Il Sutra del Cuore

Brevissimo (soli 14 versi nella versione in sanscrito) ma di estrema densità concettuale, il Sutra del cuore della perfezione della saggezza, o Sutra del Cuore, è parte della Prajnaparamita Sutra, insieme di testi fondamentali per il buddismo Mahayana. Tema centrale è la fondamentale dottrina del vacuità, sunyata . Di straordinaria diffusione e importanza è la conclusione, il celebre Mantra Gate, gate, paragate, parasamgate, bodhi, svaha . Sutra di grande fascino e straordinaria profondità, ha conosciuto e conosce ampissima diffusione in Cina, Giappone, Vietnam, India. Tich Nath Hahn ha scritto un celebre commento, così come Il Dalai Lama. In occidente, questo sutra fa spesso la sua apparizione in contesti anche sorprendenti. Cito a mo' d'esempio il poeta Allen Ginsberg che canta il sutra in un brano ( Ghetto Defendant ) della band punk inglese The Clash . Gli amanti del cinema ricorderanno poi la toccante scenda del film "Il piccolo Budda" di Bernardo Bertolucci in cui questo sutra viene recitato. Si riporta la versione breve del sutra, nella traduzione in italiano, sanscrito translitterato e giapponese (nella forma adatta al canto)

Il Sutra del Cuore (Prajnaparamita Hrdaya)

Immerso nella saggezza suprema davanti a monaci e Bodhisattva riuniti, Kannon (Avalokitesvara) Bodhisattva della compassione, risponde all’allievo Shariputra insegnando la dottrina del vuoto.

Oh Shariputra, la forma non è che vuoto, il vuoto non è che forma;

ciò che è forma è vuoto, ciò che è vuoto è forma;

lo stesso è per sensazione, percezione, discriminazione e coscienza.

Tutte le cose sono vuote apparizioni, Shariputra.

Non sono nate, non sono distrutte, non sono macchiate, non sono pure;

non aumentano e non decrescono.

Perciò nella vacuità non c’è forma né sensazione, né percezione, né discriminazione, né coscienza;

Non ci sono occhi né orecchi, naso, lingua, corpo, mente;

Non ci sono forma né suono, odore, gusto, tatto, oggetti;

né c’è un regno del vedere,

e così via fino ad arrivare a nessun regno della coscienza;

non vi è conoscenza, né ignoranza,

né fine della conoscenza, né fine dell’ignoranza,

e così via fino ad arrivare a né vecchiaia né morte;

né estinzione di vecchiaia e morte;

non c’è sofferenza, karma, estinzione, via;

non c’è saggezza né realizzazione.

Dal momento che non si ha nulla da conseguire, si è un bodhisattva.

Poiché ci si è interamente affidati alla prajna paramita,

la mente non conosce ostacoli;

dal momento che la mente non conosce ostacoli

non si conosce la paura, si è oltre il pensiero illusorio,

e si raggiunge il Nirvana.

Poiché tutti i Buddha

del passato, del presente e del futuro

si affidano interamente alla prajna paramita, conseguono la suprema illuminazione.

Sappi dunque che la prajna paramita è il grande mantra,

il mantra più alto,

il mantra supremo e incomparabile,

capace di placare ogni sofferenza.

Ciò è vero.

Non è falso.

Perciò io recito il mantra della prajna paramita,

Che dice:

Gate, gate, paragate, parasamgate, bodhi, svaha!

(andate, andate, andate insieme all’altra sponda, completamente sull’altra sponda, benvenuto risveglio!)

Il Sutra del Cuore(nella traduzione di Thich Nhat Hanh)

Avalokiteshvara,

essendosi immerso nella pratica della comprensione profonda

che ci conduce all’altra riva,

all’improvviso scoprì

che i cinque skandha sono tutti ugualmente vuoti,

e con questa realizzazione

superò ogni sofferenza.

“Ascolta, Shariputra:

questo stesso corpo è il vuoto

e il vuoto stesso è questo corpo.

Questo corpo non è altro che il vuoto

e il vuoto non è altro che questo corpo.

Lo stesso vale per le sensazioni,

le percezioni, le formazioni mentali

e la coscienza.

Ascolta, Shariputra:

tutti i fenomeni portano il marchio del vuoto;

la loro vera natura e’ la natura

della non-nascita e non-morte

del non-essere e del non non-essere,

della non-impurita’ e della non-purezza,

della non-crescita e della non-decrescita.

Questo è il motivo per cui nel vuoto

il corpo, le sensazioni, le percezioni,

le formazioni mentali e la coscienza

non sono entità con un sé separato.

I diciotto regni dei fenomeni –

ovvero i sei organi di senso,

i sei oggetti dei sensi,

e le sei coscienze – a loro volta

non sono entità con un sé separato.

I dodici anelli della genesi interdipendente

e la loro estinzione, a loro volta

non sono entità con un sé separato.

La sofferenza, le cause della sofferenza,

la fine della sofferenza, il Sentiero,

la comprensione profonda e la realizzazione,

a loro volta non sono entità con un sé separato

Chiunque sia in grado di vederlo,

non ha più bisogno di realizzare nulla.

I Bodhisattva che praticano

la comprensione profonda che ci conduce all’altra riva

non vedono più alcun ostacolo nella loro mente,

e poiché non esiste più

alcun ostacolo nella loro mente,

possono superare ogni paura,

distruggere ogni percezione erronea

e realizzare il Perfetto Nirvana.

Tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro,

praticando la comprensione profonda che ci conduce all’altra riva,

sono in grado di realizzare

l’Illuminazione autentica e perfetta.

Quindi, Shariputra, si sappia

che la comprensione profonda che ci conduce all’altra riva

è un grande mantra,

è il mantra che più illumina,

il mantra supremo,

il mantra incomparabile,

la vera Saggezza che ha il potere

di porre fine ad ogni tipo di sofferenza.

Proclamiamo quindi

un mantra per lodare

la comprensione profonda che ci conduce all’altra riva:

Gate gate paragate parasamgate bodhi svaha!

[Traduzione in italiano di Diana Petech e Adriana Rocco]

Prajnaparamita hridaya sutra

aryavalokitesvaro bodhisattvo

gambhiram prajnaparamita caryam caramano vyavalokayati

sma panca skandhas tams ca sva bhava sunyam

pasyati sma iha sariputra

rupam sunyata va rupam rupan na prithak

sunyata sunyataya na prithag rupam

yad rupam sa sunyata ya sunyata sa rupam

evam eva vedana samjna samskara vijnanam

iha sariputra sarva dharma sunyata

laksana anutpanna anruddha avmala anuna aparpurna

ta sariputra sunyatayam

na rupam na vedana na samjna na samskara na vijnana

na caksuh srotam na ghrana jihva kaya manah

na rupa sabda gandha rasa spistavya dharmah

na caksur dhatur ya van na mano vijnanam dhatur

na vidya na vidya na vidya ksayo va vidya ksayo

ya van jaramaranam na jaramarana ksayo

na duhkha samudaya nirdoha margajna

na jnanam na prapti na bhismaya tasmai na prapti

tvad bodhisattva prajnaparamita asritya

viha ratya citta varano vidya ksayo na vidya ksayo

ya van jaramaranam na jaramarana ksayo

na duhkha samudaya nirodha margajna

na jnanam na prapti na bhismaya tasmai na prapti

tvad bodhisattvanam prajnaparamita asritya

viha ratya citta varano citta varano

na siddhitvad atrasto vipa ryasa ti kranto

ni stha nirvana tya dha vyava sthitah

sarva buddhah prajnaparamitam asritya

(a?)nuttaram samyaksambodhim abdhisambuddhah

ta smai jnata vyam

prajnaparamitamahamantram mahavidyamantram

anuttaramantram asamasama mantram

sarva duhkha prasa manam sa tyam ami thyatvat

prajnaparamitayam ukto mantrah tadyatha

GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA

Maka Han Nya Hara Mita Shin Gyo

KAN JI ZAI BO SA GYO JIN HAN-NYA HA RA MI TA JI

SHO KEN GO ON KAI KU DO IS-SAI KU YAKU

SHA RI SHI SHIKI FU I KU KU FU I SHIKI

SHIKI SOKU ZE KU KU SOKU ZE SHIKI

JU SO GYO SHIKI YAKU BU NYO ZE

SHA RI SHI ZE SHO HO KU SO FU SHO FU METSU

FU KU FUJO FU ZO FU GEN

ZE KO KU CHU MU SHIKI MU JU SO GYO SHIKI

MU GEN-NI BI ZES-SHIN I

MU SHIKI SHO KO MI SOKU HO

MU GEN KAI NAI SHI MU I SHIKI KAI

MU MU MYO YAKU MU MU MYO JIN NAI SHI

MU RO SHI YAKU MU RO SHI JIN

MU KU SHU METSU DO

MU CHI YAKU MU TOKU I MU SHO TOK’-KO

BO DAI SAT-TA E HAN-NYA HA RA MI TA KO

SHIM-MU KEI GE MU KEI GE KO MU U KU FU

ON RI IS-SAI TEN DO MU SO KU GYO NE HAN

SAN ZE SHO BUTSU E HAN-NYA HA RA MI TA KO

TOKU A NOKU TA RA SAM-MYAKU SAM-BO DAI

KO CHI HAN-NYA HA RA MI TA

ZE DAI JIN SHU ZE DAI MYO SHU

ZE MU JO SHU ZE MU TO TO SHU

NO JO IS-SAI KU SHIN JITSU FU KO

KO SETSU HAN-NYA HA RA MI TA SHU

SOKU SETSU SHU WATSU

GYA TEI GYA TEI HA RA GYA TEI HARA SO GYA TEI

BO JI SOWA KA HAN-NYA SHIN GYO