  {"id":988,"date":"2006-05-03T12:13:04","date_gmt":"2006-05-03T11:13:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/?p=988"},"modified":"2024-09-20T14:12:28","modified_gmt":"2024-09-20T13:12:28","slug":"un-vermeer-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/un-vermeer-a-roma\/","title":{"rendered":"Un Vermeer a Roma"},"content":{"rendered":"\n<p>E cosi\u2019 e\u2019 arrivato. Abbiamo mandato ad Amsterdam&nbsp;<em>Giuditta e Oloferne<\/em> di Caravaggio e il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.rijksmuseum.nl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Rijksmuseum<\/strong><\/a><strong>,&nbsp;<\/strong>ci ha prestato per qualche settimana un Vermeer.<\/p>\n\n\n\n<p>Potevano scegliere tra quattro tele.<br>Ho sperato, fortissimamente sperato nella&nbsp;<em>Lattaia<\/em>&nbsp;o nella&nbsp;<em>Stradetta<\/em>. E\u2019 arrivata&nbsp;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Vermeer,_Johannes_-_The_Loveletter.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>la Lettera d\u2019amore<\/em><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un segnale, per rilanciare Palazzo Barberini, recita il comunicato stampa. Sara\u2019. Oggi mi sembra che il museo sia sempre il solito. Tutto in due sale. Le luci sbagliate. I quadri appesi lassu\u2019\u2026 (l\u2019<em>Erasmo da Rotterdam<\/em>&nbsp;di Metsys quasi invisibile). Al posto del Giuditta e Oloferne hanno piazzato il&nbsp;<em>Narciso.&nbsp;<\/em>Il cartello esplicativo e\u2019 appoggiato per terra. Sul muro, i buchi.Sono solo davanti al Vermeer. E\u2019 un privilegio del quale posso godere solo qui, in questo museo cosi\u2019 bello, cosi\u2019 abbandonato. Lo amo anche per questo, egoisticamente. Qui entro e sento di poter&nbsp;<em>possedere<\/em>&nbsp;tutto. Niente turisti, assistenti museali che parlottano tra di loro, atmosfera di casa.<br>L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019era della riproducibilita\u2019 tecnica mostra ancora una volta la sua unicita\u2019.<br>Le riproduzioni fotografiche differiscono sempre in modo impressionante dall\u2019originale. Sarei tentato di dire che non servono a niente, ma esagererei.<br>Eccolo li\u2019, Vermeer. C\u2019e\u2019 la sua firma ben visibile. E il suo mondo consueto: la giacca gialla bordata d\u2019ermellino, la solita sedia, il solito pavimento a quadroni, la solita tenda, anche se dipinta con minor cura rispetto all\u2019<em>Atelier di pittura<\/em>. E poi, come altre volte, una lettera che stupisce o toglie il fiato. I quadri nel quadro. Lo sguardo focalizzato sulle donne protagoniste della scena, grazie al punto di vista che passa attraverso una porta. Una carta geografica, ma sbiadita contro un muro in penombra. Spartiti gettati alla rinfusa. Un paio di zoccoli e un cuscino. L\u2019espressione della donna che riceve la lettera e\u2019 artificiosa, quasi manierata nelle foto. Tutt\u2019altro nel quadro. Vi si legge speranza, ansia, attesa. Un espressione bellissima. E\u2019 un quadro in cui perdersi. E io mi ci perdo.\n\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E cosi\u2019 e\u2019 arrivato. Abbiamo mandato ad Amsterdam&nbsp;Giuditta e Oloferne di Caravaggio e il&nbsp;Rijksmuseum,&nbsp;ci ha prestato per qualche settimana un Vermeer. Potevano scegliere tra quattro tele.Ho sperato, fortissimamente sperato nella&nbsp;Lattaia&nbsp;o nella&nbsp;Stradetta. E\u2019 arrivata&nbsp;la Lettera d\u2019amore. Un segnale, per rilanciare Palazzo Barberini, recita il comunicato stampa. Sara\u2019. 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