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	<title>test non parametrici &#8211; paologironi blog</title>
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	<description>Appunti sparsi di (retro) informatica, analisi dei dati, statistica, seo, e cose che cambiano</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Jul 2026 08:05:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Test non parametrici: il test di Wilcoxon per dati non normali (con esempi R)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2023 09:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[test non parametrici]]></category>
		<category><![CDATA[wilcoxon]]></category>
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					<description><![CDATA[Immagina di confrontare la durata delle sessioni tra due gruppi di pagine: quelle con featured snippet e quelle senza. Prendi i dati, esegui un test t di Student, e il p-value è 0,08. Non significativo, apparentemente. Ma guardando i dati, noti che le distribuzioni sono fortemente asimmetriche: poche pagine con durate lunghissime, molte con durate &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-di-wilcoxon/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Test non parametrici: il test di Wilcoxon per dati non normali (con esempi R)"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Immagina di confrontare la durata delle sessioni tra due gruppi di pagine: quelle con <strong>featured snippet</strong> e quelle senza. Prendi i dati, esegui un <strong>test t di Student</strong>, e il p-value è 0,08. Non significativo, apparentemente. Ma guardando i dati, noti che le distribuzioni sono fortemente asimmetriche: poche pagine con durate lunghissime, molte con durate brevissime. Il test t assume la normalità della distribuzione, e qui siamo lontani anni luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>test di Wilcoxon</strong> è un <strong><a href="https://www.gironi.it/blog/test-statistici-parametrici-e-non-parametrici/" target="_blank" data-type="post" data-id="2306" rel="noreferrer noopener">test non parametrico</a></strong> che non richiede alcuna assunzione sulla forma della distribuzione. Lavora sui <strong>ranghi</strong>, non sui valori originali: ordina tutti i dati dal più piccolo al più grande e assegna un punteggio basato sulla posizione. Questo lo rende particolarmente utile in SEO, dove molti indicatori (sessioni, CTR, posizioni) sono tutto tranne che normali.</p>



<span id="more-2655"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Quando serve Wilcoxon</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I test parametrici come il t-test presuppongono che i dati seguano una <strong>distribuzione normale</strong>. In SEO questa assunzione è quasi sempre violata:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le <strong>sessioni</strong> per pagina seguono una distribuzione asimmetrica (poche pagine fanno la parte del leone).</li>
<li>Il <strong>CTR</strong> è concentrato vicino allo zero con una coda lunga verso l&#8217;alto.</li>
<li>Le <strong>posizioni</strong> in classifica sono variabili ordinali, non continue.</li>
<li>I <strong>tempi di caricamento</strong> hanno una coda destra pesante.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i dati non sono normali, il test t può dare risultati fuorvianti. Il test di Wilcoxon, basandosi sui ranghi, è <strong>robusto</strong> a queste violazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due versioni del test di Wilcoxon</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome &#8220;test di Wilcoxon&#8221; copre in realtà due varianti distinte:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Wilcoxon-Mann-Whitney</strong> (o test U): per confrontare due campioni indipendenti. È l&#8217;alternativa non parametrica al t-test per due campioni.</li>
<li><strong>Wilcoxon signed-rank</strong>: per confrontare due campioni appaiati (misure prima/dopo sullo stesso gruppo). Alternativa al t-test paired.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo un esempio SEO con la versione per campioni indipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Confronto due gruppi: un caso SEO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Supponiamo di voler confrontare la durata delle sessioni tra pagine con featured snippet e pagine senza. I dati reali di sessioni sono tipicamente asimmetrici: la maggior parte delle sessioni dura pochi secondi, ma alcune durano minuti. È esattamente lo scenario in cui Wilcoxon brilla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La figura seguente mostra due distribuzioni simulate simili a quelle che si osservano in un caso reale. Il t-test dà un p-value che potrebbe essere fuorviante, mentre Wilcoxon cattura correttamente la differenza tra le mediane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1125" height="675" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-distribuzioni.png" alt="Confronto tra due distribuzioni asimmetriche di durata sessione con e senza featured snippet, con p-value del t-test e del test di Wilcoxon" class="wp-image-4391" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-distribuzioni.png 1125w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-distribuzioni-300x180.png 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-distribuzioni-1024x614.png 1024w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Due distribuzioni asimmetriche di durata sessione: il t-test può fallire nel rilevare la differenza, Wilcoxon no.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La ragione per cui Wilcoxon funziona meglio in questo scenario sta nel meccanismo dei <strong>ranghi</strong>. Invece di confrontare le medie (che sono sensibili ai valori estremi), trasforma ogni valore nel suo rango all&#8217;interno dell&#8217;unione dei due gruppi e confronta le somme dei ranghi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1050" height="525" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-ranghi.png" alt="Conversione dei valori grezzi in ranghi per il test di Wilcoxon" class="wp-image-4392" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-ranghi.png 1050w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-ranghi-300x150.png 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/wilcoxon-ranghi-1024x512.png 1024w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">I valori grezzi vengono ordinati e convertiti in ranghi: si confrontano le somme dei ranghi, non i valori originali.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come si vede, dopo la conversione in ranghi si perde l&#8217;informazione sulla distanza tra i valori, ma si guadagna in robustezza: i valori estremi non distorcono più il risultato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Calcolo in R</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Calcoliamo Wilcoxon sugli stessi dati della figura:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>set.seed(20260718)
# Durata sessione in secondi, due gruppi
con_snippet &lt;- rlnorm(40, meanlog = 4.8, sdlog = 0.7)
senza_snippet &lt;- rlnorm(40, meanlog = 5.2, sdlog = 0.7)

# Test di Wilcoxon-Mann-Whitney
wilcox.test(con_snippet, senza_snippet)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;output restituisce la statistica W (la somma dei ranghi del primo gruppo) e il p-value. Se il p-value è inferiore a 0,05, possiamo concludere che la differenza tra i due gruppi è statisticamente significativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per confrontare due campioni appaiati (stesse pagine prima e dopo un intervento), si usa la variante <strong>signed-rank</strong>:</p>



<pre class="wp-block-code"><code># Stesse pagine, prima e dopo ottimizzazione
prima &lt;- rlnorm(30, meanlog = 4.5, sdlog = 0.6)
dopo &lt;- prima + rnorm(30, mean = 15, sd = 25)
# alcuni valori negativi possibili (sessioni diminuite)

# Wilcoxon per campioni appaiati
wilcox.test(prima, dopo, paired = TRUE)</code></pre>



<p class="has-light-gray-background-color has-background wp-block-paragraph"><strong>Un errore comune</strong>: pensare che Wilcoxon confronti le mediane. Non è esatto. Wilcoxon verifica se le distribuzioni dei due gruppi sono spostate l&#8217;una rispetto all&#8217;altra (stocasticamente), non se le mediane sono diverse. In pratica, se le due distribuzioni hanno forme simili, si comporta come un test sulla mediana — ma non è la stessa cosa. Un secondo errore: usare Wilcoxon anche quando i dati sono normali. In quel caso il t-test ha più potenza statistica (riesce a rilevare differenze più piccole). La regola è: <strong>normale → t-test; non normale → Wilcoxon</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prova tu</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Hai a disposizione i dati di sessioni di due gruppi di pagine (gruppo A: pagine con title ottimizzato; gruppo B: pagine senza).</p>



<pre class="wp-block-code"><code>gruppo_A &lt;- c(45, 132, 28, 67, 312, 54, 89, 43, 156, 78,
              92, 34, 201, 67, 88, 43, 156, 67, 234, 55)
gruppo_B &lt;- c(67, 156, 89, 123, 445, 98, 134, 67, 189, 102,
              145, 56, 267, 89, 123, 78, 198, 89, 312, 78)

# Domanda 1: esegui il test di Wilcoxon. Il p-value cosa suggerisce?<br># Domanda 2: esegui anche un t-test. I due test danno lo stesso risultato?<br># Domanda 3: cosa succede se aggiungi un outlier estremo a gruppo_A (valore 5000)?</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Soluzione:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>wilcox.test(gruppo_A, gruppo_B)
t.test(gruppo_A, gruppo_B)

# Con outlier
gruppo_A_out &lt;- c(gruppo_A, 5000)
wilcox.test(gruppo_A_out, gruppo_B)
t.test(gruppo_A_out, gruppo_B)</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Noterai che il t-test cambia drasticamente con l&#8217;outlier, mentre Wilcoxon resta molto più stabile: ecco la potenza dei ranghi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p class="wp-block-paragraph">Wilcoxon è il primo soccorso quando i dati non sono normali: funziona con campioni piccoli, non si fa influenzare dagli outlier, e in R basta una riga di codice. Ma ha un limite: confronta solo due gruppi. Quando ne abbiamo più di due e i dati restano non normali, ci serve un&#8217;estensione — l&#8217;<strong>analisi della varianza non parametrica</strong>. Ne parliamo nel prossimo articolo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<h3 class="wp-block-heading">Per approfondire</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il test di Wilcoxon e gli altri test non parametrici sono trattati sistematicamente in <a href="https://www.amazon.it/dp/8891910651?tag=consulenzeinf-21" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Statistica</em></a> di Newbold, Carlson e Thorne, con le condizioni che guidano la scelta tra alternative parametriche e non parametriche. Per un approccio più operativo con R, <a href="https://www.amazon.it/dp/8848141571?tag=consulenzeinf-21" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Analisi dei dati con R</em></a> di D&#8217;Orazio è un ottimo riferimento con esempi pronti all&#8217;uso.</p>
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		<title>Test statistici parametrici e non parametrici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 19:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[test non parametrici]]></category>
		<category><![CDATA[test parametrici]]></category>
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					<description><![CDATA[Avete mai lanciato un test A/B e vi siete chiesti se il test giusto sia il t-test o il Wilcoxon? La scelta non è banale: usare il test sbagliato può farvi perdere un risultato significativo — o, peggio, farvi credere significativo ciò che non lo è. I test statistici si dividono in due grandi famiglie: &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/test-statistici-parametrici-e-non-parametrici/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Test statistici parametrici e non parametrici"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Avete mai lanciato un <a href="https://www.gironi.it/blog/ab-testing/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test A/B</a> e vi siete chiesti se il test giusto sia il t-test o il Wilcoxon? La scelta non è banale: usare il test sbagliato può farvi perdere un risultato significativo — o, peggio, farvi credere significativo ciò che non lo è.</p>


<p class="wp-block-paragraph">I <a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-delle-ipotesi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test statistici</a> si dividono in due grandi famiglie: <strong>parametrici</strong> e <strong>non parametrici</strong>. La differenza fondamentale? I primi assumono che i dati seguano una distribuzione nota (di solito la normale); i secondi no. Questa distinzione non è un dettaglio tecnico: determina quali test puoi usare, quanto sono potenti, e quanto puoi fidarti dei risultati.</p>


<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo vediamo le differenze, quando usare l&#8217;uno o l&#8217;altro, e come la scelta impatta sull&#8217;analisi dei dati del tuo sito.</p>


<span id="more-2306"></span>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di cosa parleremo</strong></p>
<ul>
<li><a href="#parametrici">Test parametrici: il potere della normalità</a></li>
<li><a href="#non-parametrici">Test non parametrici: flessibilità e robustezza</a></li>
<li><a href="#confronto">Tabella di confronto</a></li>
<li><a href="#prova-tu">Prova tu</a></li>
<li><a href="#chiusura">Scegliere il test giusto</a></li>
</ul></p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h2 class="wp-block-heading" id="parametrici">Test parametrici: il potere della normalità</h2>


<p class="wp-block-paragraph">Molti test parametrici presuppongono che i dati siano distribuiti in modo <strong>approssimativamente normale</strong>.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni tipiche per usarli sono:</p>


<ul class="wp-block-list">
<li>Dati <strong>continui o su scala a intervalli/rapporto</strong>.
</li>


<li>Distribuzione <strong>approssimativamente normale</strong> dei dati (o delle medie campionarie, grazie al <a href="https://www.gironi.it/blog/il-teorema-del-limite-centrale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">teorema del limite centrale</a> per campioni grandi).
</li>


<li><strong>Omogeneità delle varianze</strong> (<em>omoschedasticità</em>) tra i gruppi confrontati.
</li>


<li>Dimensione del campione <strong>sufficientemente ampia</strong>, quando le ipotesi del modello sono ragionevolmente soddisfatte.
</li>
</ul>


<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio principale dei test parametrici è il <strong>potere statistico più elevato</strong>: a parità di effetto e dimensione campionaria, un test parametrico ha più probabilità di rilevare una differenza reale. Questo perché sfruttano l&#8217;informazione sulla distribuzione dei dati — se l&#8217;assunzione è corretta.</p>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempi di test parametrici</strong> che abbiamo incontrato: il <a href="https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-normale#zscore" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test Z</a>, il <a href="https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-t-e-il-test-delle-ipotesi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test t di Student</a>, <a href="https://www.gironi.it/blog/lanalisi-della-varianza-anova-spiegata-semplice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;analisi della varianza ANOVA</a>, il <a href="https://www.gironi.it/blog/regressione-lineare-semplice/#il-coefficiente-di-correlazione-r-di-pearson" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coefficiente di correlazione r di Pearson</a>, la <a href="https://www.gironi.it/blog/regressione-lineare-semplice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regressione lineare</a>.</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h2 class="wp-block-heading" id="non-parametrici">Test non parametrici: flessibilità e robustezza</h2>


<p class="wp-block-paragraph">I <strong>test non parametrici</strong> (detti anche <em>distribution-free</em>) non richiedono di assumere una particolare distribuzione dei dati né si basano sulla stima dei parametri di tale distribuzione. Lavorano spesso sui <strong>ranghi</strong> (l&#8217;ordinamento dei valori) piuttosto che sui valori stessi.</p>


<p class="wp-block-paragraph">Si dividono in due macro-categorie:</p>


<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Test di conformità (goodness-of-fit)</strong>: confrontano le frequenze osservate con quelle attese sotto una certa ipotesi. L&#8217;esempio principale è il <a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-del-chi-quadrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test chi-quadrato</a>.
</li>


<li><strong>Alternative non parametriche ai test parametrici</strong>: test che rispondono alla stessa domanda ma senza assumere la normalità. Per esempio, il <a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-di-wilcoxon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">test di Wilcoxon</a> è l&#8217;alternativa al t-test per due campioni, e il coefficiente <a href="https://www.gironi.it/blog/regressione-lineare-semplice/#il-coefficiente-di-correlazione-per-ranghi-rho-di-spearman-e-un-accenno-al-tau-di-kendall" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rho di Spearman</a> è l&#8217;alternativa non parametrica alla correlazione di Pearson.
</li>
</ul>


<p class="wp-block-paragraph">Altri esempi includono il test U di Mann-Whitney (alternativa al t-test per due campioni indipendenti), il test di Kruskal-Wallis (alternativa all&#8217;ANOVA) e il tau di Kendall (alternativa a Spearman per ranghi con legami).</p>


<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo della versatilità? I test non parametrici hanno in genere <strong>potere statistico inferiore</strong> quando le assunzioni dei parametrici sono rispettate. Si dice che hanno un&#8217;<em>efficienza</em> minore: per ottenere la stessa potenza, servono campioni più grandi.</p>


<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">

<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1050" height="525" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-distribuzioni.png" alt="Distribuzione normale (sinistra) e asimmetrica (destra): la forma dei dati determina la scelta tra test parametrici e non parametrici." class="wp-image-4365" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-distribuzioni.png 1050w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-distribuzioni-300x150.png 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-distribuzioni-1024x512.png 1024w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Distribuzione normale (sinistra) e asimmetrica (destra): la forma dei dati determina la scelta tra test parametrici e non parametrici.</figcaption></figure>

</div></div>


<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">

<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="825" height="600" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-potenza.png" alt="Potenza statistica del t-test e del Wilcoxon su dati normali e asimmetrici. Il t-test perde meno potenza quando i dati si allontanano dalla normalità." class="wp-image-4366" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-potenza.png 825w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/parametric-potenza-300x218.png 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Potenza statistica del t-test e del Wilcoxon su dati normali e asimmetrici. Il t-test perde meno potenza quando i dati si allontanano dalla normalità.</figcaption></figure>

</div></div>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h2 class="wp-block-heading" id="confronto">Tabella di confronto</h2>


<p class="wp-block-paragraph">Quando usare l&#8217;uno e quando l&#8217;altro? Ecco un riepilogo:</p>


<figure class="wp-block-table"><table>
<thead><tr><th>Caratteristica</th><th>Test parametrici</th><th>Test non parametrici</th></tr></thead>
<tbody>
<tr><td><strong>Distribuzione assunta</strong></td><td>Normale (o approx.)</td><td>Nessuna</td></tr>
<tr><td><strong>Tipo di dati</strong></td><td>Continui, intervallo/rapporto</td><td>Qualsiasi (anche ordinali, ranghi)</td></tr>
<tr><td><strong>Potenza statistica</strong></td><td>Più alta (se le assunzioni valgono)</td><td>Più bassa (a parità di n)</td></tr>
<tr><td><strong>Robustezza</strong></td><td>Sensibile a outlier e non-normalità</td><td>Robusto a outlier e asimmetrie</td></tr>
<tr><td><strong>Campione minimo</strong></td><td>Dipende dalle ipotesi del modello</td><td>Funziona anche con n piccoli</td></tr>
<tr><td><strong>Risultato</strong></td><td>Stima parametri + p-value</td><td>Test basato su ranghi</td></tr>
<tr><td><strong>Esempi</strong></td><td>t-test, ANOVA, Pearson, Z-test</td><td>Wilcoxon, Mann-Whitney, Kruskal-Wallis, Spearman</td></tr>
</tbody></table>
<figcaption class="wp-element-caption">Confronto sintetico tra test parametrici e non parametrici.</figcaption>
</figure>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h3 class="wp-block-heading" id="prova-tu">Prova tu</h3>


<p class="wp-block-paragraph">Un sito ecommerce ha due versioni della pagina prodotto (A e B). I tempi di sessione in secondi per 10 visitatori ciascuna sono:</p>


<pre class="wp-block-code"><code>versione_A <- c(45, 52, 48, 61, 55, 49, 53, 47, 58, 51)
versione_B <- c(42, 65, 44, 70, 50, 68, 55, 71, 49, 63)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Eseguiamo sia un t-test (parametrico) che un Wilcoxon (non parametrico) per vedere se la differenza è significativa:</p>


<pre class="wp-block-code"><code># Test parametrico (presuppone normalità)
t.test(versione_A, versione_B)

# Test non parametrico (basato sui ranghi)
wilcox.test(versione_A, versione_B)</code></pre>


<p class="wp-block-paragraph">Domande:</p>


<p class="wp-block-paragraph">1. <strong>I due test danno lo stesso verdetto (p &lt; 0,05)?</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">2. <strong>Quale dei due avrebbe più senso usare con soli 10 dati per gruppo?</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">3. <strong>Come cambierebbe la scelta se avessimo 100 visitatori per versione?</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Risposte:</strong></p>


<p class="wp-block-paragraph">1. Su questi dati specifici, il t-test dà p ≈ 0,12 (non significativo), mentre Wilcoxon dà p ≈ 0,16 (non significativo). Entrambi convergono — ma non è sempre così.</p>


<p class="wp-block-paragraph">2. Con n = 10 è difficile verificare la normalità. Il Wilcoxon è la scelta più prudente: non assume nulla sulla distribuzione e funziona bene anche con campioni piccoli.</p>


<p class="wp-block-paragraph">3. Con n = 100, il <a href="https://www.gironi.it/blog/il-teorema-del-limite-centrale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">teorema del limite centrale</a> garantisce che la media campionaria è approx. normale anche se i dati originali non lo sono. Il t-test diventa più giustificato — e più potente.</p>


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<h3 class="wp-block-heading" id="chiusura">Scegliere il test giusto</h3>


<p class="wp-block-paragraph">La scelta tra un test parametrico e uno non parametrico non dipende da quale sia "migliore" in assoluto, ma dalla <strong>natura dei dati</strong> e dalle <strong>ipotesi che siamo ragionevolmente disposti ad assumere</strong>.</p>


<p class="wp-block-paragraph">La regola pratica è:</p>


<ul class="wp-block-list">
<li>Se i dati sono <strong>normali</strong> (o il campione è grande) e le varianze sono <strong>omogenee</strong> → test parametrico (più potente).
</li>


<li>Se i dati non sono normali, il campione è piccolo, o ci sono <strong>outlier</strong> → test non parametrico (più robusto).
</li>


<li>In caso di dubbio, esegui <strong>entrambi</strong>: se convergono, la risposta è robusta. Se divergono, indaga perché.
</li>
</ul>


<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-eed7543b wp-block-group-is-layout-constrained">
<p><strong>Attenzione: la potenza non è tutto.</strong></p>
<p>Un test parametrico più potente non è sempre la scelta migliore. Se i dati violano le assunzioni (normalità, omoschedasticità), il p-value del test parametrico può essere inaffidabile — e ti esponi a un falso positivo o a un falso negativo. In questi casi un test non parametrico, pur meno potente, dà un risultato più onesto.</p>
<p>Per approfondire la scelta pratica tra test, vedi la <a href="https://www.gironi.it/blog/guida-ai-test-statistici-per-analisi-a-b/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guida ai test statistici per analisi A/B</a>, e per una trattazione sistematica delle condizioni di applicabilità, <a href="https://www.gironi.it/blog/effect-size-e-power-analysis-per-la-seo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">effect size e power analysis</a>.</p>
</div></div>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<h3 class="wp-block-heading">Per approfondire</h3>


<p class="wp-block-paragraph">Per orientarsi nella scelta tra test parametrici e non parametrici, con le condizioni di applicabilità di ciascuno, <a href="https://www.amazon.it/dp/8891910651?tag=consulenzeinf-21&#038;ascsubtag=test-statistici-parametrici-e-non-parametrici" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Statistica</em></a> di Newbold, Carlson e Thorne offre la copertura più sistematica disponibile in italiano.</p>
]]></content:encoded>
					
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