La prossima volta che pensi che a un oggetto come a una cosa di cattivo gusto, il mio consiglio è: guardagli attraverso.
Attraverso il vetro del cavallino di Murano che Alice mi ha regalato con orgoglio, felice di avermi portato una cosa bella dalla sua prima gita, ho scorto un mondo radicalmente diverso dal mio, e tanto più luminoso.
Lo stesso mondo magico dove la luce è scomposta da prismi in raggi colorati, in cui anch’io ho vissuto, mille anni fa. Ho provato una tenerezza che mi ha lasciato intontito, senza respiro.
Ho portato anch’io un tempo un cavallino così dalla gita a Venezia. Anche al mio si è rotta una zampa in corriera. Anche al mio è stato riservato un posto in un mobiletto, e alla mia testa una carezza.
Ho finito di incollare la zampa con la colla a caldo: come nuovo.
Tutti i miei oggetti sono zero, aspettano solo la ruggine per poter tornare a essere qualcosa.
Ho solo questo cavallo a parlarmi della vita vera, quella degna di essere vissuta.
E’ per proteggerci dalla perdita di uno sguardo, che chiamiamo questi oggetti di cattivo gusto.
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