Vangelo di Marco
E' opinione maggioritaria tra gli studiosi che si tratti del Vangelo più antico e sarebbe servito da base per gli altri due sinottici ( priorità Marciana ). L'autore è un discepolo di Pietro, Marco secondo i Padri della Chiesa (Papia, Ireneo, Origene). La datazione sulla quale convergono gran parte degli studiosi è intorno all'anno 70. Gli ultimi dodici versetti del testo, che descrivono le apparazioni di Gesù risorto ai discepoli, sono quasi certamente un'aggiunta posteriore, essendo assenti nei manoscritti più antichi in nostro possesso.
Indice del testo
Vangelo di Marco
Capitolo 1
1Principio dell’evangelo di Gesù Cristo, Figliuolo di Dio. 2Secondo ch’egli è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via… 3V’è una voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri, 4apparve Giovanni il Battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati. 5E tutto il paese della Giudea e tutti quei di Gerusalemme accorrevano a lui; ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6Or Giovanni era vestito di pel di cammello, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi, e si nutriva di locuste e di miele selvatico. 7E predicava, dicendo: Dopo di me vien colui che è più forte di me; al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari. 8Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo. 9Ed avvenne in que’ giorni che Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. 10E ad un tratto, com’egli saliva fuori dell’acqua, vide fendersi i cieli, e lo Spirito scendere su di lui in somiglianza di colomba. 11E una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto. 12E subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; 13e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana; e stava tra le fiere e gli angeli lo servivano. 14Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: 15Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo. 16Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro: 17Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini. 18Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. 19Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti; 20e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui. 21E vennero in Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. 22E la gente stupiva della sua dottrina, perch’egli li ammaestrava come avente autorità e non come gli scribi. 23In quel mentre, si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: 24Che v’è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se’ tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio! 25E Gesù lo sgridò, dicendo: Ammutolisci ed esci da costui! 26E lo spirito immondo, straziatolo e gridando forte, uscì da lui. 27E tutti sbigottirono talché si domandavano fra loro: Che cos’è mai questo? E’ una dottrina nuova! Egli comanda con autorità perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono! 28E la sua fama si divulgò subito per ogni dove, in tutta al circostante contrada della Galilea. 29Ed appena usciti dalla sinagoga, vennero con Giacomo e Giovanni in casa di Simone e d’Andrea. 30Or la suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono; 31ed egli, accostatosi, la prese per la mano e la fece levare; e la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli. 32Poi, fattosi sera, quando il sole fu tramontato, gli menarono tutti i malati e gl’indemoniati. 33E tutta la città era raunata all’uscio. 34Ed egli ne guarì molti che soffrivan di diverse malattie, e cacciò molti demoni; e non permetteva ai demoni di parlare; poiché sapevano chi egli era. 35Poi, la mattina, essendo ancora molto buio, Gesù, levatosi, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e quivi pregava. 36Simone e quelli ch’eran con lui gli tennero dietro; 37e trovatolo, gli dissero: Tutti ti cercano. 38Ed egli disse loro: Andiamo altrove, per i villaggi vicini, ond’io predichi anche là; poiché è per questo che io sono uscito. 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando i demoni. 40E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi! 41E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato! 42E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato. 43E Gesù, avendogli fatte severe ammonizioni, lo mandò subito via e gli disse: 44Guardati dal farne parola ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza. 45Ma colui, appena partito, si dette a proclamare e a divulgare il fatto; di modo che Gesù non poteva più entrar palesemente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui.
Capitolo 2
1E dopo alcuni giorni, egli entrò di nuovo in Capernaum, e si seppe che era in casa; 2e si raunò tanta gente che neppure lo spazio dinanzi alla porta la potea contenere. Ed egli annunziava loro la Parola. 3E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro. 4E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva. 5E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi. 6Or alcuni degli scribi eran quivi seduti e così ragionavano in cuor loro: 7Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio? 8E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori? 9Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina? 10Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati: 11Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. 12E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai. 13E Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la moltitudine andava a lui, ed egli li ammaestrava. 14E passando, vide Levi d’Alfeo seduto al banco della gabella, e gli disse: Seguimi. Ed egli, alzatosi, lo seguì. 15Ed avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa di lui, molti pubblicani e peccatori erano anch’essi a tavola con lui e coi suoi discepoli; poiché ve ne erano molti e lo seguivano. 16E gli scribi d’infra i Farisei, vedutolo mangiar coi pubblicani e coi peccatori, dicevano ai suoi discepoli: Come mai mangia e beve coi pubblicani e i peccatori? 17E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori. 18Or i discepoli di Giovanni e i Farisei solevano digiunare. E vennero a Gesù e gli dissero: Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei Farisei digiunano, e i discepoli tuoi non digiunano? 19E Gesù disse loro: Possono gli amici dello sposo digiunare, mentre lo sposo è con loro? Finché hanno con sé lo sposo, non possono digiunare. 20Ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto; ed allora, in quei giorni, digiuneranno. 21Niuno cuce un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; altrimenti la toppa nuova porta via del vecchio, e lo strappo si fa peggiore. 22E niuno mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino fa scoppiare gli otri; ma il vino nuovo va messo in otri nuovi. 23Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati, e i suoi discepoli, cammin facendo, si misero a svellere delle spighe. 24E i Farisei gli dissero: Vedi! Perché fanno di sabato quel che non è lecito? 25Ed egli disse loro: Non avete voi mai letto quel che fece Davide, quando fu nel bisogno ed ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui? 26Com’egli, sotto il sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a coloro che eran con lui? 27Poi disse loro: Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato; 28perciò il Figliuol dell’uomo è Signore anche del sabato.
Capitolo 3
1Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca. 2E l’osservavano per vedere se lo guarirebbe in giorno di sabato, per poterlo accusare. 3Ed egli disse all’uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo! 4Poi disse loro: E’ egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Ma quelli tacevano. 5Allora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana. 6E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire. 7Poi Gesù co’ suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò; 8e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui. 9Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l’affollasse. 10Perché egli ne aveva guariti molti; cosicché tutti quelli che aveano qualche flagello gli si precipitavano addosso per toccarlo. 11E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio! 12Ed egli li sgridava forte, affinché non facessero conoscere chi egli era. 13Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quei ch’egli stesso volle, ed essi andarono a lui. 14E ne costituì dodici per tenerli con sé 15e per mandarli a predicare con la potestà di cacciare i demoni. 16Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro; 17e Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figliuoli del tuono; 18e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Toma e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeo 19e Giuda Iscariot quello che poi lo tradì. 20Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo. 21or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano: 22E’ fuori di sé. E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni. 23Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: Come può Satana cacciar Satana? 24E se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare. 25E se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere. 26E se Satana insorge contro se stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire. 27Ed anzi niuno può entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte; allora soltanto gli prenderà la casa. 28In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; 29ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno. 30Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo. 31E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32Una moltitudine gli stava seduta attorno, quando gli fu detto: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano. 33Ed egli rispose loro: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli? 34E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! 35Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre.
Capitolo 4
1Gesù prese di nuovo ad insegnare presso il mare: e una gran moltitudine si radunò intorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la moltitudine era a terra sulla riva. 2Ed egli insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: 3Udite: Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4Ed avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. 5Ed un’altra cadde in un suolo roccioso ove non avea molta terra; e subito spuntò, perché non avea terreno profondo; 6ma quando il sole si levò, fu riarsa; perché non aveva radice, si seccò. 7Ed un’altra cadde fra le spine; e le spine crebbero e l’affogarono e non fece frutto. 8Ed altre parti caddero nella buona terra; e portaron frutto che venne su e crebbe, e giunsero a dare qual trenta, qual sessanta e qual cento. 9Poi disse: Chi ha orecchi da udire oda. 10Quand’egli fu in disparte, quelli che gli stavano intorno coi dodici, lo interrogarono sulle parabole. 11Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: 12vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi. 13Poi disse loro: Non intendete voi questa parabola? E come intenderete voi tutte le parabole? 14Il seminatore semina la Parola. 15Quelli che sono lungo la strada, sono coloro nei quali è seminata la Parola; e quando l’hanno udita, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. 16E parimente quelli che ricevono la semenza in luoghi rocciosi sono coloro che, quando hanno udito la Parola, la ricevono subito con allegrezza; 17e non hanno in sé radice ma son di corta durata; e poi, quando venga tribolazione o persecuzione a cagion della Parola, son subito scandalizzati. 18Ed altri sono quelli che ricevono la semenza fra le spine; cioè coloro che hanno udita la Parola; 19poi le cure mondane e l’inganno delle ricchezze e le cupidigie delle altre cose, penetrati in loro, affogano la Parola, e così riesce infruttuosa. 20Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra, sono coloro che odono la Parola e l’accolgono e fruttano qual trenta, qual sessanta e qual cento. 21Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere? 22Poiché non v’è nulla che sia nascosto se non in vista d’esser manifestato; e nulla è stato tenuto segreto, se non per esser messo in luce. 23Se uno ha orecchi da udire oda. 24Diceva loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi; e a voi sarà data anche la giunta; 25poiché a chi ha sarà dato, e a chi non ha, anche quello che ha gli sarà tolto. 26Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, 27e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora. 28La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. 29E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta. 30Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo? 31Esso è simile ad un granello di senapa, il quale, quando lo si semina in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sulla terra; 32ma quando è seminato, cresce e diventa maggiore di tutti i legumi; e fa de’ rami tanto grandi, che all’ombra sua possono ripararsi gli uccelli del cielo. 33E con molte cosiffatte parabole esponeva loro la Parola, secondo che potevano intendere; 34e non parlava loro senza una parabola; ma in privato spiegava ogni cosa ai suoi discepoli. 35In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva. 36E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui. 37Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva. 38Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo? 39Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia. 40Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede? 41Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono?
Capitolo 5
1E giunsero all’altra riva del mare nel paese de’ Geraseni. 2E come Gesù fu smontato dalla barca, subito gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, 3il quale nei sepolcri avea la sua dimora; e neppure con una catena poteva più alcuno tenerlo legato; 4poiché spesso era stato legato con ceppi e catene; e le catene erano state da lui rotte, ed i ceppi spezzati, e niuno avea forza da domarlo. 5E di continuo, notte e giorno, fra i sepolcri e su per i monti, andava urlando e percotendosi con delle pietre. 6Or quand’ebbe veduto Gesù da lontano, corse e gli si prostrò dinanzi; 7e dato un gran grido, disse: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi; 8perché Gesù gli diceva: Spirito immondo, esci da quest’uomo! 9E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Il mio nome è Legione perché siamo molti. 10E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. 11Or quivi pel monte stava a pascolare un gran branco di porci. 12E gli spiriti lo pregarono dicendo: Mandaci ne’ porci, perché entriamo in essi. 13Ed egli lo permise loro. E gli spiriti immondi, usciti, entrarono ne’ porci, ed il branco si avventò giù a precipizio nel mare. 14Eran circa duemila ed affogarono nel mare. E quelli che li pasturavano fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna; e la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. 15E vennero a Gesù, e videro l’indemoniato seduto, vestito ed in buon senno, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. 16E quelli che aveano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto de’ porci. 17Ed essi presero a pregar Gesù che se ne andasse dai loro confini, 18E come egli montava nella barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. 19E Gesù non glielo permise, ma gli disse: Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatto, e come egli ha avuto pietà di te. 20E quello se ne andò e cominciò a pubblicare per la Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatto per lui. E tutti si maravigliarono. 21Ed essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, una gran moltitudine si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. 22Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getta ai piedi 23e lo prega istantemente, dicendo: La mia figliuola è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani, affinché sia salva e viva. 24E Gesù andò con lui, e gran moltitudine lo seguiva e l’affollava. 25Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni, 26e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, 27avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva: 28Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva. 29E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello. 30E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti? 31E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato? 32Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto. 33Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità. 34Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello. 35Mentr’egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro? 36Ma Gesù, inteso quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: Non temere; solo abbi fede! 37E non permise ad alcuno di accompagnarlo, salvo che a Pietro, a Giacomo e a Giovanni, fratello di Giacomo. 38E giungono a casa del capo della sinagoga; ed egli vede del tumulto e gente che piange ed urla forte. 39Ed entrato, dice loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme. 40E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla. 41E presala per la mano le dice: Talithà cumì! che interpretato vuole dire: Giovinetta, io tel dico, lèvati! 42E tosto la giovinetta s’alzò e camminava, perché avea dodici anni. E furono subito presi da grande stupore; 43ed egli comandò loro molto strettamente che non lo risapesse alcuno: e disse loro che le fosse dato da mangiare.
Capitolo 6
1Poi si partì di là e venne nel suo paese e i suoi discepoli lo seguitarono. 2E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli è data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? 3Non è costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? E si scandalizzavano di lui. 4Ma Gesù diceva loro: Niun profeta è sprezzato se non nella sua patria e tra i suoi parenti e in casa sua. 5E non poté far quivi alcun’opera potente, salvo che, imposte le mani ad alcuni pochi infermi, li guarì. 6E si maravigliava della loro incredulità. E andava attorno per i villaggi circostanti, insegnando. 7Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e dette loro potestà sugli spiriti immondi. 8E comandò loro di non prender nulla per viaggio, se non un bastone soltanto; non pane, non sacca, non danaro nella cintura: 9ma di calzarsi di sandali e di non portar tunica di ricambio. 10E diceva loro: Dovunque sarete entrati in una casa, trattenetevi quivi, finché non ve ne andiate di là; 11e se in qualche luogo non vi ricevono né v’ascoltano, andandovene di là, scotetevi la polvere di sotto ai piedi; e ciò serva loro di testimonianza. 12E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; 13cacciavano molti demoni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano. 14Ora il re Erode udì parlar di Gesù (ché la sua rinomanza s’era sparsa), e diceva: Giovanni Battista è risuscitato dai morti; ed è per questo che agiscono in lui le potenze miracolose. 15Altri invece dicevano: E’ Elia! Ed altri: E’ un profeta come quelli di una volta. 16Ma Erode, udito ciò, diceva: Quel Giovanni ch’io ho fatto decapitare, è lui che è risuscitato! 17Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata. 18Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello! 19Ed Erodiada gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non poteva; 20perché Erode avea soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso, e l’ascoltava volentieri. 21Ma venuto un giorno opportuno che Erode, nel suo natalizio, fece un convito ai grandi della sua corte, ai capitani ad ai primi della Galilea, 22la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò. 23E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fin la metà del mio regno. 24Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista. 25E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece così la domanda: Voglio che sul momento tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista. 26Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de’ giuramenti fatti e dei commensali, non volle dirle di no; 27e mandò subito una guardia con l’ordine di portargli la testa di lui. 28E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto, e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre. 29I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro. 30Or gli apostoli, essendosi raccolti presso Gesù gli riferirono tutto quello che avean fatto e insegnato. 31Ed egli disse loro: Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un po’. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non aveano neppur tempo di mangiare. 32Partirono dunque nella barca per andare in un luogo solitario in disparte. 33E molti li videro partire e li riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi e vi giunsero prima di loro. 34E come Gesù fu sbarcato, vide una gran moltitudine e n’ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise ad insegnar loro molte cose. 35Ed essendo già tardi, i discepoli gli s’accostarono e gli dissero: Questo luogo è deserto ed è già tardi; 36licenziali, affinché vadano per le campagne e per i villaggi d’intorno a comprarsi qualcosa da mangiare. 37Ma egli rispose loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi a lui: Andremo noi a comprare per dugento danari di pane e daremo loro da mangiare? 38Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? andate a vedere. Ed essi, accertatisi, risposero: Cinque, e due pesci. 39Allora egli comandò loro di farli accomodar tutti a brigate sull’erba verde; 40e si assisero per gruppi di cento e di cinquanta. 41Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e levati gli occhi al cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinché li mettessero dinanzi alla gente; e i due pesci spartì pure fra tutti. 42E tutti mangiarono e furon sazi; 43e si portaron via dodici ceste piene di pezzi di pane, ed anche i resti dei pesci. 44E quelli che avean mangiato i pani erano cinquemila uomini. 45Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull’altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine. 46E preso commiato, se ne andò sul monte a pregare. 47E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. 48E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli; 49ma essi, vedutolo camminar sul mare, pensarono che fosse un fantasma e si dettero a gridare; 50perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: State di buon cuore, son io; non temete! 51E montò nella barca con loro, e il vento s’acquetò; ed essi più che mai sbigottirono in loro stessi, 52perché non avean capito il fatto de’ pani, anzi il cuor loro era indurito. 53Passati all’altra riva, vennero a Gennesaret e vi presero terra. 54E come furono sbarcati, subito la gente, riconosciutolo, 55corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch’egli si trovasse. 56E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti.
Capitolo 7
1Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. 2E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate. 3Poiché i Farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi; 4e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molto altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame. 5E i Farisei e gli scribi domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure? 6Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. 7Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. 8Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. 9E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! 10Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre, sia punito di morte; 11voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban (vale a dire, offerta a Dio), 12non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; 13annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante! 14Poi, chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete: 15Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. 16Se uno ha orecchi da udire oda. 17E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola. 18Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi d’intendimento? Non capite voi che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, 19perché gli entra non nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina? Così dicendo, dichiarava pure puri tutti quanti i cibi. 20Diceva inoltre: E’ quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo; 21poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, 22adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. 23Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo. 24Poi, partitosi di là, se ne andò vero i confini di Tiro. Ed entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse; ma non poté restar nascosto, 25ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi. 26Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola. 27Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo a’ cagnolini. 28Ma ella rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de’ minuzzoli dei figliuoli. 29E Gesù le disse: Per cotesta parola, va’; il demonio è uscito dalla tua figliuola. 30E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei. 31Partitosi di nuovo dai confini di Tiro, Gesù, passando per Sidone, tornò verso il mar di Galilea traversano il territorio della Decapoli. 32E gli menarono un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gl’imponesse la mano. 33Ed egli, trattolo in disparte fuor dalla folla, gli mise le dite negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34poi, levati gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: Effathà! che vuol dire: Apriti! 35E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse lo scilinguagnolo e parlava bene. 36E Gesù ordinò loro di non parlarne ad alcuno; ma lo più lo divietava loro e più lo divulgavano; 37e stupivano oltremodo, dicendo: Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i mutoli li fa parlare.
Capitolo 8
1In que’ giorni, essendo di nuovo la folla grandissima, e non avendo ella da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro: 2Io ho pietà di questa moltitudine; poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. 3E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per via; e ve n’hanno alcuni che son venuti da lontano. 4E i suoi discepoli gli risposero: Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto? 5Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? Essi dissero: Sette. 6Ed egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra; e prese i sette pani, dopo aver rese grazie, li spezzò e diede ai discepoli perché li ponessero dinanzi alla folla; ed essi li posero. 7Avevano anche alcuni pochi pescetti ed egli, fatta la benedizione, comandò di porre anche quelli dinanzi a loro. 8E mangiarono e furono saziati; e de’ pezzi avanzati si levarono sette panieri. 9Or erano circa quattromila persone. Poi Gesù li licenziò; 10e subito, montato nella barca co’ suoi discepoli, andò dalle parti di Dalmanuta. 11E i Farisei si recarono colà e si misero a disputar con lui, chiedendogli, per metterlo alla prova, un segno dal cielo. 12Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: Non sarà dato alcun segno a questa generazione. 13E lasciatili, montò di nuovo nella barca e passò all’altra riva. 14Or i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani, e non avevano seco nella barca che un pane solo. 15Ed egli dava loro de’ precetti dicendo: Badate, guardatevi dal lievito de’ Farisei e dal lievito d’Erode! 16Ed essi si dicevano gli uni agli altri: Egli è perché non abbiam pane. 17E Gesù, accortosene, disse loro: Perché ragionate voi del non aver pane? Non riflettete e non capite voi ancora? Avete il cuore indurito? 18Avendo occhi non vedete? e avendo orecchie non udite? e non avete memoria alcuna? 19Quand’io spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi levaste? Essi dissero: Dodici. 20E quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni levaste? 21Ed essi risposero: Sette. E diceva loro: Non capite ancora? 22E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse. 23Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò: 24Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi. 25Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente. 26E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio. 27Poi Gesù, co’ suoi discepoli, se ne andò verso le borgate di Cesare di Filippo; e cammin facendo domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch’io sia? 28Ed essi risposero: Gli uni, Giovanni Battista: altri, Elia; ed altri, uno de’ profeti. 29Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo. 30Ed egli vietò loro severamente di dir ciò di lui ad alcuno. 31Poi cominciò ad insegnar loro ch’era necessario che il Figliuol dell’uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse. 32E diceva queste cose apertamente. E Pietro, trattolo da parte, prese a rimproverarlo. 33Ma egli, rivoltosi e guardati i suoi discepoli, rimproverò Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. 34E chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà. 36E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? 37E infatti, che darebbe l’uomo in cambio dell’anima sua? 38Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli.
Capitolo 9
1E diceva loro: In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il regno di Dio venuto con potenza. 2Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. 3E fu trasfigurato in presenza loro; e i suoi vestiti divennero sfolgoranti, candidissimi, di un tal candore che niun lavator di panni sulla terra può dare. 4Ed apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù. 5E Pietro rivoltosi a Gesù: Maestro, disse, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende; una per te, una per Mosè ed una per Elia. 6Poiché non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento. 7E venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e dalla nuvola una voce: Questo è il mio diletto figliuolo; ascoltatelo. 8E ad un tratto, guardatisi attorno, non videro più alcuno con loro, se non Gesù solo. 9Or come scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare ad alcuno le cose che aveano vedute, se non quando il Figliuol dell’uomo sarebbe risuscitato dai morti. 10Ed essi tennero in sé la cosa, domandandosi fra loro che cosa fosse quel risuscitare dai morti. 11Poi gli chiesero: Perché dicono gli scribi che prima deve venir Elia? 12Ed egli disse loro: Elia deve venir prima e ristabilire ogni cosa; e come mai è egli scritto del Figliuol dell’uomo che egli ha da patir molte cose e da essere sprezzato? 13Ma io vi dico che Elia è già venuto, ed anche gli hanno fatto quello che hanno voluto, com’è scritto di lui. 14E venuti ai discepoli, videro intorno a loro una gran folla, e degli scribi che discutevan con loro. 15E subito tutta la folla, veduto Gesù, sbigottì e accorse a salutarlo. 16Ed egli domandò loro: Di che discutete voi con loro? 17E uno della folla gli rispose: Maestro, io t’ho menato il mio figliuolo che ha uno spirito mutolo; 18e dovunque esso lo prende, lo atterra; ed egli schiuma, stride dei denti e rimane stecchito. Ho detto a’ tuoi discepoli che lo cacciassero, ma non hanno potuto. 19E Gesù, rispondendo, disse loro: O generazione incredula! Fino a quando sarò io con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo. 20E glielo menarono; e come vide Gesù, subito lo spirito lo torse in convulsione; e caduto in terra, si rotolava schiumando. E Gesù domandò al padre: 21Da quanto tempo gli avviene questo? Ed egli disse: 22Dalla sua infanzia e spesse volte l’ha gettato anche nel fuoco e nell’acqua per farlo perire; ma tu, se ci puoi qualcosa, abbi pietà di noi ed aiutaci. 23E Gesù: Dici: Se puoi?! Ogni cosa è possibile a chi crede. 24E subito il padre del fanciullo esclamò: Io credo; sovvieni alla mia incredulità. 25E Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: Spirito muto e sordo, io tel comando, esci da lui e non entrar più in lui. 26E lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il fanciullo rimase come morto; talché quasi tutti dicevano: E’ morto. 27Ma Gesù lo sollevò, ed egli si rizzò in piè. 28E quando Gesù fu entrato in casa, i suoi discepoli gli domandarono in privato: Perché non abbiam potuto cacciarlo noi? 29Ed egli disse loro: Cotesta specie di spiriti non si può far uscir in altro modo che con la preghiera. 30Poi, essendosi partiti di là, traversarono la Galilea; e Gesù non voleva che alcuno lo sapesse. 31Poich’egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà. 32Ma essi non intendevano il suo dire e temevano d’interrogarlo. 33E vennero a Capernaum; e quand’egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via? 34Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore. 35Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il servitor di tutti. 36E preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro; e recatoselo in braccio, disse a loro: 37Chiunque riceve uno di tali piccoli fanciulli nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato. 38Giovanni gli disse: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo, il quale non ci seguita; e glielo abbiam vietato perché non ci seguitava. 39E Gesù disse: Non glielo vietate, poiché non v’è alcuno che faccia qualche opera potente nel mio nome, e che subito dopo possa dir male di me. 40Poiché chi non è contro a noi, è per noi. 41Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchiere d’acqua in nome mio perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio. 42E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare. 43E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile. 44dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. 45E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due occhi piedi ed esser gittato nella geenna. 46dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. 47E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna, 48dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. 49Poiché ognuno sarà salato con fuoco. 50Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? (G9-51) Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
Capitolo 10
1Poi, levatosi di là, se ne andò sui confini della Giudea, ed oltre il Giordano; e di nuovo di raunarono presso a lui delle turbe; ed egli di nuovo, come soleva, le ammaestrava. 2E de’ Farisei, accostatisi, gli domandarono, tentandolo: E’ egli lecito ad un marito di mandar via la moglie? 3Ed egli rispose loro: Mosè che v’ha egli comandato? 4Ed essi dissero: Mosè permise di scrivere una atto di divorzio e mandarla via. 5E Gesù disse loro: E’ per la durezza del vostro cuore ch’egli scrisse per voi quel precetto; 6ma al principio della creazione Iddio li fece maschio e femmina. 7Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne. 8Talché non sono più due, ma una stessa carne. 9Quello dunque che Iddio ha congiunto l’uomo nol separi. 10E in casa i discepoli lo interrogarono di nuovo sullo stesso soggetto. 11Ed egli disse loro: Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio. 13Or gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavan coloro che glieli presentavano. 14E Gesù, veduto ciò, s’indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. 15In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso. 16E presili in braccio ed imposte loro le mani, li benediceva. 17Or com’egli usciva per mettersi in cammino, un tale accorse e inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna? 18E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Iddio. 19Tu sai i comandamenti: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dir falsa testimonianza; non far torto ad alcuno; onora tuo padre e tua madre. 20Ed egli rispose: Maestro, tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza. 21E Gesù, riguardatolo in viso, l’amò e gli disse: Una cosa ti manca; va’, vendi tutto ciò che hai, e dallo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi. 22Ma egli, attristato da quella parola, se ne andò dolente, perché avea di gran beni. 23E Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio! 24E i discepoli sbigottirono a queste sue parole. E Gesù da capo replicò loro: Figliuoli, quant’è malagevole a coloro che si confidano nelle ricchezze entrare nel regno di Dio! 25E’ più facile a un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. 26Ed essi vie più stupivano, dicendo fra loro: Chi dunque può esser salvato? 27E Gesù, riguardatili, disse: Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché tutto è possibile a Dio. 28E Pietro prese a dirgli: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e t’abbiam seguitato. 29E Gesù rispose: Io vi dico in verità che non v’è alcuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figliuoli, o campi, per amor di me e per amor dell’evangelo, 30il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna. 31Ma molti primi saranno ultimi e molti ultimi, primi. 32Or erano per cammino salendo a Gerusalemme, e Gesù andava innanzi a loro; ed essi erano sbigottiti; e quelli che lo seguivano eran presi da timore. Ed egli, tratti di nuovo da parte i dodici, prese a dir loro le cose che gli avverrebbero: 33Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili; 34e lo scherniranno e gli sputeranno addosso e lo flagelleranno e l’uccideranno; e dopo tre giorni egli risusciterà. 35E Giacomo e Giovanni, figliuoli di Zebedeo, si accostarono a lui, dicendogli: Maestro, desideriamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo. 36Ed egli disse loro: Che volete ch’io vi faccia? 37Essi gli dissero: Concedici di sedere uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nella tua gloria. Ma Gesù disse loro: 38Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice ch’io bevo, o esser battezzati del battesimo del quale io son battezzato? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo. 39E Gesù disse loro: Voi certo berrete il calice ch’io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato; 40ma quant’è al sedermi a destra o a sinistra, non sta a me il darlo, ma è per quelli cui è stato preparato. 41E i dieci, udito ciò, presero a indignarsi di Giacomo e di Giovanni. 42Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: Voi sapete che quelli che son reputati principi delle nazioni, le signoreggiano; e che i loro grandi usano potestà sopra di esse. 43Ma non è così tra voi; anzi chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà vostro servitore; 44e chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà servo di tutti. 45Poiché anche il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti. 46Poi vennero in Gerico. E come egli usciva di Gerico coi suoi discepoli e con gran moltitudine, il figliuol di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. 47E udito che chi passava era Gesù il Nazareno, prese a gridare e a dire: Gesù, figliuol di Davide, abbi pietà di me! 48E molti lo sgridavano perché tacesse; ma quello gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me! 49E Gesù, fermatosi, disse: Chiamatelo! E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta’ di buon cuore! Alzati! Egli ti chiama. 50E il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne a Gesù. 51E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi ch’io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch’io recuperi la vista. 52E Gesù gli disse: Va’, la tua fede ti ha salvato. E in quell’istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via.
Capitolo 11
1E quando furon giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: 2Andate nella borgata che è di rimpetto a voi; e subito, appena entrati, troverete legato un puledro d’asino, sopra il quale non è montato ancora alcuno; scioglietelo e menatemelo. 3E se qualcuno vi dice: Perché fate questo? rispondete: Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua. 4Ed essi andarono e trovarono un puledro legato ad una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5Ed alcuni di coloro ch’eran lì presenti, dissero loro: Che fate, che sciogliete il puledro? 6Ed essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciaron fare. 7Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. 8E molti stendevano i loro mantelli sulla via; ed altri, delle fronde che avean tagliate nei campi. 9E coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro, gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! 10Benedetto il regno che viene, il regno di Davide nostro padre! Osanna ne’ luoghi altissimi! 11E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici. 12E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame. 13E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi. 14E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono. 15E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi; 16e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio. 17Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni. 18Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina. 19E quando fu sera, uscirono dalla città. 20E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici; 21e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato. 22E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio! 23In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. 24Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete. 25E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli. 26Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli vi perdonerà i vostri falli. 27Poi vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentr’egli passeggiava per il tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani s’accostarono a lui e gli dissero: 28Con quale autorità fai tu queste cose? O chi ti ha data codesta autorità di far queste cose? 29E Gesù disse loro: Io vi domanderò una cosa; rispondetemi e vi dirò con quale autorità io faccio queste cose. 30Il battesimo di Giovanni era esso dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi. 31Ed essi ragionavan fra loro dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perché dunque non gli credeste? 32Diremo invece: Dagli uomini?… Essi temevano il popolo, perché tutti stimavano che Giovanni fosse veramente profeta. 33E risposero a Gesù: Non lo sappiamo. E Gesù disse loro: E neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.
Capitolo 12
1E prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna e le fece attorno una siepe e vi scavò un luogo da spremer l’uva e vi edificò una torre; l’allogò a de’ lavoratori, e se ne andò in viaggio. 2E a suo tempo mandò a que’ lavoratori un servitore per ricevere da loro de’ frutti della vigna. 3Ma essi, presolo, lo batterono e lo rimandarono a vuoto. 4Ed egli di nuovo mandò loro un altro servitore; e anche lui ferirono nel capo e vituperarono. 5Ed egli ne mandò un altro, e anche quello uccisero; e poi molti altri, de’ quali alcuni batterono ed alcuni uccisero. 6Aveva ancora un unico figliuolo diletto; e quello mandò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo. 7Ma que’ lavoratori dissero fra loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e l’eredità sarà nostra. 8E presolo, l’uccisero, e lo gettarono fuor dalla vigna. 9Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà e distruggerà quei lavoratori, e darà la vigna ad altri. 10Non avete voi neppur letta questa Scrittura: La pietra che gli edificatori hanno riprovata, è quella che è divenuta pietra angolare; 11ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri? 12Ed essi cercavano di pigliarlo, ma temettero la moltitudine; perché si avvidero bene ch’egli aveva detto quella parabola per loro. E lasciatolo, se ne andarono. 13E gli mandarono alcuni dei Farisei e degli Erodiani per coglierlo in parole. 14Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo? 15Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentante? Portatemi un denaro, ch’io lo vegga. 16Ed essi glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa effigie e questa iscrizione? Essi gli dissero: 17Di Cesare. Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui. 18Poi vennero a lui de’ Sadducei, i quali dicono che non v’è risurrezione, e gli domandarono: 19Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia moglie senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. 20Or v’erano sette fratelli. Il primo prese moglie; e morendo, non lasciò progenie. 21E il secondo la prese e morì senza lasciare progenie. 22Così il terzo. E i sette non lasciarono progenie. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. 23nella risurrezione, quando saranno risuscitati, di chi di loro sarà ella moglie? Poiché tutti i sette l’hanno avuta per moglie. 24Gesù disse loro: Non errate voi per questo, che non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 25Poiché quando gli uomini risuscitano dai morti, né prendono né dànno moglie, ma son come angeli ne’ cieli. 26Quando poi ai morti ed alla loro risurrezione, non avete voi letto nel libro di Mosè, nel passo del “pruno”, come Dio gli parlò dicendo: Io sono l’Iddio d’Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe? 27Egli non è un Dio di morti, ma di viventi. Voi errate grandemente. 28Or uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto ch’egli aveva loro ben risposto, si accostò e gli domandò: Qual è il comandamento primo fra tutti? 29Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore: 30ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua. 31Il secondo è questo: Ama il tuo prossimo come te stesso. Non v’è alcun altro comandamento maggiore di questi. 32E lo scriba gli disse: Maestro, ben hai detto secondo verità che v’è un Dio solo e che fuor di lui non ve n’è alcun altro; 33e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto e con tutta la forza e amare il prossimo come te stesso, è assai più che tutti gli olocausti e i sacrifici. 34E Gesù, vedendo ch’egli avea risposto avvedutamente, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E niuno ardiva più interrogarlo. 35E Gesù, insegnando nel tempio, prese a dire: Come dicono gli scribi che il Cristo è figliuolo di Davide? 36Davide stesso ha detto, per lo Spirito Santo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi. 37Davide stesso lo chiama Signore; e onde viene ch’egli è suo figliuolo? E la massa del popolo l’ascoltava con piacere. 38E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze, 39ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti; 40essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna. 41E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai. 42E venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli che fanno un quarto di soldo. 43E Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: in verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri; 44poiché tutti han gettato del superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere.
Capitolo 13
1E com’egli usciva dal tempio uno de’ suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che edifizi! 2E Gesù gli disse: Vedi tu questi grandi edifizi? Non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata. 3Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: 4Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi? 5E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca! 6Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti. 7Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. 8Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori. 9Or badate a voi stessi! Vi daranno in mano dei tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza. 10E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo. 11E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire: ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo. 12E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. 13E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato. 14Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti; 15e chi sarà sulla terrazza non scendi e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna; 16e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. 17Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni! 18E pregate che ciò non avvenga d’inverno! 19Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà. 20E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi propri eletti, egli ha abbreviato quei giorni. 21E allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccola là”, non lo credete; 22perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 23Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa. 24Ma in que’ giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore; 25e le stelle cadranno dal cielo e le potenze che son nei cieli saranno scrollate. 26E allora si vedrà il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria. 27Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo. 28Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. 29Così anche voi, quando vedrete avvenir queste cose, sappiate ch’egli è vicino, alle porte. 30In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. 31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 32Ma quant’è a quel giorno ed al quell’ora, nessuno li sa, neppur gli angeli nel cielo, né il Figliuolo, ma solo il Padre. 33State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel tempo. 34Egli è come se un uomo, andando in un viaggio, lasciasse la sua casa e ne desse la potestà ai suoi servitori, a ciascuno il compito suo, e al portinaio comandasse di vegliare. 35Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padron di casa: se a sera, a mezzanotte, o al cantar del gallo la mattina; 36che talora, venendo egli all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37Ora, quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate.
Capitolo 14
1Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo; 2perché dicevano: Non lo facciamo durante la festa, che talora non vi sia qualche tumulto del popolo. 3Ed essendo egli in Betania, nella casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo; e rotto l’alabastro, glielo versò sul capo. 4E alcuni, sdegnatisi, dicevano fra loro: Perché s’è fatta questa perdita dell’olio? 5Questo olio si sarebbe potuto vendere più di trecento denari e darli ai poveri. E fremevano contro a lei. 6Ma Gesù disse: Lasciatela stare! Perché le date noia? Ella ha fatto un’azione buona inverso me. 7Poiché i poveri li avete sempre con voi; e quando vogliate, potete far loro del bene; ma a me non mi avete sempre. 8Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d’ungere il mio corpo per la sepoltura. 9E in verità io vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato l’evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei. 10E Giuda Iscariot, uno dei dodici, andò dai capi sacerdoti per darglielo nelle mani. 11Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo. 12E il primo giorno degli azzimi, quando si sacrificava la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua? 13Ed egli mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: Andate nella città, e vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d’acqua; seguitelo; 14e dove sarà entrato, dite al padron di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza da mangiarvi la pasqua coi miei discepoli? 15Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala ammobiliata e pronta; quivi apparecchiate per noi. 16E i discepoli andarono e giunsero nella città e trovarono come egli avea lor detto, e apparecchiarono la pasqua. 17E quando fu sera Gesù venne co’ dodici. 18E mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: In verità io vi dico che uno di voi, il quale mangia meco, mi tradirà. 19Essi cominciarono ad attristarsi e a dirgli ad uno ad uno: Sono io desso? 20Ed egli disse loro: E’ uno dei dodici, che intinge meco nel piatto. 21Certo il Figliuol dell’uomo se ne va, com’è scritto di lui; ma guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Ben sarebbe per quell’uomo di non esser nato! 22E mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. 23Poi, preso il calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. 24E disse loro: Questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti. 25In verità io vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino a quel giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio. 26E dopo ch’ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi. 27E Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalizzati; perché è scritto: Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse. 28Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea. 29Ma Pietro gli disse: Quand’anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò. 30E Gesù gli disse: In verità io ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, avanti che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte. 31Ma egli vie più fermamente diceva: Quantunque mi convenisse morir teco non però ti rinnegherò. E lo stesso dicevano pure tutti gli altri. 32Poi vennero in un podere detto Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: Sedete qui finché io abbia pregato. 33E prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere spaventato ed angosciato. 34E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate. 35E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui. 36E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi. 37E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola? 38Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole. 39E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole. 40E tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati; e non sapevano che rispondergli. 41E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. 42Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce, è vicino. 43E in quell’istante, mentr’egli parlava ancora, arrivò Giuda, l’uno dei dodici, e con lui una gran turba con ispade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti, degli scribi e degli anziani. 44Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Colui che bacerò è desso; pigliatelo e menatelo via sicuramente. 45E come fu giunto, subito si accostò a lui e gli disse: Maestro! e lo baciò. 46Allora quelli gli misero le mani addosso e lo presero; 47ma uno di coloro ch’erano quivi presenti, tratta la spada, percosse il servitore del somma sacerdote, e gli spiccò l’orecchio. 48E Gesù, rivolto a loro, disse: Voi siete usciti con ispade e bastoni come contro ad un ladrone per pigliarmi. 49Ogni giorno ero fra voi insegnando nel tempio, e voi non mi avete preso; ma ciò è avvenuto, affinché le Scritture fossero adempiute. 50E tutti, lasciatolo, se ne fuggirono. 51Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un panno lino sul nudo; e lo presero; 52ma egli, lasciando andare il panno lino, se ne fuggì ignudo. 53E menarono Gesù al sommo sacerdote; e s’adunarono tutti i capi sacerdoti e gli anziani e egli scribi. 54E Pietro lo avea seguito da lungi, fin dentro la corte del sommo sacerdote, ove stava a sedere con le guardie e si scaldava al fuoco. 55Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche testimonianza contro a Gesù per farlo morire; e non ne trovavano alcuna. 56Poiché molti deponevano il falso contro a lui; ma le testimonianze non erano concordi. 57Ed alcuni, levatisi, testimoniarono falsamente contro a lui, dicendo: 58Noi l’abbiamo udito che diceva: Io disfarò questo tempio fatto di man d’uomo, e in tre giorni ne riedificherò un altro, che non sarà fatto di mano d’uomo. 59Ma neppur così la loro testimonianza era concorde. 60Allora il sommo sacerdote, levatosi in piè quivi in mezzo, domandò a Gesù: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? 61Ma egli tacque e non rispose nulla. Daccapo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto? 62E Gesù disse: Sì, lo sono: e vedrete il Figliuol dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo. 63Ed il sommo sacerdote, stracciatesi le vesti, disse: Che abbiam noi più bisogno di testimoni? 64Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? E tutti lo condannarono come reo di morte. 65Ed alcuni presero a sputargli addosso ed a velargli la faccia e a dargli dei pugni e a dirgli: Indovina, profeta! E le guardie presero a schiaffeggiarlo. 66Ed essendo Pietro giù nella corte, venne una delle serve del sommo sacerdote; 67e veduto Pietro che si scaldava, lo riguardò in viso e disse: Anche tu eri con Gesù Nazareno. 68Ma egli lo negò, dicendo: Io non so, né capisco quel che tu dica. Ed uscì fuori nell’antiporto, e il gallo cantò. 69E la serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire a quelli ch’eran quivi presenti: Costui è di quelli. Ma egli daccapo lo negò. 70E di nuovo di lì a poco, quelli ch’erano quivi, dicevano a Pietro: Per certo tu sei di quelli, perché poi sei galileo. 71Ma egli prese ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell’uomo che voi dite. 72E subito per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: Avanti che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte. Ed a questo pensiero si mise a piangere.
Capitolo 15
1E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato. 2E Pilato gli domandò: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono. 3E i capi sacerdoti l’accusavano di molte cose; 4e Pilato daccapo lo interrogò dicendo: Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano! 5Ma Gesù non rispose più nulla; talché Pilato se ne maravigliava. 6Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero. 7C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio. 8E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto. 9E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei? 10Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia. 11Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. 12E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei? 13Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo! 14E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo! 15E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso. 16Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte. 17E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo, 18e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei! 19E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. 20E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo. 21E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi. 22E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio. 23E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese. 24Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno. 25Era l’ora terza quando lo crocifissero. 26E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI. 27E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. 28E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui. 29E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni, 30salva te stesso e scendi giù di croce! 31Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso! 32Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano. 33E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona. 34Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 35E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia! 36E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù. 37E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito. 38E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio! 40Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome; 41le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme. 42Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato), 43venne Giuseppe d’Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch’egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù. 44Pilato si maravigliò ch’egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo; 45e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe. 46E questi, comprato un panno lino e tratto Gesù giù di croce, l’involse nel panno e lo pose in una tomba scavata nella roccia, e rotolò una pietra contro l’apertura del sepolcro. 47E Maria Maddalena e Maria madre di Iose stavano guardando dove veniva deposto.
Capitolo 16
1E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù. 2E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro sul levar del sole. 3E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro? 4E alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pur molto grande. 5Ed essendo entrate nel sepolcro, videro un giovinetto, seduto a destra, vestito d’una veste bianca, e furono spaventate. 6Ma egli disse loro: Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’aveano posto. 7Ma andate a dire ai suoi discepoli ed a Pietro, ch’egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come v’ha detto. 8Ed esse, uscite, fuggiron via dal sepolcro, perché eran prese da tremito e da stupore, e non dissero nulla ad alcuno, perché aveano paura. 9Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demoni. 10Costei andò ad annunziarlo a coloro ch’eran stati con lui, i quali facean cordoglio e piangevano. 11Ed essi, udito ch’egli viveva ed era stato veduto da lei, non lo credettero. 12Or dopo questo, apparve in altra forma a due di loro ch’eran in cammino per andare ai campi; 13e questi andarono ad annunziarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero. 14Di poi, apparve agli undici, mentre erano a tavola; e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avean creduto a quelli che l’avean veduto risuscitato. 15E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. 16Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. 17Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; 18prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno. 19Il Signor Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu assunto nel cielo, e sedette alla destra di Dio. 20E quelli se ne andarono a predicare da per tutto, operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l’accompagnavano.