Vangelo secondo Giovanni

La tradizione identifica Giovanni, figlio di Zebedeo, come autore del quarto Vangelo. La maggioranza degli studiosi data la stesura di questo Vangelo intorno alla fine del I secolo- inizio del II secolo, riferendolo a una scuola giovannea operante nella città di Efeso, località è indicata anche da Ireneo e Policrate. Si tratta di un Vangelo assai diverso dai 3 sinottici, a partire dal prologo che mostra immediatamente il motivo di fondo dell'opera:Gesù è innanzitutto il Verbo di Dio, che si è incarnato per comunicare la vita. Il Vangelo di Giovanni si sofferma poco sui miracoli. I discorsi di Gesù sono ricchi di significati simbolici. Diversa anche la scansione temporale della vita di Cristo, e originale il racconto delle vicende accadute a Gerusalemme e degli ultimi giorni.

Indice del testo

Vangelo secondo Giovanni

Capitolo 1

1Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2Essa era nel principio con Dio. 3Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini; 5e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno ricevuta. 6Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. 7Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. 8Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce. 9La vera luce che illumina ogni uomo, era per venire nel mondo. 10Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. 11E’ venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; 12ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; 13i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio. 14E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre. 15Giovanni gli ha resa testimonianza ed ha esclamato, dicendo: Era di questo che io dicevo: Colui che vien dietro a me mi ha preceduto, perché era prima di me. 16Infatti, è della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia. 17Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo. 18Nessuno ha mai veduto Iddio; l’unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, è quel che l’ha fatto conoscere. 19E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme de’ sacerdoti e dei leviti per domandargli: Tu chi sei? 20Ed egli lo confessò e non lo negò; lo confessò dicendo: Io non sono il Cristo. 21Ed essi gli domandarono: Che dunque? Sei Elia? Ed egli rispose: Non lo sono. Sei tu il profeta? Ed egli rispose: No. 22Essi dunque gli dissero: Chi sei? affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che dici tu di te stesso? 23Egli disse: Io son la voce d’uno che grida nel deserto: Addirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia. 24Or quelli ch’erano stati mandati a lui erano de’ Farisei: 25e gli domandarono: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? 26Giovanni rispose loro, dicendo: Io battezzo con acqua; nel mezzo di voi è presente uno che voi non conoscete, 27colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de’ calzari. 28Queste cose avvennero in Betania al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. 29Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30Questi è colui del quale dicevo: Dietro a me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me. 31E io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con acqua. 32E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. 33E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. 34E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio. 35Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de’ suoi discepoli; 36e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse: Ecco l’Agnello di Dio! 37E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. 38E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori? 39Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. 40Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù. 41Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù. 42E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu sei Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro). 43Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi. 44Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro. 45Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret. 46E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere. 47Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro, e disse di lui: Ecco un vero israelita in cui non c’è frode. 48Natanaele gli chiese: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand’eri sotto il fico, io t’ho veduto. 49Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuol di Dio, tu sei il Re d’Israele. 50Gesù rispose e gli disse: Perché t’ho detto che t’avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste. 51Poi gli disse: In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell’uomo.

Capitolo 2

1Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù. 2E Gesù pure fu invitato co’ suoi discepoli alle nozze. 3E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino. 4E Gesù le disse: Che v’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta. 5Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quel che vi dirà. 6Or c’erano quivi sei pile di pietra, destinate alla purificazione de’ Giudei, le quali contenevano ciascuna due o tre misure. 7Gesù disse loro: Empite d’acqua le pile. Ed essi le empirono fino all’orlo. 8Poi disse loro: Ora attingete, e portatene al maestro di tavola. Ed essi gliene portarono. 9E quando il maestro di tavola ebbe assaggiata l’acqua ch’era diventata vino (or egli non sapea donde venisse, ma ben lo sapeano i servitori che aveano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: 10Ognuno serve prima il vin buono; e quando si è bevuto largamente, il men buono; tu, invece, hai serbato il vin buono fino ad ora. 11Gesù fece questo primo de’ suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui. 12Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co’ suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni. 13Or la Pasqua de’ Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme. 14E trovò nel tempio quelli che vendevano buoi e pecore e colombi, e i cambiamonete seduti. 15E fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio, pecore e buoi; e sparpagliò il danaro dei cambiamonete, e rovesciò le tavole; 16e a quelli che vendeano i colombi, disse: Portate via di qui queste cose; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato. 17E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi consuma. 18I Giudei allora presero a dirgli: Qual segno ci mostri tu che fai queste cose? 19Gesù rispose loro: Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere. 20Allora i Giudei dissero: Quarantasei anni è durata la fabbrica di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni? 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando dunque fu risorto da’ morti, i suoi discepoli si ricordarono ch’egli avea detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù avea detta. 23Mentr’egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva. 24Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, 25e perché non avea bisogno della testimonianza d’alcuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.

Capitolo 3

1Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei. 2Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui. 3Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. 4Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere? 5Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito. 7Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo. 8Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito. 9Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose? 10Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose? 11In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza. 12Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, 15affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio. 19E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage. 20Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate; 21ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio. 22Dopo queste cose, Gesù venne co’ suoi discepoli nelle campagne della Giudea; quivi si trattenne con loro, e battezzava. 23Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c’era là molt’acqua; e la gente veniva a farsi battezzare. 24Poiché Giovanni non era ancora stato messo in prigione. 25Nacque dunque una discussione fra i discepoli di Giovanni e un Giudeo intorno alla purificazione. 26E vennero a Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno a lui. 27Giovanni rispose dicendo: L’uomo non può ricever cosa alcuna, se non gli è data dal cielo. 28Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui. 29Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; questa allegrezza che è la mia è perciò completa. 30Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca. 31Colui che vien dall’alto è sopra tutti; colui che vien dalla terra è della terra e parla com’essendo della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti. 32Egli rende testimonianza di quel che ha veduto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza. 33Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è verace. 34Poiché colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio; perché Dio non gli dà lo Spirito con misura. 35Il Padre ama il Figliuolo, e gli ha dato ogni cosa in mano. 36Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.

Capitolo 4

1Quando dunque il Signore ebbe saputo che i Farisei aveano udito ch’egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni 2(quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli), 3lasciò la Giudea e se n’andò di nuovo in Galilea. 4Or doveva passare per la Samaria. 5Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sichar, vicina al podere che Giacobbe dette a Giuseppe, suo figliuolo; 6e quivi era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l’ora sesta. 7Una donna samaritana venne ad attinger l’acqua. Gesù le disse: Dammi da bere. 8(Giacché i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare). 9Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co’ Samaritani. 10Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t’avrebbe dato dell’acqua viva. 11La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest’acqua viva? 12Sei tu più grande di Giacobbe nostro padre che ci dette questo pozzo e ne bevve egli stesso co’ suoi figliuoli e il suo bestiame? 13Gesù rispose e le disse: Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; 14ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna. 15La donna gli disse: Signore, dammi di cotest’acqua, affinché io non abbia più sete, e non venga più sin qua ad attingere. 16Gesù le disse: Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua. 17La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non ho marito; 18perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero. 19La donna gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta. 20I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare. 21Gesù le disse: Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvazione vien da’ Giudei. 23Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità. 25La donna gli disse: Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. 26Gesù le disse: Io che ti parlo, son desso. 27In quel mentre giunsero i suoi discepoli, e si maravigliarono ch’egli parlasse con una donna; ma pur nessuno gli chiese: Che cerchi? o: Perché discorri con lei? 28La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente: 29Venite a vedere un uomo che m’ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo? 30La gente uscì dalla città e veniva a lui. 31Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: Maestro, mangia. 32Ma egli disse loro: Io ho un cibo da mangiare che voi non sapete. 33Perciò i discepoli si dicevano l’uno all’altro: Forse qualcuno gli ha portato da mangiare? 34Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l’opera sua. 35Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi vien la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate gli occhi e mirate le campagne come già son bianche da mietere. 36Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore ed il mietitore si rallegrino assieme. 37Poiché in questo è vero il detto: L’uno semina e l’altro miete. 38Io v’ho mandati a mieter quello intorno a cui non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete entrati nella lor fatica. 39Or molti de’ Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli m’ha detto tutte le cose che ho fatte. 40Quando dunque i Samaritani furono venuti a lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne quivi due giorni. 41E più assai credettero a motivo della sua parola; 42e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo. 43Passati que’ due giorni, egli partì di là per andare in Galilea; 44poiché Gesù stesso aveva attestato che un profeta non è onorato nella sua propria patria. 45Quando dunque fu venuto in Galilea, fu accolto dai Galilei, perché avean vedute tutte le cose ch’egli avea fatte in Gerusalemme alla festa; poiché anch’essi erano andati alla festa. 46Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l’acqua in vino. E v’era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum. 47Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire. 48Perciò Gesù gli disse: Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete. 49L’ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia. 50Gesù gli disse: Va’, il tuo figliuolo vive. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta, e se ne andò. 51E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive. 52Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò. 53Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell’ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa. 54Questo secondo miracolo fece di nuovo Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea.

Capitolo 5

1Dopo queste cose ci fu una festa de’ Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. 2Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. 3Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; 4perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito. 5E quivi era un uomo, che da trentott’anni era infermo. 6Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: Vuoi esser risanato? 7L’infermo gli rispose: Signore, io non ho alcuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me. 8Gesù gli disse: Lèvati, prendi il tuo lettuccio, e cammina. 9E in quell’istante quell’uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare. 10Or quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: E’ sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio. 11Ma egli rispose loro: E’ colui che m’ha guarito, che m’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina. 12Essi gli domandarono: Chi è quell’uomo che t’ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina? 13Ma colui ch’era stato guarito non sapeva chi fosse; perché Gesù era scomparso, essendovi in quel luogo molta gente. 14Di poi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: Ecco, tu sei guarito; non peccar più, che non t’accada di peggio. 15Quell’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che Gesù era quel che l’avea risanato. 16E per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavan d’ucciderlo; perché facea quelle cose di sabato. 17Gesù rispose loro: Il Padre mio opera fino ad ora, ed anche io opero. 18Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. 19Gesù quindi rispose e disse loro: In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente. 20Poiché il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutto quello che Egli fa; e gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate maravigliati. 21Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole. 22Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo, 23affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo non onora il Padre che l’ha mandato. 24In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. 25In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno. 26Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso; 27e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo. 28Non vi maravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori: 29quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezion di giudicio. 30Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. 31Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è verace. 32V’è un altro che rende testimonianza di me; e io so che la testimonianza ch’egli rende di me, è verace. 33Voi avete mandato da Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34Io però la testimonianza non la prendo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. 35Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve ora godere alla sua luce. 36Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 37E il Padre che mi ha mandato, ha Egli stesso reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; e il suo sembiante, non l’avete mai veduto; 38e la sua parola non l’avete dimorante in voi, perché non credete in colui ch’Egli ha mandato. 39Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me; 40eppure non volete venire a me per aver la vita! 41Io non prendo gloria dagli uomini; 42ma vi conosco che non avete l’amor di Dio in voi. 43Io son venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, voi lo riceverete. 44Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che vien da Dio solo? 45Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; v’è chi v’accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposta la vostra speranza. 46Perché se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me. 47Ma se non credete agli scritti di lui, come crederete alle mie parole?

Capitolo 6

1Dopo queste cose, Gesù se ne andò all’altra riva del mar di Galilea, ch’è il mar di Tiberiade. 2E una gran moltitudine lo seguiva, perché vedeva i miracoli ch’egli faceva sugl’infermi. 3Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co’ suoi discepoli. 4Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina. 5Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comprerem noi del pane perché questa gente abbia da mangiare? 6Diceva così per provarlo; perché sapeva bene quel che stava per fare. 7Filippo gli rispose: Dugento denari di pane non bastano perché ciascun di loro n’abbia un pezzetto. 8Uno de’ suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: 9V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente? 10Gesù disse: Fateli sedere. Or v’era molt’erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini. 11Gesù quindi prese i pani; e dopo aver rese grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece de’ pesci, quanto volevano. 12E quando furon saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, ché nulla se ne perda. 13Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que’ cinque pani d’orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato. 14La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo. 15Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo. 16E quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare; 17e montati in una barca, si dirigevano all’altra riva, verso Capernaum. Già era buio, e Gesù non era ancora venuto a loro. 18E il mare era agitato, perché tirava un gran vento. 19Or com’ebbero vogato circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù che camminava sul mare e s’accostava alla barca; ed ebbero paura. 20Ma egli disse loro: Son io, non temete. 21Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove eran diretti. 22La folla che era rimasta all’altra riva del mare avea notato che non v’era quivi altro che una barca sola, e che Gesù non v’era entrato co’ suoi discepoli, ma che i discepoli eran partiti soli. 23Or altre barche eran giunte da Tiberiade, presso al luogo dove avean mangiato il pane dopo che il Signore avea reso grazie. 24La folla, dunque, quando l’indomani ebbe veduto che Gesù non era quivi, né che v’erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e venne a Capernaum in cerca di Gesù. 25E trovatolo di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando se’ giunto qua? 26Gesù rispose loro e disse: In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete veduto dei miracoli, ma perché avete mangiato de’ pani e siete stati saziati. 27Adopratevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, il quale il Figliuol dell’uomo vi darà; poiché su lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio suggello. 28Essi dunque gli dissero: Che dobbiam fare per operare le opere di Dio? 29Gesù rispose e disse loro: Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che Egli ha mandato. 30Allora essi gli dissero: Qual segno fai tu dunque perché lo vediamo e ti crediamo? Che operi? 31I nostri padri mangiaron la manna nel deserto, com’è scritto: Egli diè loro da mangiare del pane venuto dal cielo. 32E Gesù disse loro: In verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che vien dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo. 33Poiché il pan di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo. Essi quindi gli dissero: 34Signore, dacci sempre di codesto pane. 35Gesù disse loro: Io son il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete. 36Ma io ve l’ho detto: Voi m’avete veduto, eppur non credete! 37Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; 38perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. 39E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 40Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 41I Giudei perciò mormoravano di lui perché avea detto: Io sono il pane che è disceso dal cielo. 42E dicevano: Non è costui Gesù, il figliuol di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai dice egli ora: Io son disceso dal cielo? 43Gesù rispose e disse loro: Non mormorate fra voi. 44Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45E’ scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me. 46Non che alcuno abbia veduto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha veduto il Padre. 47In verità, in verità io vi dico: Chi crede ha vita eterna. 48Io sono il pan della vita. 49I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. 50Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo. 52I Giudei dunque disputavano fra di loro, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne? 53Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. 57Come il vivente Padre mi ha mandato e io vivo a cagion del Padre, così chi mi mangia vivrà anch’egli a cagion di me. 58Questo è il pane che è disceso dal cielo; non qual era quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno. 59Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum. 60Onde molti dei suoi discepoli, udite che l’ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare? 61Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravan di ciò, disse loro: Questo vi scandalizza? 62E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima? 63E’ lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. 64Ma fra voi ve ne sono alcuni che non credono. Poiché Gesù sapeva fin da principio chi eran quelli che non credevano, e chi era colui che lo tradirebbe. 65E diceva: Per questo v’ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre. 66D’allora molti de’ suoi discepoli si ritrassero indietro e non andavan più con lui. 67Perciò Gesù disse ai dodici: Non ve ne volete andare anche voi? 68Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; 69e noi abbiam creduto e abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio. 70Gesù rispose loro: Non ho io scelto voi dodici? Eppure, un di voi è un diavolo. 71Or egli parlava di Giuda, figliuol di Simone Iscariota, perché era lui, uno di quei dodici, che lo dovea tradire.

Capitolo 7

1Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d’ucciderlo. 2Or la festa de’ Giudei, detta delle Capanne, era vicina. 3Perciò i suoi fratelli gli dissero: Partiti di qua e vattene in Giudea, affinché i tuoi discepoli veggano anch’essi le opere che tu fai. 4Poiché niuno fa cosa alcuna in segreto, quando cerca d’esser riconosciuto pubblicamente. Se tu fai codeste cose, palesati al mondo. 5Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui. 6Gesù quindi disse loro: Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto. 7Il mondo non può odiar voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie. 8Salite voi alla festa; io non salgo ancora a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto. 9E dette loro queste cose, rimase in Galilea. 10Quando poi i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto. 11I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: Dov’è egli? 12E v’era fra le turbe gran mormorio intorno a lui. Gli uni dicevano: E’ un uomo dabbene! Altri dicevano: No, anzi, travia la moltitudine! 13Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura de’ Giudei. 14Or quando s’era già a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. 15Onde i Giudei si maravigliavano e dicevano: Come mai s’intende costui di lettere, senz’aver fatto studi? 16E Gesù rispose loro e disse: La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato. 17Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio. 18Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, egli è verace e non v’è ingiustizia in lui. 19Mosè non v’ha egli data la legge? Eppure nessun di voi mette ad effetto la legge! Perché cercate d’uccidermi? 20La moltitudine rispose: Tu hai un demonio! Chi cerca d’ucciderti? 21Gesù rispose e disse loro: Un’opera sola ho fatto, e tutti ve ne maravigliate. 22Mosè v’ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato. 23Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro a me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero? 24Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio. 25Dicevano dunque alcuni di Gerusalemme: Non è questi colui che cercano di uccidere? 26Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicon nulla. Avrebbero mai i capi riconosciuto per davvero ch’egli è il Cristo? 27Eppure, costui sappiamo donde sia; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà donde egli sia. 28Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: Voi e mi conoscete e sapete di dove sono; però io non son venuto da me, ma Colui che mi ha mandato è verità, e voi non lo conoscete. 29Io lo conosco, perché vengo da lui, ed è Lui che mi ha mandato. 30Cercavan perciò di pigliarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta. 31Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: Quando il Cristo sarà venuto, farà egli più miracoli che questi non abbia fatto? 32I Farisei udirono la moltitudine mormorare queste cose di lui; e i capi sacerdoti e i Farisei mandarono delle guardie a pigliarlo. 33Perciò Gesù disse loro: Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vo a Colui che mi ha mandato. 34Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove io sarò, voi non potete venire. 35Perciò i Giudei dissero fra loro: Dove dunque andrà egli che noi non lo troveremo? Andrà forse a quelli che son dispersi fra i Greci, ad ammaestrare i Greci? 36Che significa questo suo dire: Voi mi cercherete e non mi troverete; e: Dove io sarò voi non potete venire? 37Or nell’ultimo giorno, il gran giorno della festa, Gesù, stando in piè, esclamò: Se alcuno ha sete, venga a me e beva. 38Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno. 39Or disse questo dello Spirito, che doveano ricevere quelli che crederebbero in lui; poiché lo Spirito non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato. 40Una parte dunque della moltitudine, udite quelle parole, diceva: Questi è davvero il profeta. 41Altri dicevano: Questi è il Cristo. Altri, invece, dicevano: Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo? 42La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villaggio dove stava Davide? 43Vi fu dunque dissenso fra la moltitudine, a motivo di lui; 44e alcuni di loro lo voleano pigliare, ma nessuno gli mise le mani addosso. 45Le guardie dunque tornarono dai capi sacerdoti e dai Farisei, i quali dissero loro: Perché non l’avete condotto? 46Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo! 47Onde i Farisei replicaron loro: Siete stati sedotti anche voi? 48Ha qualcuno de’ capi o de’ Farisei creduto in lui? 49Ma questa plebe, che non conosce la legge, è maledetta! 50Nicodemo (un di loro, quello che prima era venuto a lui) disse loro: 51La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto? 52Essi gli risposero: sei anche tu di Galilea? Investiga, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta. 53E ognuno se ne andò a casa sua.

Capitolo 8

1Gesù andò al monte degli Ulivi. 2E sul far del giorno, tornò nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava. 3Allora gli scribi e i Farisei gli menarono una donna còlta in adulterio; e fattala stare in mezzo, 4gli dissero: Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 5Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare queste tali; e tu che ne dici? 6Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra. 7E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. 8E chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 10E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata? 11Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più. 12Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. 13Allora i Farisei gli dissero: Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è verace. 14Gesù rispose e disse loro: Quand’anche io testimoni di me stesso, la mia testimonianza è verace, perché so donde son venuto e donde vado; ma voi non sapete donde io vengo né dove vado. 15Voi giudicate secondo la carne; io non giudico alcuno. 16E anche se giudico, il mio giudizio è verace, perché non son solo, ma son io col Padre che mi ha mandato. 17D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è verace. 18Or son io a testimoniar di me stesso, e il Padre che mi ha mandato testimonia pur di me. 19Onde essi gli dissero: Dov’è tuo padre? Gesù rispose: Voi non conoscete né me né il Padre mio: se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio. 20Queste parole disse Gesù nel tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo prese, perché l’ora sua non era ancora venuta. 21Egli dunque disse loro di nuovo: Io me ne vado, e voi mi cercherete, e morrete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire. 22Perciò i Giudei dicevano: S’ucciderà egli forse, poiché dice: Dove vado io voi non potete venire? 23Ed egli diceva loro: Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. 24Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati. 25Allora gli domandarono: Chi sei tu? Gesù rispose loro: Sono per l’appunto quel che vo dicendovi. 26Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro; ma Colui che mi ha mandato è verace, e le cose che ho udite da lui, le dico al mondo. 27Essi non capirono ch’egli parlava loro del Padre. 28Gesù dunque disse loro: Quando avrete innalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m’ha insegnato. 29E Colui che mi ha mandato è meco; Egli non mi ha lasciato solo, perché fo del continuo le cose che gli piacciono. 30Mentr’egli parlava così, molti credettero in lui. 31Gesù allora prese a dire a que’ Giudei che aveano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. 33Essi gli risposero: noi siamo progenie d’Abramo, e non siamo mai stati schiavi di alcuno; come puoi tu dire: Voi diverrete liberi? 34Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. 35Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre. 36Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi. 37Io so che siete progenie d’Abramo; ma cercate d’uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi. 38Io dico quel che ho veduto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro. 39Essi risposero e gli dissero: Il padre nostro è Abramo. Gesù disse loro: Se foste figliuoli d’Abramo, fareste le opere d’Abramo; 40ma ora cercate d’uccider me, uomo che v’ho detta la verità che ho udita da Dio; così non fece Abramo. 41Voi fate le opere del padre vostro. Essi gli dissero: Noi non siam nati di fornicazione; abbiamo un solo Padre: Iddio. 42Gesù disse loro: Se Dio fosse vostro Padre, amereste me, perché io son proceduto e vengo da Dio, perché io non son venuto da me, ma è Lui che mi ha mandato. 43Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44Voi siete progenie del diavolo, ch’è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna. 45E a me, perché dico la verità, voi non credete. 46Chi di voi mi convince di peccato? Se vi dico la verità, perché non mi credete? 47Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio. 48I Giudei risposero e gli dissero: Non diciam noi bene che sei un Samaritano e che hai un demonio? 49Gesù rispose: Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate. 50Ma io non cerco la mia gloria; v’è Uno che la cerca e che giudica. 51In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte. 52I Giudei gli dissero: Or vediam bene che tu hai un demonio. Abramo e i profeti son morti, e tu dici: Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte. 53Sei tu forse maggiore del padre nostro Abramo, il quale è morto? Anche i profeti son morti; chi pretendi d’essere? 54Gesù rispose: S’io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite esser vostro Dio, 55e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l’ha veduto, e se n’è rallegrato. 57I Giudei gli dissero: Tu non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo? 58Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono. 59Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose ed uscì dal tempio.

Capitolo 9

1E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita. 2E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco? 3Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. 4Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo. 6Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, 7e gli disse: Va’, làvati nella vasca di Siloe (che significa: mandato). Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva. 8Perciò i vicini e quelli che per l’innanzi l’avean veduto, perché era mendicante, dicevano: Non è egli quello che stava seduto a chieder l’elemosina? 9Gli uni dicevano: E’ lui. Altri dicevano: No, ma gli somiglia. Egli diceva: Son io. 10Allora essi gli domandarono: Com’è che ti sono stati aperti gli occhi? 11Egli rispose: Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e làvati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista. 12Ed essi gli dissero: Dov’è costui? Egli rispose: Non so. 13Menarono a’ Farisei colui ch’era stato cieco. 14Or era in giorno di sabato che Gesù avea fatto il fango e gli avea aperto gli occhi. 15I Farisei dunque gli domandaron di nuovo anch’essi com’egli avesse ricuperata la vista. Ed egli disse loro: Egli mi ha messo del fango sugli occhi, mi son lavato, e ci veggo. 16Perciò alcuni dei Farisei dicevano: Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato. Ma altri dicevano: Come può un uomo peccatore far tali miracoli? E v’era disaccordo fra loro. 17Essi dunque dissero di nuovo al cieco: E tu, che dici di lui, dell’averti aperto gli occhi? Egli rispose: E’ un profeta. 18I Giudei dunque non credettero di lui che fosse stato cieco e avesse ricuperata la vista, finché non ebbero chiamati i genitori di colui che avea ricuperata la vista, 19e li ebbero interrogati così: E’ questo il vostro figliuolo che dite esser nato cieco? Com’è dunque che ora ci vede? 20I suoi genitori risposero: Sappiamo che questo è nostro figliuolo, e che è nato cieco; 21ma come ora ci veda, non sappiamo; né sappiamo chi gli abbia aperti gli occhi; domandatelo a lui; egli è d’età; parlerà lui di sé. 22Questo dissero i suoi genitori perché avean paura de’ Giudei; poiché i Giudei avean già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga. 23Per questo dissero i suoi genitori: Egli è d’età, domandatelo a lui. 24Essi dunque chiamarono per la seconda volta l’uomo ch’era stato cieco, e gli dissero: Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore. 25Egli rispose: S’egli sia un peccatore, non so, una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo. 26Essi allora gli dissero: Che ti fece egli? Come t’aprì gli occhi? 27Egli rispose loro: Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse anche voi diventar suoi discepoli? 28Essi l’ingiuriarono e dissero: Sei tu discepolo di costui; ma noi siam discepoli di Mosè. 29Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma quant’è a costui, non sappiamo di dove sia. 30Quell’uomo rispose e disse loro: Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure, m’ha aperto gli occhi! 31Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, quello egli esaudisce. 32Da che mondo è mondo non s’è mai udito che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato. 33Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla. 34Essi risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciaron fuori. 35Gesù udì che l’avean cacciato fuori; e trovatolo gli disse: Credi tu nel Figliuol di Dio? 36Colui rispose: E chi è egli, Signore, perché io creda in lui? 37Gesù gli disse: Tu l’hai già veduto; e quei che parla teco, è lui. 38Ed egli disse: Signore, io credo. E gli si prostrò dinanzi. 39E Gesù disse: Io son venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi. 40E quelli de’ Farisei che eran con lui udirono queste cose e gli dissero: Siamo ciechi anche noi? 41Gesù rispose loro: Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane.

Capitolo 10

1In verità, in verità io vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, esso è un ladro e un brigante. 2Ma colui che entra per la porta è pastore delle pecore. 3A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori. 4Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei. 6Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono di che cosa parlasse loro. 7Onde Gesù di nuovo disse loro: In verità, in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore. 8Tutti quelli che son venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura. 10Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano ad esuberanza. 11Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore. 12Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. 13Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie mi conoscono, 15come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore. 16Ho anche delle altre pecore, che non son di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. 17Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi. 18Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho podestà di deporla e ho podestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio. 19Nacque di nuovo un dissenso fra i Giudei a motivo di queste parole. 20E molti di loro dicevano: Egli ha un demonio ed è fuori di sé; perché l’ascoltate? 21Altri dicevano: Queste non son parole di un indemoniato. Può un demonio aprir gli occhi a’ ciechi? 22In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno, 23e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. 24I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente. 25Gesù rispose loro: Ve l’ho detto, e non lo credete; le opere che fo nel nome del Padre mio, son quelle che testimoniano di me; 26ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore. 27Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; 28e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre. 30Io ed il Padre siamo uno. 31I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. 32Gesù disse loro: Molte buone opere v’ho mostrate da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate voi? 33I Giudei gli risposero: Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio. 34Gesù rispose loro: Non è egli scritto nella vostra legge: Io ho detto: Voi siete dèi? 35Se chiama dèi coloro a’ quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), 36come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? 37Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; 38ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel padre. 39Essi cercavan di nuovo di pigliarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani. 40E Gesù se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove Giovanni da principio stava battezzando; e quivi dimorò. 41E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero. 42E quivi molti credettero in lui.

Capitolo 11

1Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato. 3Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato. 4Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato. 5Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era; 7poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea! 8I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là? 9Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui. 11Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo. 12Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo. 13Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto; 15e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui! 16Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui! 17Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 18Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi; 19e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. 20Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 21Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà. 23Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà. 24Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno. 25Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà; 26e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo? 27Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo. 28E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama. 29Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui. 30Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato. 31Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. 32Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. 33E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse: 34Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere! 35Gesù pianse. 36Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava! 37Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse? 38Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. 39Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno. 40Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio? 41Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito. 42Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato. 43E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori! 44E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare. 45Perciò molti dei Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. 46Ma alcuni di loro andarono dai Farisei e raccontaron loro quel che Gesù avea fatto. 47I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli. 48Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione. 49E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla; 50e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione. 51Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione; 52e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi. 53Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. 54Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli. 55Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56Cercavan dunque Gesù; e stando nel tempio dicevano tra loro: Che ve ne pare? Che non abbia venire alla festa? 57Or i capi sacerdoti e i Farisei avean dato ordine che se alcuno sapesse dove egli era, ne facesse denunzia perché potessero pigliarlo.

Capitolo 12

1Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov’era Lazzaro ch’egli avea risuscitato dai morti. 2E quivi gli fecero una cena; Marta serviva, e Lazzaro era uno di quelli ch’erano a tavola con lui. 3Allora Maria, presa una libbra d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò co’ suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo dell’olio. 4Ma Giuda Iscariot, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5Perché non s’è venduto quest’olio per trecento denari e non si son dati ai poveri? 6Diceva così, non perché si curasse de’ poveri, ma perché era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro. 7Gesù dunque disse: Lasciala stare; ella lo ha serbato per il giorno della mia sepoltura. 8Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me non avete sempre. 9La gran folla dei Giudei seppe dunque ch’egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli avea risuscitato dai morti. 10Ma i capi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, 11perché, per cagion sua, molti de’ Giudei andavano e credevano in Gesù. 12Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13prese de’ rami di palme, e uscì ad incontrarlo, e si mise a gridare: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d’Israele! 14E Gesù, trovato un asinello, vi montò su, secondo ch’è scritto: 15Non temere, o figliuola di Sion! Ecco, il tuo Re viene, montato sopra un puledro d’asina! 16Or i suoi discepoli non intesero da prima queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui, e che essi gliele aveano fatte. 17La folla dunque che era con lui quando avea chiamato Lazzaro fuor dal sepolcro e l’avea risuscitato dai morti, ne rendea testimonianza. 18E per questo la folla gli andò incontro, perché aveano udito ch’egli avea fatto quel miracolo. 19Onde i Farisei dicevano fra loro: Vedete che non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli corre dietro! 20Or fra quelli che salivano alla festa per adorare, v’erano certi Greci. 21Questi dunque, accostatisi a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, gli fecero questa richiesta: Signore, vorremmo veder Gesù. 22Filippo lo venne a dire ad Andrea; e Andrea e Filippo vennero a dirlo a Gesù. 23E Gesù rispose loro dicendo: L’ora è venuta, che il Figliuol dell’uomo ha da esser glorificato. 24In verità, in verità io vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, riman solo; ma se muore, produce molto frutto. 25Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. 26Se uno mi serve, mi segua; e là dove son io, quivi sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà. 27Ora è turbata l’anima mia; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora! Ma è per questo che son venuto incontro a quest’ora. 28Padre, glorifica il tuo nome! Allora venne una voce dal cielo: E l’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo! 29Onde la moltitudine ch’era quivi presente e aveva udito, diceva ch’era stato un tuono. Altri dicevano: Un angelo gli ha parlato. 30Gesù rispose e disse: Questa voce non s’è fatta per me, ma per voi. 31Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; 32e io, quando sarò innalzato dalla terra, trarrò tutti a me. 33Così diceva per significare di qual morte dovea morire. 34La moltitudine quindi gli rispose: Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno: come dunque dici tu che bisogna che il Figliuolo dell’uomo sia innalzato? Chi è questo Figliuol dell’uomo? 35Gesù dunque disse loro: Ancora per poco la luce è fra voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi colgano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove vada. 36Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figliuoli di luce. Queste cose disse Gesù, poi se ne andò e si nascose da loro. 37E sebbene avesse fatti tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; 38affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? 39Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: 40Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani. 41Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò. 42Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga; 43perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio. 44Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato; 45e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato. 46Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre. 47E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. 48Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno. 49Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m’ha mandato, m’ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare; 50ed io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette.

Capitolo 13

1Or avanti la festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 2E durante la cena, quando il diavolo avea già messo in cuore a Giuda Iscariot, figliuol di Simone, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli avea dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, 4si levò da tavola, depose le sue vesti, e preso un asciugatoio, se ne cinse. 5Poi mise dell’acqua nel bacino, e cominciò a lavare i piedi a’ discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. 6Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me? 7Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io fo, ma lo capirai dopo. 8Pietro gli disse: Tu non mi laverai mai i piedi! Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non hai meco parte alcuna. 9E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo! 10Gesù gli disse: Chi è lavato tutto non ha bisogno che d’aver lavati i piedi; è netto tutto quanto; e voi siete netti, ma non tutti. 11Perché sapeva chi era colui che lo tradirebbe; per questo disse: Non tutti siete netti. 12Come dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: Capite quel che v’ho fatto? 13Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, v’ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Poiché io v’ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come v’ho fatto io. 16In verità, in verità vi dico che il servitore non è maggiore del suo signore, né il messo è maggiore di colui che l’ha mandato. 17Se sapete queste cose, siete beati se le fate. 18Io non parlo di voi tutti; io so quelli che ho scelti; ma, perché sia adempita la Scrittura, colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno. 19Fin da ora ve lo dico, prima che accada; affinché, quando sia accaduto, voi crediate che sono io (il Cristo). 20In verità, in verità vi dico: Chi riceve colui che io avrò mandato, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato. 21Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito, e così apertamente si espresse: In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà. 22I discepoli si guardavano l’un l’altro, stando in dubbio di chi parlasse. 23Or, a tavola, inclinato sul seno di Gesù, stava uno de’ discepoli, quello che Gesù amava. 24Simon Pietro quindi gli fe’ cenno e gli disse: Di’, chi è quello del quale parla? 25Ed egli, chinatosi così sul petto di Gesù, gli domandò: Signore, chi è? Gesù rispose: 26E’ quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto. E intinto un boccone, lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota. 27E allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: Quel che fai, fallo presto. 28Ma nessuno de’ commensali intese perché gli avesse detto così. 29Difatti alcuni pensavano, siccome Giuda tenea la borsa, che Gesù gli avesse detto: Compra quel che ci abbisogna per la festa; ovvero che desse qualcosa ai poveri. 30Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. 31Quand’egli fu uscito, Gesù disse: Ora il Figliuol dell’uomo è glorificato, e Dio è glorificato in lui. 32Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in se stesso, e presto lo glorificherà. 33Figliuoletti, è per poco che sono ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: “Dove vo io, voi non potete venire”, così lo dico ora a voi. 34Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri. 36Simon Pietro gli domandò: Signore, dove vai? Gesù rispose: Dove io vado, non puoi per ora seguirmi; ma mi seguirai più tardi. 37Pietro gli disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Metterò la mia vita per te! 38Gesù gli rispose: Metterai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non m’abbia rinnegato tre volte.

Capitolo 14

1Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! 2Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; 3e quando sarò andato e v’avrò preparato un luogo, tornerò, e v’accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi; 4e del dove io vo sapete anche la via. 5Toma gli disse: Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo saper la via? 6Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se m’aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete veduto. 8Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre, e ci basta. 9Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non m’hai conosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre? 10Non credi tu ch’io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 11Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse. 12In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che fo io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vo al Padre; 13e quel che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figliuolo. 14Se chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. 15Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani; tornerò a voi. 19Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me ed io in voi. 21Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui. 22Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo? 23Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. 25Queste cose v’ho detto, stando ancora con voi; 26ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto. 27Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. 28Avete udito che v’ho detto: “Io me ne vo, e torno a voi”; se voi m’amaste, vi rallegrereste ch’io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me. 29E ora ve l’ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate. 30Io non parlerò più molto con voi, perché viene il principe di questo mondo. Ed esso non ha nulla in me; 31ma così avviene, affinché il mondo conosca che amo il Padre, e opero come il Padre m’ha ordinato. Levatevi, andiamo via di qui.

Capitolo 15

1Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, 2Egli lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più. 3Voi siete già mondi a motivo della parola che v’ho annunziata. 4Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppur voi, se non dimorate in me. 5Io son la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 6Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli. 9Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore. 10Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; com’io ho osservato i comandamenti del Padre mio, e dimoro nel suo amore. 11Queste cose vi ho detto, affinché la mia allegrezza dimori in voi, e la vostra allegrezza sia resa completa. 12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. 13Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua vita per i suoi amici. 14Voi siete miei amici, se fate le cose che vi comando. 15Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. 16Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. 18Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo. 20Ricordatevi della parola che v’ho detta: Il servitore non è da più del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma tutto questo ve lo faranno a cagion del mio nome, perché non conoscono Colui che m’ha mandato. 22S’io non fossi venuto e non avessi loro parlato, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa del loro peccato. 23Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24Se non avessi fatto tra loro le opere che nessun altro ha fatte mai, non avrebbero colpa; ma ora le hanno vedute, ed hanno odiato e me e il Padre mio. 25Ma quest’è avvenuto affinché sia adempita la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza cagione. 26Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; 27e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati meco fin dal principio.

Capitolo 16

1Io vi ho dette queste cose, affinché non siate scandalizzati. 2Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque v’ucciderà, crederà di offrir servigio a Dio. 3E questo faranno, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4Ma io v’ho dette queste cose, affinché quando sia giunta l’ora in cui avverranno, vi ricordiate che ve l’ho dette. Non ve le dissi da principio, perché ero con voi. 5Ma ora me ne vo a Colui che mi ha mandato; e niun di voi mi domanda: Dove vai? 6Invece, perché v’ho detto queste cose, la tristezza v’ha riempito il cuore. 7Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. 8E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. 9Quanto al peccato, perché non credono in me; 10quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; 11quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. 12Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; 13ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. 14Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. 15Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà. 16Fra poco non mi vedrete più; e fra un altro poco mi vedrete, perché me ne vo al Padre. 17Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: Che cos’è questo che ci dice: “Fra poco non mi vedrete più”; e “Fra un altro poco mi vedrete”; e: “Perché me ne vo al Padre?” 18Dicevano dunque: che cos’è questo “fra poco” che egli dice? Noi non sappiamo quello ch’egli voglia dire. 19Gesù conobbe che lo volevano interrogare, e disse loro: Vi domandate voi l’un l’altro che significhi quel mio dire “Fra poco non mi vedrete più”, e “fra un altro poco mi vedrete?” 20In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi sarete contristati, ma la vostra tristezza sarà mutata in letizia. 21La donna, quando partorisce, è in dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia, per l’allegrezza che sia nata al mondo una creatura umana. 22E così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi torrà la vostra allegrezza. 23E in quel giorno non rivolgerete a me alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio. 24Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa. 25Queste cose v’ho dette in similitudini; l’ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre. 26In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; 27poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che son proceduto da Dio. 28Son proceduto dal Padre e son venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e torno al Padre. 29I suoi discepoli gli dissero: Ecco, adesso tu parli apertamente e non usi similitudine. 30Ora sappiamo che sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcuno t’interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio. 31Gesù rispose loro: Adesso credete? 32Ecco, l’ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascun dal canto suo, e mi lascerete solo; ma io non son solo, perché il Padre è meco. 33V’ho dette queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il mondo.

Capitolo 17

1Queste cose disse Gesù; poi levati gli occhi al cielo, disse: Padre, l’ora è venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te, 2poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato. 3E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. 4Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu m’hai data a fare. 5Ed ora, o Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse. 6Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu m’hai dati dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. 7Ora hanno conosciuto che tutte le cose che tu m’hai date, vengon da te; 8poiché le parole che tu mi hai date, le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute, e hanno veramente conosciuto ch’io son proceduto da te, e hanno creduto che tu m’hai mandato. 9Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu m’hai dato, perché son tuoi; 10e tutte le cose mie son tue, e le cose tue son mie; e io son glorificato in loro. 11E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m’hai dati, affinché siano uno, come noi. 12Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. 13Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compita in se stessi la mia allegrezza. 14Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17Santificali nella verità: la tua parola è verità. 18Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. 19E per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati in verità. 20Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: 21che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; 23io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu m’hai mandato, e che li ami come hai amato me. 24Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazion del mondo. 25Padre giusto, il mondo non t’ha conosciuto, ma io t’ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; 26ed io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu m’hai amato sia in loro, ed io in loro.

Capitolo 18

1Dette queste cose, Gesù uscì coi suoi discepoli di là dal torrente Chedron, dov’era un orto, nel quale egli entrò co’ suoi discepoli. 2Or Giuda, che lo tradiva, conosceva anch’egli quel luogo, perché Gesù s’era molte volte ritrovato là coi suoi discepoli. 3Giuda dunque, presa la coorte e delle guardie mandate dai capi sacerdoti e dai Farisei, venne là con lanterne e torce ed armi. 4Onde Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: Chi cercate? 5Gli risposero: Gesù il Nazareno! Gesù disse loro: Son io. E Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro. 6Come dunque ebbe detto loro: “Son io”, indietreggiarono e caddero in terra. 7Egli dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate? Ed essi dissero: Gesù il Nazareno. 8Gesù rispose: V’ho detto che son io; se dunque cercate me, lasciate andar questi. 9E ciò affinché s’adempisse la parola ch’egli avea detta: Di quelli che tu m’hai dato, non ne ho perduto alcuno. 10Allora Simon Pietro, che avea una spada, la trasse, e percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l’orecchio destro. Quel servo avea nome Malco. 11Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato? 12La coorte dunque e il tribuno e le guardie de’ Giudei, presero Gesù e lo legarono, 13e lo menaron prima da Anna, perché era suocero di Caiàfa, il quale era sommo sacerdote di quell’anno. 14Or Caiàfa era quello che avea consigliato a’ Giudei esser cosa utile che un uomo solo morisse per il popolo. 15Or Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nella corte del sommo sacerdote; 16ma Pietro stava di fuori, alla porta. Allora quell’altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrar Pietro. 17La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono. 18Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava. 19Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. 20Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi? 21Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto. 22E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote? 23Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti? 24Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote. 25Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono. 26Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui? 27E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò. 28Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua. 29Pilato dunque uscì fuori verso di loro, e domandò: Quale accusa portate contro quest’uomo? 30Essi risposero e gli dissero: Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani. 31Pilato quindi disse loro: Pigliatelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire alcuno. 32E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù aveva detta, significando di qual morte dovea morire. 33Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: Sei tu il Re dei Giudei? 34Gesù gli rispose: Dici tu questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me? 35Pilato gli rispose: Son io forse giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti t’hanno messo nelle mie mani; che hai fatto? 36Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui. 37Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io sono nato per questo, e per questo son venuto nel mondo, per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce. 38Pilato gli disse: Che cos’è verità? E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei, e disse loro: Io non trovo alcuna colpa in lui. 39Ma voi avete l’usanza ch’io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de’ Giudei? 40Allora gridaron di nuovo: Non costui, ma Barabba! Or Barabba era un ladrone.

Capitolo 19

1Allora dunque Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. 2E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano: 3Salve, Re de’ Giudei! e gli davan degli schiaffi. 4Pilato uscì di nuovo, e disse loro: Ecco, ve lo meno fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa. 5Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l’uomo! 6Come dunque i capi sacerdoti e le guardie l’ebbero veduto, gridarono: Crocifiggilo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa. 7I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché egli s’è fatto Figliuol di Dio. 8Quando Pilato ebbe udita questa parola, temette maggiormente; 9e rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta. 10Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti? 11Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto; Perciò chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa. 12Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare. 13Pilato dunque, udite queste parole, menò fuori Gesù, e si assise al tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà. 14Era la preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re! 15Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare. 16Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. 17Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, 18dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. 19E Pilato fece pure un’iscrizione, e la pose sulla croce. E v’era scritto: GESU’ IL NAZARENO, IL RE DE’ GIUDEI. 20Molti dunque dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. 21Perciò i capi sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: Non scrivere: Il Re dei Giudei; ma che egli ha detto: Io sono il Re de’ Giudei. 22Pilato rispose: Quel che ho scritto, ho scritto. 23I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e la tunica. Or la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. 24Dissero dunque tra loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno spartito fra loro le mie vesti, e han tirato la sorte sulla mia tunica. Questo dunque fecero i soldati. 25Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria moglie di Cleopa, e Maria Maddalena. 26Gesù dunque, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch’egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio! 27Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. 28Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché la Scrittura fosse adempiuta, disse: Ho sete. 29V’era quivi un vaso pieno d’aceto; i soldati dunque, posta in cima a un ramo d’issopo una spugna piena d’aceto, gliel’accostarono alla bocca. 30E quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: E’ compiuto! E chinato il capo, rese lo spirito. 31Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via. 32I soldati dunque vennero e fiaccarono le gambe al primo, e poi anche all’altro che era crocifisso con lui; 33ma venuti a Gesù, come lo videro già morto, non gli fiaccarono le gambe, 34ma uno de’ soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua. 35E colui che l’ha veduto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è verace; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. 36Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: Niun osso d’esso sarà fiaccato. 37E anche un’altra Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. 38Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù. 39E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre. 40Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei. 41Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto. 42Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.

Capitolo 20

1Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro. 2Allora corse e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano posto. 3Pietro dunque e l’altro discepolo uscirono e si avviarono al sepolcro. 4Correvano ambedue assieme; ma l’altro discepolo corse innanzi più presto di Pietro, e giunse primo al sepolcro; 5e chinatosi, vide i pannilini giacenti, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide i pannilini giacenti, 7e il sudario ch’era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto primo al sepolcro, e vide, e credette. 9Perché non aveano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. 10I discepoli dunque se ne tornarono a casa. 11Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro, 12ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, là dov’era giaciuto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano posto. 14Detto questo, si voltò indietro, e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai posto, e io lo prenderò. 16Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro! 17Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro. 18Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch’egli le avea dette queste cose. 19Or la sera di quello stesso giorno, ch’era il primo della settimana, ed essendo, per timor de’ Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro: 20Pace a voi! E detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. I discepoli dunque, com’ebbero veduto il Signore, si rallegrarono. 21Allora Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi. 22E detto questo, soffiò su loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. 23A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti. 24Or Toma, detto Didimo, uno de’ dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli altri discepoli dunque gli dissero: Abbiam veduto il Signore! Ma egli disse loro: Se io non vedo nelle sue mani il segno de’ chiodi, e se non metto il mio dito nel segno de’ chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò. 26E otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Toma era con loro. Venne Gesù, a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! 27Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente. 28Toma gli rispose e disse: Signor mio e Dio mio! 29Gesù gli disse: Perché m’hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non han veduto, e hanno creduto! 30Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri miracoli, che non sono scritti in questo libro; 31ma queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.

Capitolo 21

1Dopo queste cose, Gesù si fece veder di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera. 2Simon Pietro, Toma detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figliuoli di Zebedeo e due altri de’ suoi discepoli erano insieme. 3Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono, e montarono nella barca; e quella notte non presero nulla. 4Or essendo già mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che fosse Gesù. 5Allora Gesù disse loro: Figliuoli, avete voi del pesce? Essi gli risposero: No. 6Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero dei pesci. 7Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: E’ il Signore! E Simon Pietro, udito ch’era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare. 8Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), traendo la rete coi pesci. 9Come dunque furono smontati a terra, videro quivi della brace, e del pesce messovi su, e del pane. 10Gesù disse loro: Portate qua de’ pesci che avete presi ora. 11Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò. 12Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore. 13Gesù venne, e prese il pane e lo diede loro; e il pesce similmente. 14Quest’era già la terza volta che Gesù si faceva vedere ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato da’ morti. 15Or quand’ebbero fatto colazione, Gesù disse a Simon Pietro: Simon di Giovanni, m’ami tu più di questi? Ei gli rispose: Sì, Signore, tu sai che io t’amo. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli. 16Gli disse di nuovo una seconda volta: Simon di Giovanni, m’ami tu? Ei gli rispose: Sì, Signore; tu sai che io t’amo. Gesù gli disse: Pastura le mie pecorelle. 17Gli disse per la terza volta: Simon di Giovanni, mi ami tu? Pietro fu attristato ch’ei gli avesse detto per la terza volta: Mi ami tu? E gli rispose: Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che io t’amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità ti dico che quand’eri più giovane, ti cingevi da te e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani, e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti. 19Or disse questo per significare con qual morte egli glorificherebbe Iddio. E dopo aver così parlato, gli disse: Seguimi. 20Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso, che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e avea detto: Signore, chi è che ti tradisce? 21Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: Signore, e di lui che ne sarà? 22Gesù gli rispose: Se voglio che rimanga finch’io venga, che t’importa? Tu, seguimi. 23Ond’è che si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non morrebbe; Gesù però non gli avea detto che non morrebbe, ma: Se voglio che rimanga finch’io venga, che t’importa? 24Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace. 25Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.