{"id":1131,"date":"2019-11-09T16:10:02","date_gmt":"2019-11-09T15:10:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/?p=1131"},"modified":"2026-07-17T08:47:02","modified_gmt":"2026-07-17T07:47:02","slug":"la-distribuzione-t-e-il-test-delle-ipotesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/la-distribuzione-t-e-il-test-delle-ipotesi\/","title":{"rendered":"Test t di Student con esempi in R per la SEO: confrontare CTR, conversioni e metriche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo avuto modo di vedere, nel <a href=\"\/blog\/il-test-delle-ipotesi\/\">post sul test delle ipotesi<\/a>, come verificare se la media di un campione sia compatibile con una certa ipotesi sulla popolazione. Negli esempi che abbiamo proposto, per\u00f2, conoscevamo il valore della deviazione standard della popolazione, il <strong>sigma<\/strong> \u2014 una circostanza che ci permetteva di usare la <strong>distribuzione normale<\/strong> e lo <strong>Z-score<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica si tratta di un caso piuttosto raro. Se non conosciamo il sigma della popolazione, o se <strong>lavoriamo con campioni piccoli<\/strong>, dobbiamo ricorrere a una distribuzione diversa: la <strong>distribuzione t<\/strong>, o <strong>distribuzione di Student<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background\" style=\"background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p><strong>La distribuzione t di Student \u00e8 una distribuzione di probabilit\u00e0 utilizzata per valutare la significativit\u00e0 statistica dei risultati quando il campione \u00e8 piccolo e la varianza della popolazione \u00e8 incerta.<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"storia\">Una breve digressione storica<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"360\" height=\"464\" class=\"wp-image-1369\" src=\"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/William_Sealy_Gosset.jpg\" alt=\"William Sealy Gosset (Student)\" srcset=\"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/William_Sealy_Gosset.jpg 360w, https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/William_Sealy_Gosset-233x300.jpg 233w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 85vw, 360px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">William Sealy Gosset (Student)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni del 1900, il chimico e statistico William Sealy Gosset, impiegato nel birrificio Guinness (e collaboratore di Karl Pearson), scopr\u00ec che quando lavorava con campioni molto piccoli, le distribuzioni della media differivano significativamente dalla normale. Al variare della dimensione del campione, la forma della distribuzione cambiava \u2014 e aumentando il campione, la distribuzione approssimava sempre pi\u00f9 la normale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non potendo rivelare la sua identit\u00e0 per non favorire i concorrenti, pubblic\u00f2 i risultati con lo pseudonimo &#8220;Student&#8221;. Per questo le distribuzioni per campioni piccoli sono oggi note come <strong>distribuzioni t di Student<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione t \u00e8 simmetrica rispetto allo zero, ma \u00e8 pi\u00f9 &#8220;piatta&#8221; della normale standardizzata: una porzione maggiore della sua area si trova nelle code.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un campione pi\u00f9 numeroso fa s\u00ec che la distribuzione t approssimi sempre pi\u00f9 fedelmente la normale. Le differenze sono massime quando abbiamo pochi gradi di libert\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"975\" height=\"600\" class=\"wp-image-4010\" src=\"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/t-student-confronto.png\" alt=\"Le distribuzioni t di Student per diversi gradi di libert\u00e0, confrontate con la normale (tratteggiata). Con pochi gradi di libert\u00e0 le code sono pi\u00f9 pesanti; gi\u00e0 con df = 30 la t \u00e8 quasi indistinguibile dalla normale.\" srcset=\"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/t-student-confronto.png 975w, https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/t-student-confronto-300x185.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le distribuzioni t di Student per diversi gradi di libert\u00e0, confrontate con la normale (tratteggiata). Con pochi gradi di libert\u00e0 le code sono pi\u00f9 pesanti; gi\u00e0 con df = 30 la t \u00e8 quasi indistinguibile dalla normale.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa intendiamo per <strong>gradi di libert\u00e0<\/strong>? Il numero di valori del campione che hanno la &#8220;libert\u00e0&#8221; di variare senza alterare la media campionaria. In pratica, per il test su un campione:<\/p>\n\n\n\n\\( df = n &#8211; 1 \\\\ \\)\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dove n \u00e8 la numerosit\u00e0 del campione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il procedimento per il test delle ipotesi con la distribuzione t ricalca in buona parte quello gi\u00e0 visto con la normale. <strong>Stabiliamo l&#8217;ipotesi nulla H\u2080 e l&#8217;ipotesi alternativa H\u2090<\/strong>, poi calcoliamo la statistica test:<\/p>\n\n\n\n\\( t = \\frac{\\bar{x} &#8211; \\mu}{\\frac{s}{\\sqrt{n}}} \\\\ \\)\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dove \\( \\frac{s}{\\sqrt{n}} \\) \u00e8 l&#8217;<strong>errore standard stimato<\/strong> (lo indichiamo anche con SE).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"esempio\">Un esempio vale mille spiegazioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;azienda di lampadine dichiara che il proprio prodotto ha una durata media di almeno 4200 ore. Prendiamo un campione di n = 10 lampadine e troviamo una media di 4000 ore, con deviazione standard campionaria di 200 ore.<\/p>\n\n\n\n\\( n = 10 \\quad \\bar{x} = 4000 \\quad s = 200 \\\\ \\)\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impostiamo il test:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\\( H_0 : \\mu \\ge 4200 \\qquad H_a : \\mu &lt; 4200 \\)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scegliamo un <strong>livello di significativit\u00e0 \u03b1 = 0,05<\/strong> (corrispondente a un livello di confidenza del 95%). Nella tabella dei valori critici della distribuzione t, cerchiamo il valore per 9 gradi di libert\u00e0 e \u03b1 = 0,05 (una coda). <strong>Il valore critico \u00e8 1,833.<\/strong> Rifiuteremo H\u2080 se il t calcolato \u00e8 inferiore a \u22121,833.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calcoliamo l&#8217;errore standard:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\\[ SE = \\frac{s}{\\sqrt{n}} = \\frac{200}{\\sqrt{10}} = 63,3 \\]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il valore di t:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\\[ t = \\frac{\\bar{x} &#8211; \\mu}{SE} = \\frac{4000 &#8211; 4200}{63,3} = -3,16 \\]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>valore di t cade nella regione critica<\/strong>: rifiutiamo H\u2080. Esiste evidenza statistica sufficiente per concludere che la durata media sia inferiore alle 4200 ore dichiarate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4158\" src=\"https:\/\/www.gironi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/t-student-regione-critica.png\" alt=\"Test t a un campione: regione critica e valore osservato\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Test t a un campione: regione critica e valore osservato<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"p-value\">Il p-value<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo anche valutare l&#8217;ipotesi chiedendoci: qual \u00e8 la probabilit\u00e0 di ottenere un valore del test statistico uguale o pi\u00f9 estremo di quello osservato, assumendo che H\u2080 sia vera? Questa probabilit\u00e0 \u00e8 il <strong>p-value<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con R o una calcolatrice otteniamo t = \u22123,16 e p = 0,00575. I comandi per le calcolatrici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>TI-83<\/strong>: <code>2nd \u2192 DISTR \u2192 tcdf(\u22121E99, \u22123.16, 9)<\/code><\/li><li><strong>Casio FX<\/strong> (modalit\u00e0 STAT): <code>DIST \u2192 t \u2192 tcd<\/code> con Lower <code>\u22121E99<\/code>, Upper <code>\u22123.16<\/code>, df <code>9<\/code><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 appena lo 0,575% di probabilit\u00e0 di osservare un risultato come il nostro se H\u2080 fosse vera. <strong>p &lt; 0,05<\/strong>: rifiutiamo H\u2080 a favore dell&#8217;ipotesi alternativa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background\" style=\"background-color:#f5f7f9;margin-top:2.5rem;margin-bottom:2.5rem;padding-top:1.5rem;padding-right:1.5rem;padding-bottom:1.5rem;padding-left:1.5rem\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>Attenzione: il p-value non \u00e8 la probabilit\u00e0 che H\u2080 sia vera. \u00c8 la probabilit\u00e0 dei dati <em>dato<\/em> H\u2080, non la probabilit\u00e0 di H\u2080 <em>dati<\/em> i dati.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"intervallo\">Intervallo di confidenza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando rifiutiamo un&#8217;ipotesi, \u00e8 utile stimare il vero valore della media. Nel nostro esempio, abbiamo scartato l&#8217;affermazione che le lampadine durino in media pi\u00f9 di 4200 ore. Ma quanto durano davvero?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per calcolare l&#8217;intervallo di confidenza servono tre cose: la media campionaria, l&#8217;errore standard e il valore critico.<\/p>\n\n\n\n\\( \\text{Margine di errore} = t_{\\text{critico}} \\times SE \\\\ \\)\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro caso: ME = 1,833 \u00d7 63,3 \u2248 116. L&#8217;intervallo di confidenza al 95% \u00e8 quindi:<\/p>\n\n\n\n\\( 4000 \\pm 116 = [3884,\\ 4116] \\\\ \\)\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il valore di 4200 ore cade fuori dall&#8217;intervallo, confermando il risultato del test.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"r\">Il t-test in R<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">R ci permette di eseguire il test in modo semplice e completo. Prepariamo un vettore con 10 misure che hanno media 4000 e usiamo <code>t.test()<\/code>:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>lampadine &lt;- c(4100, 3900, 3800, 4200, 4000,\n               4100, 3900, 3800, 4200, 4000)\nt.test(lampadine, mu = 4200, alternative = \"less\")<\/code><\/pre>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>\tOne Sample t-test\n\ndata:  lampadine\nt = -3.1623, df = 9, p-value = 0.005788\nalternative hypothesis: true mean is less than 4200\n95 percent confidence interval:\n     -Inf 4115.791\nsample estimates:\nmean of x\n     4000<\/code><\/pre>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"caso-pratico\">Un caso pratico: i title tag riscritti rendono di pi\u00f9?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Portiamo ora lo strumento sul terreno che ci interessa. Immaginiamo di aver riscritto i title tag di dieci pagine e di voler capire se il loro CTR si \u00e8 mosso rispetto al <strong>3,0%<\/strong> che era la media storica del gruppo. Dieci pagine sono poche, e la varianza della popolazione non la conosciamo: \u00e8 esattamente la situazione in cui la distribuzione t d\u00e0 il meglio di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi i CTR misurati, in percentuale:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>ctr &lt;- c(3.8, 4.2, 3.1, 4.9, 3.5, 4.1, 2.9, 4.6, 3.7, 4.4)\nt.test(ctr, mu = 3.0)<\/code><\/pre>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>\tOne Sample t-test\n\ndata:  ctr\nt = 4.5276, df = 9, p-value = 0.001431\n95 percent confidence interval:\n 3.460337 4.379663\nsample estimates:\nmean of x\n     3.92<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leggiamo l&#8217;output. La media campionaria \u00e8 <strong>3,92%<\/strong>, quasi un punto sopra il riferimento. Il <strong>t \u00e8 4,53<\/strong> con <strong>9 gradi di libert\u00e0<\/strong>: misura quante deviazioni standard stimate la media osservata dista dal 3,0% ipotizzato. Il <strong>p-value \u00e8 0,0014<\/strong>, ben sotto la soglia dello 0,05: uno scarto del genere, se la media vera fosse davvero 3,0%, lo vedremmo per puro caso poco pi\u00f9 di una volta su mille. La riscrittura ha prodotto un effetto difficile da liquidare come rumore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;<strong>intervallo di confidenza al 95%<\/strong> va da <strong>3,46% a 4,38%<\/strong> e non contiene il 3,0%. \u00c8 la stessa conclusione del test, vista da un&#8217;altra angolatura \u2014 non solo &#8220;l&#8217;effetto esiste&#8221;, ma &#8220;ecco la forbice plausibile in cui cade il CTR vero&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Attenzione per\u00f2<\/strong>: con dieci sole pagine quella forbice resta larga quasi un punto percentuale; pi\u00f9 dati la stringerebbero.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Effect size: Cohen&#8217;s d<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il p-value ci dice <em>se<\/em> la differenza \u00e8 statisticamente significativa. Per capire <em>quanto<\/em> \u00e8 grande, calcoliamo il <strong>Cohen&#8217;s d<\/strong> per un campione:<\/p>\n\n\n\n\\( d = \\frac{\\bar{x} &#8211; \\mu}{s} \\\\ \\)\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>d &lt;- (3.92 - 3.0) \/ sd(ctr)\nd<\/code><\/pre>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>[1] 1.432<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Regola pratica: d \u2248 0,2 \u00e8 piccolo, 0,5 medio, 0,8 grande. Il nostro d = 1,43 \u00e8 un effetto grande \u2014 la differenza non \u00e8 solo statisticamente significativa, ma anche sostanziale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"prova-tu\">Prova tu<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo sette landing page e vogliamo sapere se il loro tasso di conversione si discosta dal <strong>2,5%<\/strong> che ci eravamo dati come obiettivo. Questi i valori, in percentuale:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>cr &lt;- c(2.8, 3.1, 2.4, 3.5, 2.9, 3.3, 2.7)\nt.test(cr, mu = 2.5)<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esegui il test, leggi t, df, p-value e intervallo di confidenza. La media \u00e8 <strong>2,96%<\/strong>, il <strong>t \u00e8 3,24<\/strong> su <strong>6 gradi di libert\u00e0<\/strong>, il <strong>p-value \u00e8 0,018<\/strong> e l&#8217;intervallo al 95% va da <strong>2,61% a 3,30%<\/strong>. Poich\u00e9 non contiene il 2,5%, concludiamo che le sette pagine battono l&#8217;obiettivo in modo difficilmente attribuibile al caso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"faq\">FAQ<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando usare la distribuzione t invece della normale?<\/strong><br> Sempre quando non conosciamo la deviazione standard della popolazione e la stimiamo dal campione. In pratica: quasi sempre. La distribuzione normale con sigma noto \u00e8 pi\u00f9 un caso da libro di testo che una situazione reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La distribuzione t funziona con campioni molto piccoli?<\/strong><br> S\u00ec, purch\u00e9 i dati non siano fortemente asimmetrici. Per n \u2265 30, la t e la normale sono praticamente indistinguibili. Per n &lt; 15, vale la pena verificare la normalit\u00e0 con <code>shapiro.test()<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa sono i gradi di libert\u00e0?<\/strong><br> Nel test a un campione, df = n \u2212 1. \u00c8 il numero di valori che possono variare liberamente data una media fissata. Pi\u00f9 gradi di libert\u00e0 abbiamo, pi\u00f9 la t assomiglia alla normale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione t di Student ci ha dato un modo per ragionare quando i dati sono pochi e la varianza della popolazione ci \u00e8 ignota \u2014 la situazione, come si \u00e8 visto, in cui ci troviamo quasi sempre. Finora abbiamo confrontato un singolo gruppo con un valore di riferimento. La domanda che si affaccia naturale \u00e8: e se i gruppi da confrontare fossero <strong>due<\/strong> \u2014 la versione A e la versione B di una pagina, il prima e il dopo di un intervento? \u00c8 il passo successivo del percorso: <a href=\"\/blog\/il-t-test-per-due-campioni-testare-una-ipotesi-per-campioni-dipendenti-o-indipendenti\/\">il t-test per due campioni<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per approfondire<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione t e l&#8217;inferenza sulle medie sono trattate in profondit\u00e0 in <em>Statistica<\/em> di Newbold, Carlson e Thorne, il manuale che consigliamo a chi vuole passare dalla comprensione intuitiva al rigore formale. <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/8891910651?tag=consulenzeinf-21&amp;ascsubtag=la-distribuzione-t-e-il-test-delle-ipotesi\" rel=\"nofollow sponsored noopener\" target=\"_blank\">Amazon<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo avuto modo di vedere, nel post sul test delle ipotesi, come verificare se la media di un campione sia compatibile con una certa ipotesi sulla popolazione. 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