Testi induisti. Brani della tradizione religiosa e filosofica indiana


Operare una scelta tra l'immensa mole dei testi della tradizione religiosa e filosofica indiana è impresa molto superiore alle mie forze. Da qui, il carattere sporadico degli inserimenti e l'incompletezza del lavoro, la sua assoluta mancanza di organicità nonchè di qualsiasi pretesa "scientifica". Più che una raccolta, un insieme di spunti e suggestioni, dall'immensa ricchezza dei testi induisti.
Lo sviluppo della pratica sacrificale aveva portato alla formazione di tre distinti manuali, il RgVeda, lo YajurVeda, il Samaveda, contenenti gli inni e le formule sacre per i tre principali attori del sacrificio, rispettivamente hotar, adhvaryu e udgatar. A queste tre raccolte fu in seguito aggiunto un quarto ciclo, l'AtharvaVeda, considerato il manuale del quarto sacerdote, o brahman, che sorvegliava l'andamento del sacrificio.
Di ogni Upanishad è indicato a quale ciclo dei Veda essa appartiene. E' noto che a ogni gruppo di inni vedici si aggiunsero infatti imponenti trattati liturgici, i Brahmana. A essi fanno seguito gli Aryanayaka, "testi silvestri", da recitarsi e insegnarsi nelle foreste, e, in conclusione, le Upanishad. Queste sono le parti ultime e più propriamente filosofiche dei trattati liturgici.
Per le Upanishad ho scelto di privilegiare i testi più antichi e noti, le cosiddette Upanishad Vediche, collocabili grosso modo (è noto il problema della datazione dei testi indiani) tra il 700 e il 300 a.C. L'ordine nel quale sono riportate rispecchia il probabile ordine di composizione, secondo l'opinione più diffusa tra gli esperti.

dai Veda


dalle Upanishad


Interpreti moderni dell'induismo





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