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	<title>potenza &#8211; paologironi blog</title>
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	<link>https://www.gironi.it/blog</link>
	<description>Appunti sparsi di (retro) informatica, analisi dei dati, statistica, seo, e cose che cambiano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 07:46:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il test delle ipotesi: come stabilire se un risultato è dovuto al caso</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/il-test-delle-ipotesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 15:12:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[statistica]]></category>
		<category><![CDATA[alpha]]></category>
		<category><![CDATA[errore di seconda specie]]></category>
		<category><![CDATA[potenza]]></category>
		<category><![CDATA[test delle ipotesi]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo due title tag in A/B test su una pagina prodotto. La variante A genera 127 clic su 4.000 impression (CTR 3,17%), la variante B 152 clic su 4.000 impression (CTR 3,80%). Una differenza di 25 clic in più. È un risultato reale o semplice rumore del campione? Domande come questa — questa differenza è &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/il-test-delle-ipotesi/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il test delle ipotesi: come stabilire se un risultato è dovuto al caso"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo due title tag in A/B test su una pagina prodotto. La variante A genera 127 clic su 4.000 impression (CTR 3,17%), la variante B 152 clic su 4.000 impression (CTR 3,80%). Una differenza di 25 clic in più. È un risultato reale o semplice rumore del campione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande come questa — <em>questa differenza è dovuta al caso?</em> — nascono in continuazione in ogni attività basata su dati. Il <strong>test delle ipotesi</strong> è la procedura statistica che ci permette di rispondere con metodo, distinguendo i risultati dovuti a un fenomeno reale da quelli che sono soltanto effetto del caso.</p>



<span id="more-1190"></span>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di cosa parleremo</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="#che-cose-un-test-delle-ipotesi">Che cos&#8217;è un test delle ipotesi</a></li><li><a href="#ipotesi-nulla-e-alternativa">Cosa sono l&#8217;ipotesi nulla e l&#8217;ipotesi alternativa</a></li><li><a href="#errori-di-i-e-ii-tipo">Cosa sono gli errori di I e II tipo</a></li><li><a href="#test-a-una-coda-o-a-due-code">Test a una coda o a due code: quale scegliere</a></li><li><a href="#la-procedura-in-cinque-passaggi">Qual è la procedura in cinque passaggi</a></li><li><a href="#un-esempio-seo-ab-test-su-ctr">Un esempio SEO: l&#8217;A/B test sui title tag</a></li><li><a href="#il-p-value">Cosa ci dice il p-value</a></li><li><a href="#la-potenza-del-test">Cosa misura la potenza del test</a></li><li><a href="#la-dimensione-campionaria">Come determinare la dimensione campionaria</a></li><li><a href="#domande-frequenti">Domande frequenti</a></li><li><a href="#prova-tu">Prova tu</a></li><li><a href="#per-approfondire">Per approfondire</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In sintesi:</strong> il <strong>test delle ipotesi</strong> è una procedura statistica che risponde a una domanda precisa: il risultato che osserviamo nel campione è dovuto al caso oppure a un fenomeno reale? Si parte dall&#8217;ipotesi nulla (non c&#8217;è effetto), si raccolgono i dati e si calcola il p-value. Se il p-value scende sotto la soglia prefissata, il caso non è una spiegazione plausibile e rifiutiamo l&#8217;ipotesi nulla.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è un test delle ipotesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vita di tutti i giorni, dobbiamo spesso prendere decisioni basate su informazioni incomplete. Un nuovo title genera qualche clic in più: è il title a funzionare meglio, o è stata semplicemente una settimana fortunata?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>test delle ipotesi</strong> è una procedura statistica che ci consente di porre un quesito sulla base di informazioni campionarie, al fine di raggiungere una decisione basata sui dati.</p>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>In termini più chiari e diretti: la mia scoperta sperimentale è dovuta al caso? <strong>Il test delle ipotesi è una procedura statistica per verificare se il caso sia una spiegazione plausibile di un risultato sperimentale.</strong></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza tra <strong>probabilità</strong> e <strong>inferenza</strong> è il punto di partenza:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Se <strong>conosciamo i dati della popolazione</strong> e vogliamo sapere qual è la probabilità di un dato risultato, siamo nel campo della <em>probabilità</em>.</li><li>Se da un <strong>campione</strong> cerchiamo di risalire ai valori della popolazione, siamo nell&#8217;<em>inferenza</em>. Il test delle ipotesi è lo strumento principale dell&#8217;inferenza statistica.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="ipotesi-nulla-e-alternativa">Cosa sono l&#8217;ipotesi nulla e l&#8217;ipotesi alternativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel test delle ipotesi abbiamo sempre da soppesare due ipotesi. Lo <em>status quo</em> è chiamato <strong>ipotesi nulla</strong>, simbolo H₀. È l&#8217;ipotesi che non ci sia effetto, che non ci sia differenza, che tutto sia dovuto al caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che facciamo è testare l&#8217;ipotesi nulla contro un&#8217;<strong>ipotesi alternativa</strong>, simbolo Hₐ — che è, in genere, l&#8217;ipotesi a cui crediamo o che vogliamo dimostrare.</p>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p><em>N.B. In molti contesti sperimentali l&#8217;ipotesi alternativa rappresenta l&#8217;effetto che stiamo cercando di verificare.</em></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scegliamo poi un <strong>livello di significatività</strong> o <strong>alpha level</strong>, indicato con α. Lo standard comune è α = 0,05, che corrisponde a un <strong>livello di confidenza del 95%</strong>. In base all&#8217;alpha level possiamo stabilire la o le <strong>regioni critiche</strong>: le zone della distribuzione campionaria in cui, se cade il nostro risultato, rifiutiamo l&#8217;ipotesi nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se il valore che otteniamo cade in una regione critica, abbiamo evidenze statistiche sufficienti per rifiutare H₀ a favore di H₁.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="errori-di-i-e-ii-tipo">Cosa sono gli errori di I e II tipo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato del test, ovviamente, non costituisce una certezza. Possiamo incorrere in due tipi di errore:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Errore di I tipo</strong>: rifiutare l&#8217;ipotesi nulla quando in realtà è vera. La probabilità di commettere questo errore è esattamente α, il livello di significatività che abbiamo fissato.</li><li><strong>Errore di II tipo</strong>: non rifiutare l&#8217;ipotesi nulla quando in realtà è falsa. La probabilità di questo errore si indica con β, e dipende da diversi fattori (dimensione del campione, entità dell&#8217;effetto reale, livello di α).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il modo più chiaro per visualizzare i due tipi di errore è questa tabella:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/typeItypeIIerrors-1024x412.png" alt="Tabella errori I e II tipo"/><figcaption class="wp-element-caption">Tabella errori I e II tipo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il calcolo della probabilità di incorrere in un errore di II tipo non è diretto come quello dell&#8217;errore di I tipo. Lo affronteremo tra poco, quando parleremo di potenza del test.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="test-a-una-coda-o-a-due-code">Test a una coda o a due code: quale scegliere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il test può essere a <strong>una coda</strong>, quando l&#8217;ipotesi alternativa è direzionale (ad esempio &#8220;la media è maggiore di&#8221; oppure &#8220;la media è minore di&#8221;), oppure a <strong>due code</strong>, quando l&#8217;ipotesi alternativa è semplicemente &#8220;diverso da&#8221;:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/test-regioni-critiche.png" alt="Regioni critiche: una coda e due code"/><figcaption class="wp-element-caption">Regioni critiche: una coda e due code</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ipotesi a una coda, tutta la regione critica è concentrata su un lato della distribuzione. Nel test a due code, la regione critica è suddivisa in due code simmetriche, ciascuna con area α/2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta tra una coda e due code va fatta <strong>prima</strong> di raccogliere i dati, in base alla domanda di ricerca. Se vogliamo sapere solo se B è <em>diverso</em> da A, usiamo due code. Se vogliamo sapere se B è <em>migliore</em> di A, usiamo una coda (destra).</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-procedura-in-cinque-passaggi">Qual è la procedura in cinque passaggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sequenza operativa del test delle ipotesi si riassume in cinque passaggi:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Stabilisco l&#8217;ipotesi nulla H₀ e l&#8217;ipotesi alternativa Hₐ.</strong></li><li><strong>Fisso il livello di significatività α</strong> (di solito 0,05).</li><li><strong>Scelgo la distribuzione appropriata</strong>: normale (z) o t di Student.</li><li><strong>Raccolgo i dati e calcolo la statistica test.</strong></li><li><strong>Traggo le conclusioni</strong>: rifiuto o non rifiuto H₀.</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta tra distribuzione normale e t dipende da:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Conosco la deviazione standard σ della popolazione? Se sì, uso la normale.</li><li>Il campione è sufficientemente numeroso (n &gt; 30)? Se sì, posso usare la normale anche senza conoscere σ (grazie al <a href="https://www.gironi.it/blog/teorema-del-limite-centrale/">teorema del limite centrale</a>).</li><li>Se la risposta a entrambe è no, uso la <strong>distribuzione t di Student</strong>, di cui parliamo <a href="https://www.gironi.it/blog/la-distribuzione-t-e-il-test-delle-ipotesi/">nell&#8217;articolo dedicato</a>.</li></ul>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>n.b. quando il campione diventa numeroso, la distribuzione t approssima sempre di più la normale. Per n &gt; 30 la differenza è trascurabile.</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-esempio-seo-ab-test-su-ctr">Un esempio SEO: come leggere un A/B test sui CTR</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ripartiamo dall&#8217;esempio dell&#8217;inizio. Abbiamo messo in A/B test due title tag:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Variante A</strong>: 127 clic su 4.000 impression → CTR 3,17%</li><li><strong>Variante B</strong>: 152 clic su 4.000 impression → CTR 3,80%</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza è di 25 clic, pari a 0,63 punti percentuali. È un effetto reale o rumore?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguiamo i cinque passaggi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Ipotesi</h3>



<ul class="wp-block-list"><li>H₀: il CTR di B è uguale al CTR di A (differenza = 0)</li><li>Hₐ: il CTR di B è maggiore del CTR di A (differenza &gt; 0, test a una coda)</li></ul>



<h3 class="wp-block-heading">2. Livello di significatività</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fissiamo α = 0,05 (il livello standard).</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Distribuzione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per proporzioni, la distribuzione campionaria della differenza sotto H₀ è approssimativamente normale (il TLC ci garantisce che con n = 4.000 possiamo stare tranquilli). Usiamo il <strong>test z per due proporzioni</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Calcolo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In R:</p>



<pre class="wp-block-code"><code># Dati
n &lt;- 4000
clic_A &lt;- 127; clic_B &lt;- 152

# Proporzione pooled sotto H0
p0 &lt;- (clic_A + clic_B) / (2 * n)      # 0.034875

# Errore standard della differenza
se &lt;- sqrt(p0 * (1 - p0) * (1/n + 1/n))  # ~0.00410

# Z-score osservato
z_oss &lt;- (clic_B/n - clic_A/n) / se      # ~2.22
z_oss</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Output:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>[1] 2.224</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore z osservato è 2,22, cioè la differenza tra i due CTR si trova a più di due deviazioni standard dal valore atteso sotto H₀ (zero). La figura mostra la posizione del valore osservato rispetto alla distribuzione campionaria:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/test-pvalue.png" alt="Test z per differenza CTR"/><figcaption class="wp-element-caption">Test z per differenza CTR</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;area rossa a destra della linea blu tratteggiata è il <strong>p-value</strong>: la probabilità di osservare una differenza pari o superiore a quella ottenuta, assumendo che H₀ sia vera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Conclusione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il p-value è circa 0,013, inferiore alla soglia α = 0,05. <strong>Rifiutiamo l&#8217;ipotesi nulla</strong>: la differenza è statisticamente significativa. La variante B produce un CTR superiore alla variante A, e il caso non è una spiegazione plausibile del risultato.</p>



<pre class="wp-block-code"><code># Calcolo del p-value (test a una coda destra)
p_val &lt;- 1 - pnorm(z_oss)
p_val</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Output:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>[1] 0.0131</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo verificare il risultato anche con il comando built-in di R:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>prop.test(c(127, 152), c(4000, 4000), alternative = "greater", correct = FALSE)</code></pre>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-p-value">Cosa ci dice il p-value</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>p-value</strong> è la probabilità di ottenere un risultato uguale o più estremo di quello osservato, assumendo che l&#8217;ipotesi nulla sia vera. Un p-value piccolo indica che il risultato osservato è improbabile sotto H₀, e quindi ci porta a rifiutarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori critici di z per i livelli di significatività più comuni:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Livello α</th><th>Una coda</th><th>Due code</th></tr></thead><tbody><tr><td>0,05</td><td>±1,645</td><td>±1,960</td></tr><tr><td>0,01</td><td>±2,326</td><td>±2,576</td></tr></tbody></table></figure>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>Attenzione: il p-value non è la probabilità che H₀ sia vera. È la probabilità dei dati <em>dato</em> H₀, non la probabilità di H₀ <em>dati</em> i dati. La differenza è sottile ma fondamentale — ed è la stessa che separa l&#8217;inferenza frequentista da quella bayesiana.</p>
</div></div>



<div class="wp-block-group has-background" style="background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p><strong>Il test delle ipotesi non dimostra che H₀ sia vera o falsa.</strong> Misura soltanto quanto i dati osservati siano compatibili con H₀. Un p-value piccolo ci dice che i dati sono improbabili sotto H₀ — non che H₀ sia improbabile. È una distinzione epistemologica che sembra un vezzo da statistici, ma è il punto esatto in cui l&#8217;inferenza scientifica si separa dal prendere i desideri per realtà.</p>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-potenza-del-test">Cosa misura la potenza del test</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel test delle ipotesi la <strong>potenza</strong> è la probabilità di rifiutare correttamente l&#8217;ipotesi nulla quando è falsa. In formula: potenza = 1 − β, dove β è la probabilità di errore di II tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La potenza dipende da quattro fattori:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La dimensione dell&#8217;effetto</strong>: più l&#8217;effetto reale è grande, più facile rilevarlo</li><li><strong>La dimensione del campione</strong>: più dati abbiamo, maggiore è la potenza</li><li><strong>Il livello di significatività α</strong>: abbassare α riduce la potenza</li><li><strong>La variabilità dei dati</strong>: meno variabilità, maggiore potenza</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendiamo l&#8217;esempio del test su CTR. Il nostro test con n = 4.000 per variante ha rilevato una differenza di circa 0,63 punti percentuali. Ma se l&#8217;effetto reale fosse più piccolo, diciamo 0,3 punti percentuali, quanta potenza avremmo avuto?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2026/07/test-potenza.png" alt="Curva di potenza"/><figcaption class="wp-element-caption">Curva di potenza</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La curva mostra la potenza al variare del valore alternativo della proporzione (μₐ). Con n = 4.000 e α = 0,05, per rilevare una differenza corrispondente a μₐ = 4,5% (cioè una differenza di 1,5 punti percentuali), la potenza è circa il 76%. Per il nostro effetto osservato (3,80% ≈ 0,8 punti percentuali sopra il 3%), la potenza è più bassa, intorno al 50% — abbiamo cioè una probabilità su due di commettere un errore di II tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo aumentare la potenza, dobbiamo aumentare il campione. Il calcolatore di sample size ci aiuta a determinare quanti dati servono:</p>



<pre class="wp-block-code"><code># Potenza per diverse dimensioni campionarie
# Usando pwr package
library(pwr)
pwr.2p.test(h = ES.h(0.038, 0.0317),   # effect size per proporzioni
            n = 4000, sig.level = 0.05, alternative = "greater")</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Output:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>     Difference of proportion power calculation for binomial distribution

              h = 0.0497
              n = 4000
      sig.level = 0.05
          power = 0.5346
    alternative = greater</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">La potenza del nostro test è circa il 53%: poco sopra una moneta. Se l&#8217;effetto reale è di questa dimensione, abbiamo quasi una probabilità su due di non rilevarlo. Per arrivare all&#8217;80% di potenza (lo standard considerato accettabile), dovremmo quasi triplicare il campione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedi l&#8217;articolo dedicato a <a href="https://www.gironi.it/blog/effect-size-e-power-analysis/">effect size e power analysis</a> per una trattazione completa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-dimensione-campionaria">Come determinare la dimensione campionaria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di lanciare un test, possiamo determinare la dimensione del campione necessaria specificando:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Il valore atteso sotto H₀</li><li>Il valore alternativo che consideriamo importante</li><li>Il livello di significatività α</li><li>La potenza desiderata (di solito 80%)</li><li>La variabilità dei dati</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">In R, usando <code>pwr</code>:</p>



<pre class="wp-block-code"><code># Quante impression servono per rilevare una differenza
# da 3,2% a 3,8% con potenza 80%?
pwr.2p.test(h = ES.h(0.038, 0.032),
            power = 0.80, sig.level = 0.05,
            alternative = "greater")</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Output:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>     Difference of proportion power calculation

              h = 0.0336
              n = 13749.56
      sig.level = 0.05
          power = 0.80
    alternative = greater</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Servono circa <strong>13.750 impression per variante</strong> per avere l&#8217;80% di probabilità di rilevare una differenza di 0,6 punti percentuali di CTR. Questo è esattamente il tipo di analisi che va fatta <strong>prima</strong> di lanciare un test, non dopo aver visto i risultati. Puoi usare anche il nostro <a href="https://www.gironi.it/blog/calcolatore-sample-size-ab-test/">calcolatore di sample size</a> per fare queste valutazioni in modo interattivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="domande-frequenti">Domande frequenti</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è un test delle ipotesi?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il test delle ipotesi è una procedura statistica che verifica se il caso sia una spiegazione plausibile di un risultato osservato. Confrontiamo ciò che vediamo nel campione con ciò che ci aspetteremmo se l&#8217;ipotesi nulla fosse vera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa significa &#8220;statisticamente significativo&#8221;?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato è statisticamente significativo quando è poco probabile che sia dovuto al caso: in pratica, quando il p-value scende sotto il livello di significatività scelto, di solito α = 0,05. Attenzione però: la significatività statistica non misura l&#8217;importanza pratica del risultato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa differenzia l&#8217;ipotesi nulla da quella alternativa?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ipotesi nulla (H₀) afferma che non c&#8217;è effetto: le due versioni si comportano allo stesso modo. L&#8217;ipotesi alternativa (H₁) afferma che c&#8217;è una differenza. Il test non dimostra la verità di un&#8217;ipotesi: decide se i dati bastano a rifiutare H₀.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Che differenza c&#8217;è tra p-value e livello di significatività?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il livello di significatività α è la soglia che scegliamo in anticipo (di solito 0,05): è la probabilità massima di errore di I tipo che accettiamo. Il p-value è invece calcolato sui dati ed esprime la probabilità di osservare un risultato almeno così estremo, assumendo che H₀ sia vera. Rifiutiamo H₀ quando p-value ≤ α.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando serve una dimensione campionaria più grande?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per rilevare effetti piccoli, ottenere una potenza più alta (es. 90% invece di 80%) o ridurre il livello di significatività. Nell&#8217;esempio dell&#8217;articolo servono circa 13.750 impression per variante per rilevare un aumento di CTR da 3,2% a 3,8% con potenza 80%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il test delle ipotesi può sbagliare?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, in due modi: l&#8217;errore di I tipo (rifiutare H₀ quando è vera) e l&#8217;errore di II tipo (non rifiutare H₀ quando è falsa). Il livello α controlla il primo; la potenza del test, che vorremmo attorno all&#8217;80%, è la probabilità di evitare il secondo.</p>



<script type="application/ld+json">{"@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [{"@type": "Question", "name": "Che cos'è un test delle ipotesi?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il test delle ipotesi è una procedura statistica che verifica se il caso sia una spiegazione plausibile di un risultato osservato. Confrontiamo ciò che vediamo nel campione con ciò che ci aspetteremmo se l'ipotesi nulla fosse vera."}}, {"@type": "Question", "name": "Cosa significa \"statisticamente significativo\"?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Un risultato è statisticamente significativo quando è poco probabile che sia dovuto al caso: in pratica, quando il p-value scende sotto il livello di significatività scelto, di solito α = 0,05. Attenzione però: la significatività statistica non misura l'importanza pratica del risultato."}}, {"@type": "Question", "name": "Cosa differenzia l'ipotesi nulla da quella alternativa?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "L'ipotesi nulla (H₀) afferma che non c'è effetto: le due versioni si comportano allo stesso modo. L'ipotesi alternativa (H₁) afferma che c'è una differenza. Il test non dimostra la verità di un'ipotesi: decide se i dati bastano a rifiutare H₀."}}, {"@type": "Question", "name": "Che differenza c'è tra p-value e livello di significatività?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Il livello di significatività α è la soglia che scegliamo in anticipo (di solito 0,05): è la probabilità massima di errore di I tipo che accettiamo. Il p-value è invece calcolato sui dati ed esprime la probabilità di osservare un risultato almeno così estremo, assumendo che H₀ sia vera. Rifiutiamo H₀ quando p-value ≤ α."}}, {"@type": "Question", "name": "Quando serve una dimensione campionaria più grande?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Per rilevare effetti piccoli, ottenere una potenza più alta (es. 90% invece di 80%) o ridurre il livello di significatività. Nell'esempio dell'articolo servono circa 13.750 impression per variante per rilevare un aumento di CTR da 3,2% a 3,8% con potenza 80%."}}, {"@type": "Question", "name": "Il test delle ipotesi può sbagliare?", "acceptedAnswer": {"@type": "Answer", "text": "Sì, in due modi: l'errore di I tipo (rifiutare H₀ quando è vera) e l'errore di II tipo (non rifiutare H₀ quando è falsa). Il livello α controlla il primo; la potenza del test, che vorremmo attorno all'80%, è la probabilità di evitare il secondo."}}]}</script>



<h2 class="wp-block-heading" id="prova-tu">Prova tu</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un test A/B su una landing page ha raccolto i seguenti dati:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Versione A</strong>: 84 conversioni su 3.200 sessioni (tasso 2,62%)</li><li><strong>Versione B</strong>: 106 conversioni su 3.200 sessioni (tasso 3,31%)</li></ul>



<ol class="wp-block-list"><li>Formula le ipotesi nulla e alternativa per un test a una coda (destra).</li><li>Calcola lo z-score e il p-value in R (suggerimento: <code>prop.test</code>).</li><li>La differenza è statisticamente significativa al livello α = 0,05?</li><li>Con 3.200 sessioni per variante, quale potenza ha il test per rilevare un effetto di 0,7 punti percentuali? (suggerimento: <code>pwr.2p.test</code>)</li><li>Quante sessioni servirebbero per avere una potenza dell&#8217;80%?</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading" id="per-approfondire">Per approfondire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per una trattazione completa e rigorosa del test delle ipotesi, con esercizi e tutti i passaggi formali, il manuale di riferimento in italiano è <a href="https://www.amazon.it/dp/8891910651?tag=consulenzeinf-21&amp;ascsubtag=il-test-delle-ipotesi" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Statistica</em></a> di Newbold, Carlson e Thorne. Per un approccio più applicato e direttamente utilizzabile in ambito SEO, vedi anche <a href="https://www.amazon.it/dp/1108724264?tag=consulenzeinf-21&amp;ascsubtag=il-test-delle-ipotesi" rel="nofollow sponsored noopener" target="_blank"><em>Trustworthy Online Controlled Experiments</em></a> di Kohavi, Tang e Xu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo fa parte del percorso <a href="https://www.gironi.it/blog/inferenza-statistica/">«L&#8217;inferenza statistica»</a>, la guida ragionata agli articoli su test, intervalli di confidenza e presa di decisioni basate sui dati.</p>
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