Theragatha 16.8 - Angulimala

I Theragatha sono i canti dei monaci, una collezione di poesie recitate anticamente dai membri dell'Ordine Buddista (Sangha). Nel Canone Pali il Theragatha è parte del Khuddaka Nikaya , la collezione dei testi brevi del Sutta Pitaka . Il testo che riporto è certamente uno dei più significati e noti. Ho tratto il testo dal fondamentale sito canonepali.net al quale rimandio per tutti gli approfondimenti e per una completa conoscenza dei testi.

Theragatha 16.8 - Angulimala

[Angulimala:]

“Mentre avanzi, asceta,

affermi, ‘Mi sono fermato’.

Ma quando io mi fermo

non avanzo.

Ti chiedo cosa vuol dire:

Come ti sei fermato?

Come io non avanzo?

[Il Buddha:]

”Mi sono fermato, Angulimala,

una volta e per sempre,

avendo eliminato la violenza

verso tutti gli esseri.

Così mi sono fermato

mentre tu, invece, avanzi.”

[Angulimala:]

“Per venerare il sommo veggente

mi sono recato nella grande foresta.

Dopo aver ascoltato i tuoi versi

in linea con il Dhamma

ho deciso

di abbandonare il male.”

Dopo aver parlato, il bandito

gettò la sua spada e le sue armi

da una rupe

in una voragine,

una fossa.

Poi il bandito si prostrò

rendendo omaggio al Sugata,

e in quel luogo chiese di intraprendere il sentiero,

il Risvegliato,

l’onniveggente compassionevole,

il maestro del mondo, con i suoi deva,

gli disse:

“Vieni, monaco.”

Così fu ordinato

ed entrò nel Sangha.

Quando una persona

si risveglia alla consapevolezza,

essa illumina il mondo

come la luna che emerge da dietro le nubi.

Quando una persona

lascia l’errore per la virtù

essa illumina il mondo

come la luna che emerge da dietro le nubi.

Quando il monaco novizio

prende rifugio

nel Buddha:

egli illumina il mondo

come la luna che emerge da dietro le nubi.

Possano anche i miei nemici

ascoltare il Dhamma.

Possano anche i miei nemici

prendere rifugio

nel Buddha.

Possano anche i miei nemici

frequentare quelle persone

che – pacifiche, buone -

insegnano agli altri il Dhamma.

Possano anche i miei nemici

ascoltare più volte il Dhamma

da coloro che praticano la tolleranza,

l’astinenza,

la compassione,

e praticare i loro insegnamenti.

In questo modo sicuramente non recherà nessun danno

né a me né agli altri;

raggiungerà la suprema pace,

proteggerà sia il debole sia il forte.

Come il contadino incanala l’acqua,

come il fabbro raddrizza le sue frecce,

come il falegname lavora il legno,

così il saggio lavora se stesso.

Alcuni vengono educati con bastoni,

pungoli e fruste,

invece senza bastoni o altre armi

sono stato educato dall’Equanime.

“Il pacifico esecutore” è il mio nome,

perché agisco senza nuocere.

Oggi rendo onore al mio nome

perché non reco danno a nessuno.

Un bandito

ero,

il famoso Angulimala.

trasportato dal grande flusso,

presi rifugio nel Buddha.

Con le mani macchiate di sangue

ero,

il famoso Angulimala.

Osserva come ho preso rifugio!

Sradicata è [la brama],

causa di continue rinascite.

Avendo esaurito il mio kamma

che mi avrebbe fatto rinascere

in reami infernali,

toccato dal frutto di [quel] kamma,

pagato il debito, mangio il mio frutto.

Si smarriscono nella distrazione

  • stolto, confusi -

mentre il saggio

fa tesoro della presenza mentale

che ha coltivato

come il più prezioso delle ricchezze.

Non abbandonare la presenza mentale,

non perderti nella sensualità. -

perciò una persona presente mentalmente,

assorta nei jhana,

raggiunge un proficua felicità.

Questa felicità sarà lieta e durevole,

non vi saranno più pensieri malvagi in me.

Fra le varie qualità ben sviluppate,

ho raggiunto

la migliore.

Questa felicità sarà lieta e durevole,

non vi saranno più pensieri malvagi in me.

La triplice conoscenza

è stata ottenuta;

gli insegnamenti del Risvegliato,

compiuti.

Molte volte ho dimorato

con mente agitata -

nella foresta,

ai piedi di un albero,

sui monti, nelle caverne -

sereno adesso riposo, dimoro,

sereno vivo la mia vita.

O, il Maestro mi ha mostrato la compassione!

Prima, ero di stirpe bramana,

di alta nascita.

Oggi sono il figlio

del Sugata,

il re del Dhamma,

il Maestro.

Senza brama, senza attaccamento,

le porte dei sensi sotto controllo, ben concentrato,

avendo ucciso la radice del male,

ho distrutto tutti i veleni della mente.

Il Maestro che ho servito;

il Risvegliato,

il compiuto;

il pesante fardello deposto;

la guida del divenire [cioè la brama] sradicata.

La meta per cui ho lasciato

la casa per l’ascetismo

è stata raggiunta:

la fine

di ogni legame.


Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Thanissaro Bhikkhu

PTS: vv. 866-891 - Copyright © 2005 Thanissaro Bhikkhu.

Access to Insight edition © 2005 - fonte: www.accesstoinsight.org

Tradotto in italiano da Enzo Alfano