Lettera ai Galati

Lettera paolina autentica per unanime consenso da parte degli studiosi, composta con ogni probabilità tra l'anno 54 e il 57. Fornisce notizie interessanti sulla biografia di Paolo e sui suoi rapporti con Pietro e la comunità cristiana di Gerusalemme. Tema centrale è la giustificazione per mezzo della fede in Cristo, tema che sarà svolto più diffusamente nella Lettera ai Romani.

Indice del testo

Lettera ai Galati

Capitolo 1

1Paolo, apostolo (non dagli uomini né per mezzo d’alcun uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che l’ha risuscitato dai morti), 2e tutti i fratelli che sono meco, alle chiese della Galazia; 3grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signor nostro Gesù Cristo, 4che ha dato se stesso per i nostri peccati affin di strapparci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre, 5al quale sia la gloria né secoli dei secoli. Amen. 6Io mi maraviglio che così presto voi passiate da Colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. 7Il quale poi non è un altro vangelo; ma ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire l’Evangelo di Cristo. 8Ma quand’anche noi, quand’anche un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato, sia egli anatema. 9Come l’abbiamo detto prima d’ora, torno a ripeterlo anche adesso: se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema. 10Vado io forse cercando di conciliarmi il favore degli uomini, ovvero quello di Dio? O cerco io di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo. 11E invero, fratelli, io vi dichiaro che l’Evangelo da me annunziato non è secondo l’uomo; 12poiché io stesso non l’ho ricevuto né l’ho imparato da alcun uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo. 13Difatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quando ero nel giudaismo; come perseguitavo a tutto potere la Chiesa di Dio e la devastavo, 14e mi segnalavo nel giudaismo più di molti della mia età fra i miei connazionali, essendo estremamente zelante delle tradizioni dei miei padri. 15Ma quando Iddio, che m’aveva appartato fin dal seno di mia madre e m’ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque 16di rivelare in me il suo Figliuolo perch’io lo annunziassi fra i Gentili, io non mi consigliai con carne e sangue, 17e non salii a Gerusalemme da quelli che erano stati apostoli prima di me, ma subito me ne andai in Arabia; quindi tornai di nuovo a Damasco. 18Di poi, in capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; 19e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore. 20Ora, circa le cose che vi scrivo, ecco, nel cospetto di Dio vi dichiaro che non mentisco. 21Poi venni nelle contrade della Siria e della Cilicia; 22ma ero sconosciuto, di persona, alle chiese della Giudea, che sono in Cristo; 23esse sentivan soltanto dire: colui che già ci perseguitava, ora predica la fede, che altra volta cercava di distruggere. 24E per causa mia glorificavano Iddio.

Capitolo 2

1Poi, passati quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo anche Tito con me. 2E vi salii in seguito ad una rivelazione, ed esposi loro l’Evangelo che io predico fra i Gentili, ma lo esposi privatamente ai più ragguardevoli, onde io non corressi o non avessi corso in vano. 3Ma neppur Tito, che era con me, ed era greco, fu costretto a farsi circoncidere; 4e questo a cagione dei falsi fratelli, introdottisi di soppiatto, i quali s’erano insinuati fra noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, col fine di ridurci in servitù. 5Alle imposizioni di costoro noi non cedemmo neppur per un momento, affinché la verità del Vangelo rimanesse ferma tra voi. 6Ma quelli che godono di particolare considerazione (quali già siano stati a me non importa; Iddio non ha riguardi personali), quelli, dico, che godono maggior considerazione non m’imposero nulla di più; 7anzi, quando videro che a me era stata affidata la evangelizzazione degli incirconcisi, come a Pietro quella de’ circoncisi 8(poiché Colui che avea operato in Pietro per farlo apostolo della circoncisione aveva anche operato in me per farmi apostolo dei Gentili), 9e quando conobbero la grazia che m’era stata accordata, Giacomo e Cefa e Giovanni, che son reputati colonne, dettero a me ed a Barnaba la mano d’associazione perché noi andassimo ai Gentili, ed essi ai circoncisi; 10soltanto ci raccomandarono di ricordarci dei poveri; e questo mi sono studiato di farlo. 11Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare. 12Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. 13E gli altri Giudei si misero a simulare anch’essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. 14Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? 15Noi che siam Giudei di nascita e non peccatori di fra i Gentili, 16avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge, poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata. 17Ma se nel cercare d’esser giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, Cristo è Egli un ministro di peccato? Così non sia. 18Perché se io riedifico le cose che ho distrutte, mi dimostro trasgressore. 19Poiché per mezzo della legge io sono morto alla legge per vivere a Dio. 20Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me. 21Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente.

Capitolo 3

1O Galati insensati, chi v’ha ammaliati, voi, dinanzi agli occhi dei quali Gesù Cristo crocifisso è stato ritratto al vivo? 2Questo soltanto desidero sapere da voi: avete voi ricevuto lo Spirito per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede? 3Siete voi così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne? 4Avete voi sofferto tante cose invano? se pure è proprio invano. 5Colui dunque che vi somministra lo Spirito ed opera fra voi dei miracoli, lo fa Egli per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede? 6Siccome Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia, 7riconoscete anche voi che coloro i quali hanno la fede, son figliuoli d’Abramo. 8E la Scrittura, prevedendo che Dio giustificherebbe i Gentili per la fede, preannunziò ad Abramo questa buona novella: In te saranno benedette tutte le genti. 9Talché coloro che hanno la fede, sono benedetti col credente Abramo. 10Poiché tutti coloro che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica! 11Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede. 12Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: Chi avrà messe in pratica queste cose, vivrà per via di esse. 13Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno), 14affinché la benedizione d’Abramo venisse sui Gentili in Cristo Gesù, affinché ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso. 15Fratelli, io parlo secondo le usanze degli uomini: Un patto che sia stato validamente concluso, sia pur soltanto un patto d’uomo, nessuno l’annulla o vi aggiunge alcun che. 16Or le promesse furono fatte ad Abramo e alla sua progenie. Non dice: “E alla progenie”, come se si trattasse di molte; ma come parlando di una sola, dice: “E alla tua progenie”, ch’è Cristo. 17Or io dico: Un patto già prima debitamente stabilito da Dio, la legge, che venne quattrocento trent’anni dopo, non lo invalida in guisa da annullare la promessa. 18Perché, se l’eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla promessa; ora ad Abramo Dio l’ha donata per via di promessa. 19Che cos’è dunque la legge? Essa fu aggiunta a motivo delle trasgressioni, finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la promessa; e fu promulgata per mezzo d’angeli, per mano d’un mediatore. 20Ora, un mediatore non è mediatore d’uno solo; Dio, invece, è uno solo. 21La legge è essa dunque contraria alle promesse di Dio? Così non sia; perché se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la giustizia sarebbe venuta dalla legge; 22ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi alla fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti. 23Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi in custodia sotto la legge, in attesa della fede che doveva esser rivelata. 24Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. 25Ma ora che la fede è venuta, noi non siamo più sotto pedagogo; 26perché siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù. 27Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 29E se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abramo; eredi, secondo la promessa.

Capitolo 4

1Or io dico: Fin tanto che l’erede è fanciullo, non differisce in nulla dal servo, benché sia padrone di tutto; 2ma è sotto tutori e curatori fino al tempo prestabilito dal padre. 3Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo tenuti in servitù sotto gli elementi del mondo; 4ma quando giunse la pienezza de’ tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione di figliuoli. 6E perché siete figliuoli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre. 7Talché tu non sei più servo, ma figliuolo; e se sei figliuolo, sei anche erede per grazia di Dio. 8In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, voi avete servito a quelli che per natura non sono dèi; 9ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire? 10Voi osservate giorni e mesi e stagioni ed anni. 11Io temo, quanto a voi, d’essermi invano affaticato per voi. 12Siate come son io, fratelli, ve ne prego, perché anch’io sono come voi. 13Voi non mi faceste alcun torto; anzi sapete bene che fu a motivo di una infermità della carne che vi evangelizzai la prima volta; 14e quella mia infermità corporale che era per voi una prova, voi non la sprezzaste né l’aveste a schifo; al contrario, mi accoglieste come un angelo di Dio, come Cristo Gesù stesso. 15Dove son dunque le vostre proteste di gioia? Poiché io vi rendo questa testimonianza: che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi e me li avreste dati. 16Son io dunque divenuto vostro nemico dicendovi la verità? 17Costoro son zelanti di voi, ma non per fini onesti; anzi vi vogliono staccare da noi perché il vostro zelo si volga a loro. 18Or è una bella cosa essere oggetto dello zelo altrui nel bene, in ogni tempo, e non solo quando son presente fra voi. 19Figliuoletti miei, per i quali io son di nuovo in doglie finché Cristo sia formato in voi, 20oh come vorrei essere ora presente fra voi e cambiar tono perché son perplesso riguardo a voi! 21Ditemi: Voi che volete esser sotto la legge, non ascoltate voi la legge? 22Poiché sta scritto che Abramo ebbe due figliuoli: uno dalla schiava, e uno dalla donna libera; 23ma quello dalla schiava nacque secondo la carne; mentre quello dalla libera nacque in virtù della promessa. 24Le quali cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti, l’uno, del monte Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar. 25Infatti Agar è il monte Sinai in Arabia, e corrisponde alla Gerusalemme del tempo presente, la quale è schiava coi suoi figliuoli. 26Ma la Gerusalemme di sopra è libera, ed essa è nostra madre. 27Poich’egli è scritto: Rallegrati, o sterile che non partorivi! Prorompi in grida, tu che non avevi sentito doglie di parto! Poiché i figliuoli dell’abbandonata saranno più numerosi di quelli di colei che aveva il marito. 28Ora voi, fratelli, siete figliuoli della promessa alla maniera d’Isacco. 29Ma come allora colui ch’era nato secondo la carne perseguitava il nato secondo lo Spirito, così succede anche ora. 30Ma che dice la Scrittura? Caccia via la schiava e il suo figliuolo; perché il figliuolo della schiava non sarà erede col figliuolo della libera. 31Perciò, fratelli, noi non siamo figliuoli della schiava, ma della libera.

Capitolo 5

1Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi; state dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù! 2Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. 3E da capo protesto ad ogni uomo che si fa circoncidere, ch’egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. 4Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete scaduti dalla grazia. 5Poiché, quanto a noi, è in ispirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. 6Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l’incirconcisione hanno valore alcuno; quel che vale è la fede operante per mezzo dell’amore. 7Voi correvate bene; chi vi ha fermati perché non ubbidiate alla verità? 8Una tal persuasione non viene da Colui che vi chiama. 9Un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta. 10Riguardo a voi, io ho questa fiducia nel Signore, che non la penserete diversamente; ma colui che vi conturba ne porterà la pena, chiunque egli sia. 11Quanto a me, fratelli, s’io predico ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Lo scandalo della croce sarebbe allora tolto via. 12Si facessero pur anche evirare quelli che vi mettono sottosopra! 13Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un’occasione alla carne, ma per mezzo dell’amore servite gli uni agli altri; 14poiché tutta la legge è adempiuta in quest’unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso. 15Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non esser consumati gli uni dagli altri. 16Or io dico: Camminate per lo Spirito e non adempirete i desideri della carne. 17Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte fra loro; in guisa che non potete fare quel che vorreste. 18Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge. 19Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, 21sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali vi prevengo, come anche v’ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio. 22Il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza; 23contro tali cose non c’è legge. 24E quelli che son di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze. 25Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito. 26Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

Capitolo 6

1Fratelli, quand’anche uno sia stato còlto in qualche fallo, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato. 2Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo. 3Poiché se alcuno si stima esser qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso. 4Ciascuno esamini invece l’opera propria; e allora avrà motivo di gloriarsi rispetto a se stesso soltanto, e non rispetto ad altri. 5Poiché ciascuno porterà il suo proprio carico. 6Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l’ammaestra. 7Non v’ingannate; non si può beffarsi di Dio; poiché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. 8Perché chi semina per la propria carne, mieterà dalla carne corruzione; ma chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna. 9E non ci scoraggiamo nel far il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. 10Così dunque, secondo che ne abbiamo l’opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti. 11Guardate con che grosso carattere v’ho scritto, di mia propria mano. 12Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. 13Poiché neppur quelli stessi che son circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi gloriare della vostra carne. 14Ma quanto a me, non sia mai ch’io mi glori d’altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo. 15Poiché tanto la circoncisione che l’incirconcisione non son nulla; quel che importa è l’essere una nuova creatura. 16E su quanti cammineranno secondo questa regola siano pace e misericordia, e così siano sull’Israele di Dio. 17Da ora in poi nessuno mi dia molestia, perché io porto nel mio corpo le stimmate di Gesù. 18La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia col vostro spirito, fratelli. Amen.