  {"id":2983,"date":"2023-03-29T20:18:08","date_gmt":"2023-03-29T19:18:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/?p=2983"},"modified":"2026-03-11T15:43:52","modified_gmt":"2026-03-11T14:43:52","slug":"il-metodo-montecarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/il-metodo-montecarlo\/","title":{"rendered":"Il Metodo Montecarlo spiegato in modo semplice e applicato a casi reali"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos&#8217;&egrave; il metodo Monte Carlo<\/h2>\n\n\n\n<p>La storia del metodo Monte Carlo comincia nel modo pi&ugrave; improbabile: con un matematico a letto che gioca a carte. Nel 1946, <strong>Stanis&#322;aw Ulam<\/strong>, matematico polacco in convalescenza dopo un intervento chirurgico, si ritrov&ograve; a giocare a solitario per passare il tempo. Da matematico qual era, si chiese: quante probabilit&agrave; ho di vincere una partita?<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema, sulla carta, era risolvibile: bastava enumerare tutte le possibili combinazioni di carte e contare quelle favorevoli. In pratica, per&ograve;, il numero di combinazioni era talmente enorme da rendere il calcolo analitico impraticabile. Ulam ebbe allora un&rsquo;intuizione tanto semplice quanto potente: <strong>anzich&eacute; calcolare la probabilit&agrave; esatta, perch&eacute; non simulare centinaia di partite e contare quante volte si vince?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&rsquo;idea &egrave; disarmante nella sua semplicit&agrave;. Se giochiamo 1.000 partite e ne vinciamo 230, possiamo stimare la probabilit&agrave; di vittoria intorno al 23%. Pi&ugrave; partite simuliamo, pi&ugrave; la stima si avvicina al valore reale. Questo &egrave;, in essenza, il <strong>metodo Monte Carlo<\/strong>: usare la simulazione casuale per risolvere problemi che sarebbero troppo complessi da affrontare analiticamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulam condivise l&rsquo;idea con il collega <strong>John von Neumann<\/strong>, probabilmente il pi&ugrave; brillante matematico del XX secolo, che ne intravide immediatamente il potenziale. Von Neumann cap&igrave; che l&rsquo;<strong>ENIAC<\/strong> &mdash; uno dei primissimi computer elettronici, che occupava un&rsquo;intera stanza &mdash; poteva eseguire migliaia di simulazioni in tempi ragionevoli. Insieme svilupparono il metodo per un problema ben pi&ugrave; serio del solitario: la <strong>diffusione dei neutroni<\/strong> nelle bombe atomiche, nell&rsquo;ambito del progetto Manhattan a Los Alamos.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome &ldquo;Monte Carlo&rdquo; fu scelto come nome in codice, un riferimento al celebre <strong>casin&ograve; di Monte Carlo<\/strong> a Monaco. La leggenda vuole che l&rsquo;ispirazione venisse dallo zio di Ulam, noto giocatore d&rsquo;azzardo. In fondo, il cuore del metodo &egrave; proprio il caso: generare numeri casuali per esplorare spazi di possibilit&agrave; troppo vasti per essere percorsi sistematicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quei primi esperimenti nucleari degli anni &rsquo;40, il metodo Monte Carlo si &egrave; diffuso in ogni campo della scienza e dell&rsquo;ingegneria. Oggi &egrave; uno degli strumenti computazionali pi&ugrave; utilizzati al mondo, dalla fisica delle particelle alla finanza, dal rendering cinematografico alla scoperta di nuovi farmaci. Vediamo come funziona.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Concetti preliminari di base<\/h2>\n\n\n\n<p>Il fondamento del metodo Monte Carlo poggia su un principio statistico che abbiamo gi&agrave; incontrato in altri articoli: la <strong>legge dei grandi numeri<\/strong>. In termini semplici, questa legge ci dice che la media di un campione casuale si avvicina alla media della popolazione man mano che il campione cresce. Tradotto nel linguaggio Monte Carlo: <strong>pi&ugrave; simulazioni eseguiamo, pi&ugrave; il risultato sar&agrave; accurato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per eseguire una simulazione Monte Carlo abbiamo bisogno di <strong>numeri casuali<\/strong>. In realt&agrave;, i computer non generano numeri veramente casuali: utilizzano algoritmi deterministici che producono sequenze di <strong>numeri pseudo-casuali<\/strong>, con propriet&agrave; statistiche indistinguibili dal caso reale. In R, ad esempio, la funzione <code>runif()<\/code> genera numeri uniformemente distribuiti tra 0 e 1.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto cruciale &egrave; il <strong>tasso di convergenza<\/strong>. L&rsquo;errore della stima Monte Carlo diminuisce come <strong>1\/&radic;n<\/strong>, dove n &egrave; il numero di simulazioni. Questo significa che per dimezzare l&rsquo;errore dobbiamo quadruplicare le simulazioni; per ottenere una cifra decimale in pi&ugrave; di precisione, servono 100 volte pi&ugrave; iterazioni. Non &egrave; particolarmente efficiente, ma la bellezza del metodo sta nel fatto che <strong>funziona indipendentemente dalla complessit&agrave; del problema<\/strong>: che il problema abbia 2 o 2.000 variabili, il tasso di convergenza resta lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Va sempre tenuto bene a mente: nella pratica quotidiana dobbiamo bilanciare la <strong>precisione desiderata<\/strong> con le <strong>risorse computazionali disponibili<\/strong>. Aumentare il numero di simulazioni comporta un costo in termini di tempo di calcolo. Fortunatamente, i computer moderni rendono questo compromesso molto pi&ugrave; favorevole rispetto ai tempi dell&rsquo;ENIAC.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il metodo Monte Carlo in azione<\/h2>\n\n\n\n<p>Vediamo concretamente come si applica il metodo Monte Carlo. Il procedimento si articola in quattro passi fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Definire il modello.<\/strong> Per prima cosa, identifichiamo le variabili del problema e le distribuzioni di probabilit&agrave; che le governano. Ad esempio, se vogliamo simulare il rendimento di un investimento, il modello includer&agrave; il rendimento atteso (media) e la volatilit&agrave; (deviazione standard), assumendo tipicamente una distribuzione normale dei rendimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Generare scenari casuali.<\/strong> Utilizzando un generatore di numeri pseudo-casuali, produciamo migliaia di scenari possibili. Ogni scenario rappresenta una &ldquo;storia alternativa&rdquo;: un modo in cui le cose potrebbero andare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Calcolare il risultato per ogni scenario.<\/strong> Per ciascuno scenario, applichiamo il modello e otteniamo un risultato. Se stiamo simulando un investimento, il risultato sar&agrave; il valore finale del portafoglio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. Aggregare i risultati.<\/strong> Infine, analizziamo l&rsquo;insieme dei risultati: calcoliamo la media, la mediana, i percentili. Questo ci d&agrave; non solo una stima del risultato atteso, ma un&rsquo;intera <strong>distribuzione delle possibilit&agrave;<\/strong>. Ed &egrave; qui che il Monte Carlo brilla: non ci dice solo &ldquo;quanto probabilmente guadagneremo&rdquo;, ma anche &ldquo;quanto potremmo perdere nel caso peggiore&rdquo;.<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo un esempio al volo per chiarire il concetto della convergenza. Immaginiamo di lanciare una moneta e di voler stimare la probabilit&agrave; che esca testa. Dopo 10 lanci potremmo ottenere 7 teste (70%), una stima molto lontana dal vero 50%. Dopo 100 lanci saremo pi&ugrave; vicini, forse 53%. Dopo 10.000 lanci, la nostra stima sar&agrave; molto vicina al 50%. Questo &egrave; il Monte Carlo in azione: sostituiamo un calcolo teorico con un esperimento ripetuto migliaia di volte.<\/p>\n\n\n\n<p>La potenza del metodo risiede nella sua <strong>flessibilit&agrave;<\/strong>. Mentre i metodi analitici richiedono formule chiuse (che spesso non esistono per problemi complessi), il Monte Carlo richiede solo di saper simulare il processo. Se riusciamo a scrivere un programma che genera uno scenario, il Monte Carlo ci d&agrave; la distribuzione dei risultati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esempi pratici: stima di &pi; e portafoglio azionario<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Esempio 1: stimare il valore di &pi;<\/h3>\n\n\n\n<p>L&rsquo;esempio pi&ugrave; classico e didatticamente efficace del metodo Monte Carlo &egrave; la <strong>stima del numero &pi;<\/strong>. L&rsquo;idea &egrave; elegante: consideriamo un quadrato di lato 2 con un cerchio di raggio 1 inscritto al suo interno. L&rsquo;area del quadrato &egrave; 4, l&rsquo;area del cerchio &egrave; &pi;. Se generiamo punti casuali all&rsquo;interno del quadrato, la proporzione di punti che cadono dentro il cerchio sar&agrave; approssimativamente &pi;\/4.<\/p>\n\n\n\n<p>Calcoliamo in R con 100.000 punti:<\/p>\n\n\n\n<pre><code class=\"language-r\">set.seed(123)\nn &lt;- 100000\nx &lt;- runif(n, -1, 1)\ny &lt;- runif(n, -1, 1)\ninside &lt;- (x^2 + y^2) &lt;= 1\npi_estimate &lt;- 4 * sum(inside) \/ n\npi_estimate\n# [1] 3.13956<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Lo stesso in Python:<\/p>\n\n\n\n<pre><code class=\"language-python\">import random\nrandom.seed(123)\nn = 100000\ninside = sum(1 for _ in range(n)\n             if random.uniform(-1, 1)**2 + random.uniform(-1, 1)**2 &lt;= 1)\npi_estimate = 4 * inside \/ n\nprint(pi_estimate)\n# 3.14268<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Con 100.000 punti otteniamo gi&agrave; una stima ragionevole, ma non precisissima: siamo alla seconda cifra decimale. Come dicevamo, per ottenere un&rsquo;altra cifra di precisione servirebbero circa 100 volte pi&ugrave; punti. Sembra difficile? In realt&agrave;, &egrave; davvero un giochetto da ragazzi &mdash; il computer fa tutto il lavoro pesante.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Esempio 2: stima del rendimento di un portafoglio azionario<\/h3>\n\n\n\n<p>Passiamo a un esempio pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; operativa. Supponiamo di avere un portafoglio composto da tre azioni con le seguenti caratteristiche:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"wp-block-table\">\n<thead>\n<tr><th>Azione<\/th><th>Rendimento atteso<\/th><th>Deviazione standard<\/th><th>Peso nel portafoglio<\/th><\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr><td>A<\/td><td>8%<\/td><td>12%<\/td><td>40%<\/td><\/tr>\n<tr><td>B<\/td><td>10%<\/td><td>15%<\/td><td>30%<\/td><\/tr>\n<tr><td>C<\/td><td>12%<\/td><td>18%<\/td><td>30%<\/td><\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Vogliamo stimare la probabilit&agrave; che il rendimento del portafoglio superi il 10%. Simuliamo in R con 10.000 scenari:<\/p>\n\n\n\n<pre><code class=\"language-r\">set.seed(42)\nsim_A &lt;- rnorm(10000, mean = 0.08, sd = 0.12)\nsim_B &lt;- rnorm(10000, mean = 0.10, sd = 0.15)\nsim_C &lt;- rnorm(10000, mean = 0.12, sd = 0.18)\nsim_portafoglio &lt;- 0.4 * sim_A + 0.3 * sim_B + 0.3 * sim_C\nprob_risultato &lt;- mean(sim_portafoglio &gt;= 0.10)\nprob_risultato\n# [1] 0.4504<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Lo stesso in Python:<\/p>\n\n\n\n<pre><code class=\"language-python\">import random\nrandom.seed(42)\nn = 10000\ncount = 0\nfor _ in range(n):\n    a = random.gauss(0.08, 0.12)\n    b = random.gauss(0.10, 0.15)\n    c = random.gauss(0.12, 0.18)\n    ptf = 0.4 * a + 0.3 * b + 0.3 * c\n    if ptf &gt;= 0.10:\n        count += 1\nprint(count \/ n)\n# 0.4479<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Il risultato ci dice che c&rsquo;&egrave; circa il 45% di probabilit&agrave; di superare il 10% di rendimento. Notiamo come il Monte Carlo ci restituisca non un singolo numero, ma un&rsquo;intera distribuzione: potremmo facilmente calcolare anche il rendimento mediano, il peggior scenario al 5&deg; percentile, la probabilit&agrave; di perdita, e cos&igrave; via.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Simulatore Monte Carlo<\/h2>\n\n\n\n<p>Per rendere il concetto ancora pi&ugrave; tangibile, abbiamo costruito un <strong>simulatore interattivo<\/strong> che applica il metodo Monte Carlo alla previsione del valore futuro di un investimento. Il modello alla base &egrave; il <strong>Geometric Brownian Motion<\/strong> (GBM), lo stesso utilizzato nel celebre modello di Black-Scholes per il pricing delle opzioni finanziarie.<\/p>\n\n\n\n<p>In termini intuitivi, il prezzo futuro di un asset si calcola come il prezzo corrente moltiplicato per una crescita casuale. La formula &egrave;:<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center;\"><strong>S(t+1) = S(t) &times; exp((&#956; &minus; &#963;&sup2;\/2) + &#963; &times; Z)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>dove <strong>&#956;<\/strong> &egrave; il rendimento atteso annuo (la &ldquo;crescita media&rdquo;), <strong>&#963;<\/strong> &egrave; la volatilit&agrave; (quanto il prezzo oscilla, la nostra misura di incertezza), e <strong>Z<\/strong> &egrave; un numero casuale con distribuzione normale. Ogni simulazione genera un percorso diverso: alcuni scenari vedranno il portafoglio crescere molto, altri lo vedranno diminuire. L&rsquo;istogramma mostra la distribuzione di tutti i possibili risultati.<\/p>\n\n\n\n<iframe src=\"https:\/\/www.gironi.it\/utility\/montecarlo-simulatore\/\" width=\"100%\" height=\"600\" style=\"border:none;border-radius:12px;\" loading=\"lazy\" title=\"Simulatore Monte Carlo\"><\/iframe>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni moderne del metodo Monte Carlo<\/h2>\n\n\n\n<p>Dalla fisica nucleare degli anni &rsquo;40, il metodo Monte Carlo si &egrave; diffuso in ambiti che Ulam e von Neumann non avrebbero immaginato. Vediamo le applicazioni pi&ugrave; affascinanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rendering 3D e cinema.<\/strong> Ogni volta che guardiamo un film Pixar o un blockbuster con effetti speciali, stiamo ammirando il Monte Carlo in azione. La tecnica si chiama <strong>path tracing<\/strong>: per calcolare il colore di ogni pixel, il software simula milioni di raggi di luce che rimbalzano tra le superfici della scena. Ogni raggio segue un percorso casuale, e la media di migliaia di percorsi produce l&rsquo;immagine fotorealistica che vediamo sullo schermo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Finanza e gestione del rischio.<\/strong> Nel mondo finanziario, il Monte Carlo &egrave; onnipresente. Le banche lo usano per calcolare il <strong>Value at Risk<\/strong> (VaR), ovvero la perdita massima probabile di un portafoglio in un dato orizzonte temporale. &Egrave; lo stesso principio del nostro simulatore, applicato a portafogli con centinaia di asset e correlazioni complesse. Anche il pricing di opzioni esotiche, che non hanno formule chiuse, si basa su simulazioni Monte Carlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scoperta di nuovi farmaci.<\/strong> Nella ricerca farmaceutica, il Monte Carlo viene utilizzato per simulare il <strong>docking molecolare<\/strong>: come una molecola candidata si lega a una proteina bersaglio. Simulando milioni di configurazioni spaziali possibili, i ricercatori identificano i composti pi&ugrave; promettenti prima ancora di sintetizzarli in laboratorio, risparmiando anni di sperimentazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Modelli climatici.<\/strong> I modelli che prevedono il cambiamento climatico sono intrinsecamente incerti: dipendono da scenari di emissioni, feedback atmosferici, dinamiche oceaniche. Il Monte Carlo permette di esplorare migliaia di combinazioni di parametri e generare le <strong>bande di incertezza<\/strong> che vediamo nei rapporti dell&rsquo;IPCC. Non una singola previsione, ma una distribuzione di futuri possibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intelligenza artificiale.<\/strong> Nel machine learning, una tecnica chiamata <strong>Monte Carlo dropout<\/strong> usa la simulazione per stimare l&rsquo;incertezza delle previsioni di una rete neurale. E il celebre <strong>AlphaGo<\/strong> di DeepMind, che nel 2016 sconfisse il campione mondiale di Go, utilizzava il <strong>Monte Carlo Tree Search<\/strong> (MCTS) per esplorare le mosse possibili in un gioco con pi&ugrave; configurazioni degli atomi nell&rsquo;universo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"wp-block-table\">\n<thead>\n<tr><th>Campo<\/th><th>Esempio<\/th><th>Cosa si simula<\/th><\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr><td>Cinema\/3D<\/td><td>Path tracing (Pixar)<\/td><td>Percorsi dei raggi di luce<\/td><\/tr>\n<tr><td>Finanza<\/td><td>Value at Risk<\/td><td>Scenari di mercato<\/td><\/tr>\n<tr><td>Farmaceutica<\/td><td>Docking molecolare<\/td><td>Configurazioni spaziali<\/td><\/tr>\n<tr><td>Clima<\/td><td>Modelli IPCC<\/td><td>Combinazioni di parametri<\/td><\/tr>\n<tr><td>AI<\/td><td>AlphaGo (MCTS)<\/td><td>Mosse possibili<\/td><\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I vantaggi e i limiti del metodo Monte Carlo<\/h2>\n\n\n\n<p>Come ogni strumento statistico, il metodo Monte Carlo ha i suoi punti di forza e i suoi limiti. Vediamoli con onest&agrave;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flessibilit&agrave;.<\/strong> Il vantaggio pi&ugrave; grande &egrave; la versatilit&agrave;: il Monte Carlo si applica a problemi complessi di qualsiasi dimensione e in qualsiasi campo, dalla finanza all&rsquo;ingegneria, dalla fisica alla biologia. Non richiede formule chiuse, solo la capacit&agrave; di simulare il processo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Accuratezza.<\/strong> Con un numero sufficiente di simulazioni, la stima pu&ograve; essere resa arbitrariamente precisa. Pi&ugrave; eseguiamo il metodo, pi&ugrave; il risultato converge al valore reale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scalabilit&agrave;.<\/strong> Diversamente dai metodi a griglia, che soffrono della &ldquo;maledizione della dimensionalit&agrave;&rdquo; (il costo esplode con il numero di variabili), il Monte Carlo mantiene lo stesso tasso di convergenza indipendentemente dal numero di dimensioni. Questo lo rende l&rsquo;unico strumento praticabile per problemi con molte variabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, va tenuto bene a mente che il metodo presenta anche <strong>limiti significativi<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Convergenza lenta.<\/strong> Il tasso 1\/&radic;n significa che per guadagnare una cifra di precisione servono 100 volte pi&ugrave; simulazioni. Per problemi che richiedono altissima precisione, questo pu&ograve; essere proibitivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Costo computazionale.<\/strong> Per problemi complessi (molte variabili, modelli pesanti), ogni singola simulazione pu&ograve; richiedere tempo significativo. Moltiplicato per migliaia o milioni di iterazioni, il costo diventa considerevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Per mitigare questi limiti, negli anni sono state sviluppate <strong>tecniche di riduzione della varianza<\/strong> che permettono di ottenere risultati pi&ugrave; precisi con meno simulazioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Importance sampling<\/strong>: campionare da una distribuzione alternativa che &ldquo;concentra&rdquo; le simulazioni nelle regioni pi&ugrave; informative.<\/li>\n<li><strong>Control variates<\/strong>: utilizzare una variabile correlata di cui conosciamo il valore atteso per ridurre la varianza della stima.<\/li>\n<li><strong>Stratified sampling<\/strong>: suddividere lo spazio in sottogruppi omogenei e campionare da ciascuno.<\/li>\n<li><strong>Antithetic variates<\/strong>: sfruttare coppie di numeri casuali negativamente correlati per ridurre la varianza.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il metodo Monte Carlo rappresenta uno degli strumenti pi&ugrave; potenti della statistica computazionale. Nei prossimi articoli vedremo come alcune di queste tecniche &mdash; in particolare il <strong>bootstrap<\/strong>, che del Monte Carlo &egrave; parente stretto &mdash; si applicano a problemi concreti di inferenza statistica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per approfondire<\/h3>\n\n\n\n<p>Se si desidera approfondire il metodo Monte Carlo e le sue applicazioni nel mondo finanziario, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/1441915753?tag=consulenzeinf-21\" rel=\"nofollow sponsored noopener\" target=\"_blank\"><em>Monte Carlo Methods in Financial Engineering<\/em><\/a> di Paul Glasserman &egrave; il riferimento pi&ugrave; completo: copre dalla teoria alla pratica con esempi dettagliati nel pricing di derivati e nella gestione del rischio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos&#8217;&egrave; il metodo Monte Carlo La storia del metodo Monte Carlo comincia nel modo pi&ugrave; improbabile: con un matematico a letto che gioca a carte. 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