Inno della Creazione (Nasadiya Sukta) - RigVeda X, 129
Collocato nell'ultimo e più recente dei dieci libri del Ṛgveda, il Nāsadīya Sūkta è forse il testo più audace dell'intera raccolta vedica: non un inno di lode a un dio, ma un'interrogazione vertiginosa sull'origine di tutte le cose. Il poeta risale a un «prima» che precede ogni cosa — prima dell'essere e del non-essere, prima della morte e dell'immortalità, prima persino del giorno e della notte —, quando soltanto «l'Uno» respirava senza respiro, per sua propria forza. Da un oscuro desiderio (kāma), «primo seme della mente», si sarebbe mosso il mondo; ma l'inno non si chiude in una certezza, bensì in una domanda che nessuna cosmogonia successiva ha osato porre con altrettanto candore: chi lo sa davvero? Gli stessi dèi vennero dopo la creazione; e forse neppure colui che la sorveglia dall'alto dei cieli sa da dove sia sorta. È un testo che, tremila anni fa, ha già il respiro delle Upaniṣad e del pensiero filosofico. Per me resta, forse, il più sublime di tutti i testi sacri.
Inno della Creazione (Nasadiya Sukta)
In quel momento non vi era né l’esistente, né il non-esistente.
Non vi era aria, né il cielo che è al di là.
Che cosa conteneva? Dove? Chi proteggeva?
C’era l’acqua, insondabile, profonda?
In quel momento non vi era né la morte né l’immortalità.
Non vi era segno della notte, né nel giorno.
L’Uno respirava, senza respiro, con il suo stesso potere.
Oltre a quello non vi era nient’altro.
In principio vi era oscurità nascosta da oscurità;
indistinguibile, tutto questo era acqua.
Ciò che era nascosto dal vuoto, l’Uno, venendo in essere,
sorse attraverso il potere dell’ardore.
In principio il desiderio venne prima di tutto,
che fu il primo seme della mente.
I saggi che cercavano nei loro cuori con saggezza
scoprirono il legame dell’esistente con il non-esistente.
La loro corda fu estesa attraverso:
che cosa c’era al di sotto e che cosa c’era al di sopra?
C’erano portatori di semi, c’erano poteri;
vi era energia al di sotto, e impulso al di sopra.
Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare
da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?
Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:
chi allora sa da dove ciò è sorto?
Da dove questa creazione sia sorta,
se lui l’ha fondata oppure no:
lui che la sorveglia nel più alto dei cieli,
lui solo lo sa, o forse non lo sa.