle assunzioni — <em>Statistica</em> di Newbold, Carlson e Thorne resta il riferimento più completo in italiano. <a href="https://www.amazon.it/dp/8891910651?tag=consulenzeinf-21&amp;ascsubtag=il-t-test-per-due-campioni-testare-una-ipotesi-per-campioni-dipendenti-o-indipendenti" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank">Amazon</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La distribuzione geometrica</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-geometrica/</link>
					<comments>https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-geometrica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 13:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[probabilità]]></category>
		<category><![CDATA[R]]></category>
		<category><![CDATA[Ti-83]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gironi.it/blog/?p=863</guid>

					<description><![CDATA[Dopo aver visto in altri post la più famosa distribuzione discreta, la Binomiale, nonchè la distribuzione di Poisson e la distribuzione Beta, è giunto il momento di gettare uno sguardo alla distribuzione geometrica. Quanti tentativi servono per avere un primo risultato positivo? Si usa quando si fanno tentativi indipendenti, ciascuno dei quali può avere come &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-geometrica/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La distribuzione geometrica"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver visto in  altri post la più famosa distribuzione discreta, la <a href="https://www.gironi.it/blog/distribuzioni-di-probabilita-distribuzioni-discrete-la-binomiale/" target="_blank" data-type="post" data-id="807" rel="noreferrer noopener">Binomiale</a>, nonchè la <a href="https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-di-poisson/" target="_blank" data-type="post" data-id="898" rel="noreferrer noopener">distribuzione di Poisson</a> e la <a href="https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-beta-spiegata-semplice/" target="_blank" data-type="post" data-id="2429" rel="noreferrer noopener">distribuzione Beta</a>, è giunto il momento di gettare uno sguardo alla <em><strong>distribuzione geometrica</strong></em>.</p>


				<div class="wp-block-uagb-table-of-contents uagb-toc__align-left uagb-toc__columns-1  uagb-block-34c6f9c1 wp-block-uagb-table-of-contents uagb-toc__align-left uagb-toc__columns-undefined uagb-block-426590d5     "
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				>
				<div class="uagb-toc__wrap">
						<div class="uagb-toc__title">
							Di cosa parleremo<br>						</div>
																						<div class="uagb-toc__list-wrap ">
						<ol class="uagb-toc__list"><li class="uagb-toc__list"><a href="#quanti-tentativi-servono-per-avere-un-primo-risultato-positivo" class="uagb-toc-link__trigger">Quanti tentativi servono per avere un primo risultato positivo?</a><li class="uagb-toc__list"><a href="#e-giunto-il-momento-degli-esempi" class="uagb-toc-link__trigger">E&#039; giunto il momento degli esempi&#8230;</a><li class="uagb-toc__list"><a href="#usiamo-r-o-la-ti-83" class="uagb-toc-link__trigger">Usiamo R o la TI 83</a></ol>					</div>
									</div>
				</div>
			


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanti tentativi servono per avere un primo risultato positivo</strong>?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si usa quando si fanno tentativi indipendenti, ciascuno dei quali può avere come esito il successo o il fallimento, e <strong>si è interessati a conoscere quanti tentativi occorrono per avere un primo risultato positivo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In simboli:</p>



\( X \sim Geo(p) \\ \\ \)



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<span id="more-863"></span>



<ul>
<li>\(X\) è il numero di tentativi necessari per avere un primo risultato positivo.</li>
<li>\(r\) è il numero dei tentativi.</li> 
<li>\(P\) è la probabilità di successo nel tentativo.</li>
<li>diciamo poi, come è ovvio, che: q=1-p</li>
</ul>
Qui viene il bello. Abbiamo infatti:



\(\\ P(X=r) = p \times q ^ {r-1} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>P indica quindi la probabilità che il primo successo avvenga al tentativo numero r.</strong> <br>Continuiamo nel ragionamento:</p>



\(P(X &gt; r) = q ^ {r}\)



<p class="wp-block-paragraph"><strong>il che ci consente di calcolare la probabilità che servano più di r tentativi per avere il primo successo</strong>, nonchè:</p>



\(P(X \leq r) = 1 &#8211; q ^ {r} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">che ci aiuta a trovare qual è la probabilità che servano r tentativi o meno per avere il primo successo. Il valore atteso è:</p>



\(E(X) = \frac{1}{P} \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>varianza</strong> è:</p>



\(Var(X) = \frac{q}{P^{2}}\)



<h2 class="wp-block-heading">E&#8217; giunto il momento degli esempi&#8230;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo che la probabilità che un pattinatore completi un percorso senza incidenti è 0,4. Quindi:</p>



\( X \sim Geo(0,4) \\ \)



<p class="wp-block-paragraph">X è il numero di tentativi che il nostro pattinatore deve fare per riuscire a completare un percorso senza alcun incidente.<br><br>Siamo pronti ad applicare le nostre nuove conoscenze.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="612" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/pattinaggio-1024x612.png" alt="Un pattinatore prova più volte prima di completare il percorso senza incidenti" class="wp-image-3985" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/pattinaggio-1024x612.png 1024w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/pattinaggio-300x179.png 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/pattinaggio-1200x718.png 1200w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/pattinaggio.png 1264w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una pattinatrice prova più volte prima di completare il percorso senza incidenti: la distribuzione geometrica conta quanti tentativi servono per il primo successo.</figcaption></figure>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Calcoliamo il numero di tentativi che mi aspetto di fare prima di avere un successo:</p>



<p>\( E(X) = \frac{1}{P}\\\)
dunque 
\(\frac{1}{0,4} = 2,5	
\)</p>



<p class="wp-block-paragraph">La varianza nel numero dei tentativi è presto calcolata:</p>



\( Var(X) \frac{q}{p^{2}} \\ \)
cioè
\(\frac{0,6}{0,4^{2}} = \frac{0,6}{0,16} = 3,75 \\
	\)



<p class="wp-block-paragraph">La probabilità di aver successo al secondo tentativo, dopo aver fallito il primo&#8230;</p>



<p>\( P(X=2) = P \times q = 0,4 \times 0,6 = 0,24 \\\) 
vale a dire 24%</p>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="975" height="600" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/geometrica-pmf-1.png" alt="Geometrica(0,4): la probabilità che il primo successo del pattinatore arrivi esattamente all'r-esimo tentativo. Decade tentativo dopo tentativo; il valore atteso è 2,5 tentativi." class="wp-image-3979" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/geometrica-pmf-1.png 975w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/geometrica-pmf-1-300x185.png 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Geometrica(0,4): la probabilità che il primo successo del pattinatore arrivi esattamente all&#8217;r-esimo tentativo. Decade tentativo dopo tentativo; il valore atteso è 2,5 tentativi.</figcaption></figure>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">La probabilità di aver successo in 4 tentativi o meno? Facile!</p>



\(P(X \leq 4) = 1-q^{4} = 1 &#8211; 0,6^{4} = 1 &#8211; 0,1296 \\ \)
Cioè 0,8704
<br><br>
Vale a dire 87%



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="975" height="600" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/geometrica-cdf-1.png" alt="La probabilità cumulata risponde a «entro quanti tentativi?»: entro il quarto tentativo il primo successo è già arrivato nell'87% dei casi." class="wp-image-3980" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/geometrica-cdf-1.png 975w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/geometrica-cdf-1-300x185.png 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">La probabilità cumulata risponde a «entro quanti tentativi?»: entro il quarto tentativo il primo successo è già arrivato nell&#8217;87% dei casi.</figcaption></figure>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">La probabilità di aver bisogno di più di 4 tentativi? Calcolarla è uno scherzo:</p>



\( P(X &gt; 4) = q^{4} = 0,6^{4}\\ \)
<p>
Cioè 0,1296, ossia circa il 13%	
</p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Usiamo R o la TI 83</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ora che abbiamo un po&#8217; di formule ben presenti, possiamo lasciare campo alla nostra pigrizia e tirare fuori la TI-83.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per calcolare la probabilità di aver successo al secondo tentativo, dopo aver fallito il primo mi basterà calcolare:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>geometpdf(0.4,2)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">e poi ovviamente x 100 se voglio avere il valore percentuale…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per trovare la probabilità di aver successo in 4 tentativi o meno:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>geometcdf(0.4,4)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">e poi ovviamente x 100 se voglio avere il valore percentuale…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per calcolare la probabilità di aver bisogno di più di 4 tentativi:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>1-geometcdf(0.4,4)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">e poi ovviamente x 100 se voglio avere il valore percentuale…</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo stesso risultato in R</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con P(X=2) e P=0,4</p>



<pre class="wp-block-code"><code>dgeom(1,0.4)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">dove 1 è il numero dei fallimenti prima del successo&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">P(X&lt;=4) e P=0,4</p>



<pre class="wp-block-code"><code>pgeom(3,0.4)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto molto semplice, molto rapido, molto divertente!</p>


<p><!-- internal-links-section --></p>
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<ul>
<li><a href="https://www.gironi.it/blog/teorema-del-limite-centrale/">Il Teorema del Limite Centrale: perché la statistica funziona (anche quando i dati non sono normali)</a></li>
</ul>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Per approfondire</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le distribuzioni discrete come la geometrica sono trattate con esempi accessibili in <a href="https://www.amazon.it/dp/8867319396?tag=consulenzeinf-21&amp;ascsubtag=la-distribuzione-geometrica" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Finalmente ho capito la statistica</em></a> di Maurizio De Pra, una lettura adatta a chi vuole costruirsi le basi senza affrontare un manuale universitario.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-geometrica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tabelle di contingenza e probabilità condizionata</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/tabelle-di-contingenza-e-probabilita-condizionata/</link>
					<comments>https://www.gironi.it/blog/tabelle-di-contingenza-e-probabilita-condizionata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 14:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[probabilità]]></category>
		<category><![CDATA[R]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gironi.it/blog/?p=709</guid>

					<description><![CDATA[Avete mai notato come gli utenti che arrivano da mobile si comportano diversamente da quelli da desktop? Non è una sensazione: è una relazione tra due variabili categoriche. La variabile &#8220;dispositivo&#8221; (mobile o desktop) e la variabile &#8220;ha convertito&#8221; (sì o no) — mettendole in una tabella incrociata possiamo vedere se c&#8217;è un legame sistematico. &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/tabelle-di-contingenza-e-probabilita-condizionata/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Tabelle di contingenza e probabilità condizionata"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Avete mai notato come gli utenti che arrivano da mobile si comportano diversamente da quelli da desktop? Non è una sensazione: è una <strong>relazione tra due variabili categoriche</strong>. La variabile &#8220;dispositivo&#8221; (mobile o desktop) e la variabile &#8220;ha convertito&#8221; (sì o no) — mettendole in una tabella incrociata possiamo vedere se c&#8217;è un legame sistematico.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>tabelle di contingenza</strong> (dette anche tabelle a doppia entrata) sono lo strumento base per farlo. Ci permettono di valutare l&#8217;<strong>interazione tra due variabili categoriche</strong> (qualitative) e di quantificare la <strong>probabilità condizionata</strong> — cioè quanto è probabile un evento &#8220;dato che&#8221; un altro si è verificato.</p>


<p class="wp-block-paragraph">La domanda sulle differenze tra mobile e desktop, per esempio, si traduce in una probabilità condizionata: <strong>P(conversione | dispositivo = mobile)</strong> è diversa da <strong>P(conversione | dispositivo = desktop)</strong>? Se sì, c&#8217;è una relazione. Se no, le due variabili sono indipendenti.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Vediamo come funziona, partendo da un esempio volutamente leggero.</p>


<span id="more-709"></span>

<div style="border:1px solid #ccc;padding:1.2em 1.5em;margin:1.5em 0;border-radius:6px">
<h3 style="margin-top:0">Di cosa parleremo</h3>
<ul>
<li><a href="#tabelle-a-doppia-entrata-e-distribuzioni-marginali">Tabelle a doppia entrata e distribuzioni marginali</a></li>
<li><a href="#la-probabilita-condizionata">La probabilità condizionata</a></li>
<li><a href="#dipendenza-e-indipendenza">Dipendenza e indipendenza</a></li>
<li><a href="#esaminiamo-lindipendenza">Esaminiamo l&#8217;indipendenza</a></li>
<li><a href="#prova-tu">Prova tu</a></li>
</ul>
</div>

<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h2 class="wp-block-heading" id="tabelle-a-doppia-entrata-e-distribuzioni-marginali">Tabelle a doppia entrata e distribuzioni marginali</h2>


<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>tabella a doppia entrata </strong>è una tabella che contiene righe e colonne ed aiuta organizzare i dati da variabili categoriali:</p>


<ul class="wp-block-list">
<li>Le <strong>righe</strong> rappresentano le possibili categorie per una variabile qualitativa, ad esempio maschi e femmine.
</li>


<li>Le <strong>colonne</strong> rappresentano le possibili categorie per una seconda variabile qualitativa, ad esempio se piace la pizza oppure no&#8230;
</li>
</ul>


<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>distribuzione marginale</strong> mostra quante risposte complessive ci sono per ogni categoria della variabile. La distribuzione marginale di una variabile può essere determinata guardando alla colonna (o alla riga) &#8220;Totale&#8221;.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Vediamo un esempio.</p>


<p class="wp-block-paragraph"><em>N.B. Mi scuso, ma non mi è venuto in mente granchè, dunque ho creato una tabella (con dati fittizi, ovviamente) di rara stupidità, immaginando che le due variabili categoriche riguardino il livello di istruzione e le serie di fantascienza preferite&#8230;</em></p>


<p class="wp-block-paragraph">Costruisco la tabella in R:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>scififan <- matrix(c(44,38,26,53,35,30,58,22,29),ncol=3,byrow=TRUE)
rownames(scififan) <- c("laurea","diploma","istruzione inferiore")
colnames(scififan) <- c("star trek","star wars","doctor who")
scififan <- as.table(scififan)
scififan</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">e ottengo una cosa di questo tipo:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>		star trek   star wars   doctor who
laurea		44	    38		26
diploma         53	    35		30
istr.inferiore	58          22		29</code></pre>


<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">

<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="975" height="600" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/contingenza-mosaic.png" alt="Mosaic plot della tabella di contingenza: livello di istruzione × serie preferita. L'area di ogni rettangolo è proporzionale alla frequenza nella cella." class="wp-image-4352" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/contingenza-mosaic.png 975w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/contingenza-mosaic-300x185.png 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mosaic plot della tabella di contingenza: livello di istruzione × serie preferita. L'area di ogni rettangolo è proporzionale alla frequenza nella cella.</figcaption></figure>

</div></div>


<p class="wp-block-paragraph">Ricordate? Una <strong>distribuzione marginale</strong> mostra quante risposte complessive ci sono per ogni categoria della variabile (ai margini, appunto, dove c'è la colonna o la riga Totale...).</p>


<p class="wp-block-paragraph">posso calcolare i totali di riga in R con:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>margin.table(scififan,1)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">e di colonna con:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>margin.table(scififan,2)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">posso anche trovare il "totale dei totali" con:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>margin.table(scififan)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Riporto la tabella con i Totali:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>	star trek   star wars   doctor who   TOTALE
laurea	44	    38	        26	     108
diploma	53	    35	        30	     118
ist.inf 58	    22	        29	     109
TOTALE	155	    95	        85	     335</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Quindi i totali marginali per titolo di studio sono 108 per la laurea, 118 per il diploma, 109 per l'istruzione inferiore.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, i totali marginali per tipo di serie fantascientifica sono 155 per star trek, 95 per guerre stellari, 85 per doctor who.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Il totale dei totali deve essere lo stesso per entrambe le direzioni, in questo caso 335.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Avrei potuto anche ottenere una tabella completa a video con riportati i totali con poche righe di codice R:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>scififan <- matrix(c(44,38,26,53,35,30,58,22,29),ncol=3,byrow=TRUE)

nomirighe <- c("laurea","diploma","istruzione inferiore")
nomicol<- c("star trek","star wars","doctor who")
dimnames(scififan) <- list(nomirighe,nomicol)

# ora calcolo il totale di colonna usando apply
totcol <- apply(scififan,2,sum)
# aggiungo una riga con i totali di colonna con rbind
scififan2 <- rbind(scififan,totcol)
# calcolo il totale di riga
totrighe <- apply(scififan2,1,sum)
#aggiungo una colonna con i totali di riga
conttable <- cbind(scififan2, totrighe)

#stampo a video la mia tabella
conttable</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Posso allora chiedermi (e rispondermi): quale percentuale di laureati ha un debole per doctor who?<br>Elementare Watson (ah no, quella era un'altra serie...):</p>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>26/108 = 0,24 = 24% dei laureati predilige doctor who</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">E quanti fan di guerre stellari sono diplomati?</p>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>35/95 = 0,37 = 37% dei fan di guerre stellari sono tra i diplomati</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">In R, posso ottenere direttamente le probabilità per riga semplicemente con la funzione:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>prop.table(scififan,1)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">e il risultato sarà:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>                     	
           star trek 	star wars    doctor who
laurea     0.4074074 	0.3518519    0.2407407
diploma    0.4491525 	0.2966102    0.2542373
ist.inf.   0.5321101 	0.2018349    0.2660550</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">(come si vede i totali di riga danno 1, o 100%)</p>


<p class="wp-block-paragraph">oppure quelli per colonna con:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>prop.table(scififan,2)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">e il risultato sarà:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>                     	
           star trek   star wars   doctor who
laurea     0.2838710   0.4000000   0.3058824
diploma    0.3419355   0.3684211   0.3529412
istr.inf.  0.3741935   0.2315789   0.3411765</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">(come si vede i totali di colonna danno 1 o 100%)</p>


<p class="wp-block-paragraph">Come sempre c'è sempre più di un modo per ottenere il risultato, e posso anche operare installando il pacchetto "gmodels" e usando la funzione CrossTable (lascio all'help in linea di R il compito di mostrare tutte le opzioni del comando...):</p>


<pre class="wp-block-code"><code>install.packages("gmodels")
library(gmodels)
scififan <- matrix(c(44,38,26,53,35,30,58,22,29),ncol=3,byrow=TRUE)
rownames(scififan) <- c("laurea","diploma","istruzione inferiore")
colnames(scififan) <- c("star trek","star wars","doctor who")

CrossTable(scififan, prop.r="false", prop.c="false", prop.t="false",prop.chisq="false")</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Bene: a cosa mi serve tutto questo? La risposta è: ad esempio per il calcolo della <strong>probabilità condizionata</strong>.</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h2 class="wp-block-heading" id="la-probabilita-condizionata">La probabilità condizionata</h2>


<p class="wp-block-paragraph">Prima di vedere di cosa si tratta e perchè è un concetto utilissimo nella realtà di tutti i giorni, serve qualche definizione preliminare riguardo la probabilità.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Un evento è qualcosa che accade con uno o più possibili esiti.<br>Un esperimento è il processo di misurare o fare un'osservazione.</p>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Definizione importante: <em><a href="https://www.gironi.it/blog/probabilita-permutazioni-e-combinazioni/" target="_blank" data-type="post" data-id="2731" rel="noreferrer noopener">nel caso di eventi equiprobabili, la probabilità è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli e il numero dei casi possibili</a></em></strong></p>

\( P(A) = \frac {numero \ dei \ casi \ favorevoli}{numero \ dei \ casi \ possibili}\\ \)


<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo poi che:</p>


<ul class="wp-block-list">
<li>La probabilità dell'intersezione di due eventi non può essere maggiore della probabilità di ciascun evento preso singolarmente.
</li>


<li>Se due eventi possibili, A e B, sono indipendenti, allora la possibilità che accadano entrambi è data dal prodotto delle loro probabilità individuali.
</li>


<li>Se un evento può avere un certo numero di esiti possibili diversi e distinti (A,B,C,ecc.), allora la probabilità che accada A oppure B è pari alla somma delle possibilità individuali di A e B, e la somma delle probabilità di tutti gli esiti possibili (A,B,C, ecc.) è pari a 1, cioè al 100%.
</li>
</ul>


<p class="wp-block-paragraph">La <strong>probabilità condizionata</strong> di un evento A rispetto a un evento B è la probabilità che si verifichi A, posto che si è verificato B.</p>


<p class="wp-block-paragraph">La formula è:</p>

\(P(A|B) = \frac {P(A \ and \ B)}{P(B)}\\ \)


<p class="wp-block-paragraph">Quando una probabilità riguarda <strong>una sola variabile</strong> si parla di <strong>probabilità marginale</strong>; quando riguarda contemporaneamente <strong>due variabili</strong> si parla di <strong>probabilità congiunta</strong>.</p>


<ul class="wp-block-list">
<li>La <strong>probabilità di un evento</strong> P(A) è: \(\frac {probabilità \ marginale \ A}{Totale}\\ \)
</li>


<li>La <strong>probabilità congiunta di due eventi</strong> è: \(\frac {P(A \ and \ B)}{Totale}\\ \)
</li>


<li>La <strong>probabilità condizionale</strong> dell'esito A dato il verificarsi della condizione B è: \(\frac {P(A \ and \ B)}{P(B)}\\ \)
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>probabilità congiunta</strong> è la probabilità che qualcuno selezionato da tutto il gruppo abbia due caratteristiche particolari allo stesso tempo. Cioè entrambe le caratteristiche avvengono congiuntamente. Si trova una probabilità congiunta prendendo il valore della cella intersezione di A e B e dividendo per il totale generale.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Per trovare una <strong>probabilità condizionale</strong>, considero il valore della cella che si trova all'incrocio di A e B e lo divido per il totale marginale di B, cioè della variabile che esprime l'evento che si è verificato.</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<p class="wp-block-paragraph">E' giunto il momento di un secondo esempio. Prendo i dati da:<br><em>Ellis GJ and Stone LH. 1979. Marijuana Use in College: An Evaluation of a Modeling Explanation. Youth and Society 10:323-334.</em></p>


<p class="wp-block-paragraph">Lo studio si chiede se è più probabile che uno studente fumi marijuana se i genitori avevano fatto uso di droghe in passato. Ecco la tabella:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>                    genitori  genitori  TOTALE
                      uso     non uso
studente fa uso       125       94       219
studente non uso       85      141       226
TOTALE                210      235       445</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Applichiamo le nostre conoscenze per rispondere a queste domande:</p>


<p class="wp-block-paragraph">1. <strong><em>Se i genitori hanno fatto uso di droghe leggere in passato, qual è la probabilità che lo stesso faccia il figlio al college?</em></strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un caso di probabilità condizionale.<br> Ricordiamo \(P(A|B) = \frac {P(A \ and \ B)}{P(B)}\\ \), quindi</p>


<p class="wp-block-paragraph">P(<em>studente usi posto che genitori hanno usato</em>) = 125 / 210 = 0,59 = 59%</p>


<p class="wp-block-paragraph">2. <em><strong>Uno studente viene estratto a sorte e non usa marijuana. Qual è la probabilità che i suoi genitori ne abbiano fatto uso?</strong></em></p>


<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso mi trovo di fronte a un quesito che chiede una probabilità condizionale. Quindi:</p>


<p class="wp-block-paragraph">P(<em>genitori ne hanno fatto uso posto che il figlio non usa</em>) = 85 / 226 = 0,376 = 37,6%</p>


<p class="wp-block-paragraph">3. <em><strong>Qual è la probabilità di estrarre uno studente che non fa uso di marijuana e i cui genitori ne hanno fatto uso in passato?</strong></em></p>


<p class="wp-block-paragraph">Si tratta in questo caso di trovare una probabilità congiunta, quindi:</p>


<p class="wp-block-paragraph">\( \frac {P(A \ and \ B)}{Totale}\\ \), quindi \( \frac {85}{445} = 0.19\\ \).</p>


<p class="wp-block-paragraph">La probabilità è del 19% circa.</p>


<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">

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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="975" height="600" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/contingenza-probabilita-1.png" alt="Probabilità marginale, condizionata e congiunta a confronto: lo stesso dato, tre domande diverse." class="wp-image-4358" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/contingenza-probabilita-1.png 975w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/contingenza-probabilita-1-300x185.png 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Probabilità marginale, condizionata e congiunta a confronto: lo stesso dato, tre domande diverse.</figcaption></figure>

</div></div>

</div></div>

</div></div>


<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">
<p><strong>Probabilità condizionata non è causalità.</strong></p>
<p>P(A|B) alta non significa che B causa A. Nell'esempio marijuana, P(studente usa | genitori hanno usato) = 59% contro P(studente usa) = 49%: c'è una relazione, ma potrebbe essere dovuta a altri fattori (ambiente familiare, predisposizione genetica, contesto sociale). Questo vale anche in SEO: P(conversione | mobile) più bassa di P(conversione | desktop) non significa che il mobile sia un canale peggiore — potrebbe riflettere un intento diverso (navigazione in mobilità vs acquisto programmato da casa).</p>
<p>Le tabelle di contingenza mostrano associazioni, non nessi causali. Per avvicinarsi alla causalità servono esperimenti controllati o modelli più avanzati (<a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-del-chi-quadrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test chi-quadrato</a> di indipendenza, regressione).</p>
</div></div>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h2 class="wp-block-heading" id="dipendenza-e-indipendenza">Dipendenza e indipendenza</h2>


<p class="wp-block-paragraph">Se i risultati di A e B si influenzano a vicenda, diciamo che <strong>le due variabili sono in un rapporto di dipendenza</strong>.<br>Viceversa, possiamo dire che le due variabili sono indipendenti.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Mi esprimo in maniera più rigorosa: possiamo affermare che l'evento B è indipendente dall'evento A se:</p>


<p class="wp-block-paragraph">P(B|A) = P(B)</p>


<p class="wp-block-paragraph">oppure</p>


<p class="wp-block-paragraph">P(A|B) = P(A)</p>


<p class="wp-block-paragraph">qualora non sia così, gli eventi sono tra loro dipendenti.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Dunque:</p>


<ul class="wp-block-list">
<li>P(A and B) = P(A) P(B) se e solo se A e B sono eventi indipendenti.
</li>


<li>P(A | B) = P(A) e P(B | A) = P(B) se e solamente se A e B sono eventi indipendenti.
</li>
</ul>


<h3 class="wp-block-heading" id="esaminiamo-lindipendenza">Esaminiamo l'indipendenza di variabili categoriche...</h3>


<p class="wp-block-paragraph">Spieghiamoci meglio avvalendoci di un esempio.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Chiamiamo A il fatto che le persone amano o meno il ciclismo.<br>B invece esprime il fatto che si ami oppure no l'abbacchio al forno. (logico, no?)</p>


<p class="wp-block-paragraph">Costruisco la mia tabella di contingenza:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>                Ok ciclismo    No ciclismo  TOTALE
Sì abbacchio        95             36        131
No abbacchio        15             19         34
-----------------------------------------------
TOTALE             110             55        165</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamoci cosa significa dire che due eventi sono indipendenti. Significa questo:<br>P(A | B) = P(A)</p>


<p class="wp-block-paragraph">Ma nel nostro caso vediamo che<br>P(A) = 66,7%<br>perchè 110/165 = 0,67</p>


<p class="wp-block-paragraph">P(A | B) = 72,5%<br>perchè 95/131 = 0,725</p>


<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo infatti che<br>\(P(A|B) = \frac {P(A \ and \ B)}{P(B)}\\ \), quindi<br>\( \frac {95}{131} = 0.725\\ \).</p>


<p class="wp-block-paragraph">Dal risultato è chiaro che<br>\( P(A) \neq P(A|B)\)<br>i due eventi risultano NON indipendenti, (quindi sono dipendenti).</p>


<p class="wp-block-paragraph">D'altronde, è noto a tutti che tra amare il ciclismo e l'abbacchio arrosto c'è una chiara dipendenza 🙂</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h3 class="wp-block-heading" id="prova-tu">Prova tu</h3>


<p class="wp-block-paragraph">Vediamo ora un esempio più vicino al SEO. Supponiamo di avere i dati di 500 sessioni su un sito ecommerce, incrociando il tipo di dispositivo con l'esito della sessione:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>                  Ha convertito  Non ha convertito  TOTALE
Desktop               82              218          300
Mobile                28              172          200
TOTALE               110              390          500</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Ora prova a rispondere:</p>


<p class="wp-block-paragraph">1. <strong>Qual è la probabilità che una sessione da mobile converta?</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">2. <strong>Tra le sessioni che hanno convertito, qual è la proporzione di quelle da desktop?</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">3. <strong>Se dispositivo e conversione fossero indipendenti, quante conversioni da desktop ci aspetteremmo?</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Le risposte:</em></p>


<p class="wp-block-paragraph">1. P(conversione | mobile) = 28 / 200 = <strong>14%</strong>.<br>2. P(desktop | conversione) = 82 / 110 = <strong>74,5%</strong>.<br>3. Se fossero indipendenti, P(conversione) × P(desktop) × totale = (110/500) × (300/500) × 500 = <strong>66</strong> conversioni attese da desktop (ne abbiamo osservate 82 — la differenza è proprio quello che il <a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-del-chi-quadrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test chi-quadrato</a> valuta).</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto che le tabelle di contingenza ci permettono di calcolare probabilità marginali, condizionate e congiunte, e di verificare se due variabili categoriche sono indipendenti. Ma c'è un aspetto che abbiamo solo sfiorato: come facciamo a stabilire se la differenza tra P(conversione | mobile) e P(conversione | desktop) è <strong>statisticamente significativa</strong>? Non basta che i due numeri siano diversi: potrebbe essere rumore dovuto al caso.</p>


<p class="wp-block-paragraph">La risposta è il <strong><a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-del-chi-quadrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test chi-quadrato di indipendenza</a></strong>, che confronta le frequenze osservate con quelle attese sotto l'ipotesi di indipendenza. È il completamento naturale di quanto visto qui, ed è uno degli strumenti più usati in SEO per confrontare performance tra segmenti (dispositivo, canale, pagina, periodo). Nel prossimo articolo vedremo come funziona e come applicarlo ai dati del tuo sito.</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h3 class="wp-block-heading">Per approfondire</h3>


<p class="wp-block-paragraph">Tabelle di contingenza, probabilità condizionata e indipendenza sono trattate con rigore in <a href="https://www.amazon.it/dp/8891910651?tag=consulenzeinf-21&#038;ascsubtag=tabelle-di-contingenza-e-probabilita-condizionata" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Statistica</em></a> di Newbold, Carlson e Thorne, il manuale di riferimento per chi vuole approfondire l'inferenza.</p>
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