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	<title>Moretti &#8211; paologironi blog</title>
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		<title>I classici cinque minuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[letture]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni tanto capita di trovare i cinque minuti in cui infilare quattro parole a caso, da buttare lì sulla tastiera. Perchè il vetro davanti agli occhi restituisce le montagne con chiazze di sole. Perchè le nuvole sono tante, e di varia foggia, e i pensieri pochi, fortunatamente pochi. Mi piacciono i fiori di campo nella &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/i-classici-cinque-minuti/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "I classici cinque minuti"</span></a>]]></description>
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<p>Ogni tanto capita di trovare i cinque minuti in cui infilare quattro parole a caso, da buttare lì sulla tastiera. Perchè il vetro davanti agli occhi restituisce le montagne con chiazze di sole. Perchè le nuvole sono tante, e di varia foggia, e i pensieri pochi, fortunatamente pochi. Mi piacciono i fiori di campo nella brocca. Cerco con lo sguardo le piante nei vasi che crescono, lentamente crescono. Gli steli del prezzemolo si piegano verso la luce.&nbsp; </p>



<span id="more-962"></span>



<p>Attendo il momento del caffè. Sistemo fogli e sbrigo noiosità di lavoro. Il tempo inutile del lavoro, sottratto all’impastare il pane e al rincalzare le piante. Quello tolto dagli uffici ululanti o sbadiglianti alle biglie sul tappeto con la masnada sudata dei bimbi, e ai libri. Libri di lepri in fuga e di garibaldi non feriti, storie di berlino e uomini appassionati di piante e uccelli. Sfioro con il pensiero le solitudini misteriose che ho vicino. Attendo di vedere il nuovo film di Moretti, e di amareggiarmi. Rifletto pochi secondi sull’ultimo libro di Eco, su quel cattivissimo protagonista – un concentrato di orrore – che poi riassume in sè tutti i vizi degli sventurati italiani, razza dannata. Mi riprometto come sempre di scegliere solo stranieri, inglesi in primis, come compagni di viaggio nelle letture. E aspetto con le narici attente il profumo del caffè che non dovrei bere, mentre fingo attenzione e nobile contegno per la questione economica del giorno.</p>
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