Il mito del guadagno online. Il caso ptr (pay to read)

E’ opinione diffusa (e in questo un ruolo e’ giocato da alcune riviste desiderose di fare titoli ad effetto) che su Internet sia possibile guadagnare qualche soldo.
In che modo? Le opportunita’ di cui si parla sono svariate.
Scopo di questa pagina e’ cercare di mostrare perche’, secondo chi scrive, tali “opportunita'” siano perlopiu’ pie illusioni.

Il tema e’ vasto. Ci sono le barre paganti, gli autosurf, i programmi di affiliazione, le societa’ pay per click

Tralascero’ le sempre piu’ numerose truffe. Per quelle rimando a siti assai piu’ noti ed autorevoli.
Per quanto riguarda barre e autosurf mi limitero’ a consigliare a tutti di starne alla larga. Non meritano neppure il tempo per scriverne.

Le societa’ di affiliazione portano a problemi di inquadramento fiscale degli eventuali ricavi non di poco conto.

Sorvolero’ il tema dell’effettiva redditivita’ dei servizi PPC (pay per click) tipo AdSense per chi ha attivita’ online con un traffico non eccezionale (cosa sia AdSense e’ materia di un’altra paginetta di questo sito), senza parlare delle problematiche fiscali…diro’ solo che questo genere di attivita’ portano utili solo a chi e’ svolge l’attivita’ di publisher su internet in maniera professionale (o ai disonesti che lavorano sui falsi click).

Oggetto di queste considerazioni sono i servizi PTR, ovvero pay to read.
Come suggerisce il nome, si tratta di una contropartita in denaro (o in pubblicita’, ma di questo non parlero’) per l’attivita’ di lettura di email.

Ho testato per alcuni mesi alcuni dei siti piu’ “caldi” di questo genere, letto forum regolarmente, discusso con utilizzatori abituali.

Per prima cosa espongo la mia conclusione. Vale la pena di provare le PTR?

La mia risposta e’: no.

Ecco qualche punto da considerare.

1) Affidabilita’: i siti PTR nascono e muoiono in continuazione. Numerosissimi quelli che fanno un primo pagamento e poi chiudono.

2) Scam: molti siti non pagano affatto. Altri iniziano come siti paganti e poi si rivelano scam (con questo termine gergale si indicano le ptr che non pagano).

3) Tipo di pagamento: molti pagano con Paypal (anche se ultimamente paypal sta bloccando gli account di alcuni webmaster di ptr). Alcuni richiedono un account verificato. Trasferire le ingenti somme guadagnate (1 dollaro? 2 dollari?) su di un conto corrente ha costi superiori alle entrate. Spenderli? Si’, su Ebay o simili, visto che paypal e’ accettato solo da alcuni operatori commerciali (e mancano i maggiori). Molte PTR pagano in Egold o con soluzioni ancora piu’ “esotiche”. Denaro virtuale, impossibile da spendere, costoso da convertire.

4) Soglia minima di pagamento. Le piu’ varie. Generalmente, quelle con soglia piu’ alta chiudono i battenti prima di arrivare al guadagno minimo, quelle con payout basso richiedono lavoro di settimane o mesi per giungere alla fatidica soglia di 1 o 2 dollari. Dopo di che…chissa’ se pagheranno mai.

Ma, ammesso e non concesso che le PTR paghino, quanto si guadagna? Qui basta fare due calcoletti…

Allora… una mail viene pagata se e’ tenuta aperta per un certo numero di secondi (c’e’ un timer). Durante quel lasso di tempo, non si possono aprire altre mail (almeno non della stessa PTR).
Il valore di una mail e’ variabile. Mail del valore di oltre 2 cents sono certamente una truffa. Le ptr realmente paganti mandano generalmente mail da 0.25 centesimi di dollaro, da tenere aperte per un tempo che va dai 20 ai 30 secondi.

Per ricevere mail, e’ praticamente obbligatorio (anche se non formalmente) richiedere mail che portano a motori di ricerca, sui quali effettuare ricerche e cliccare sui risultati ottenuti. E’ un’attivita’ che richiede un minimo di 30 secondi. In realta, molto ma molto di piu’, perche’ e’ difficile trovare dei risultati validi.
C’e’ chi non fa le ricerche, ma dopo poco non ricevera’ piu’ email dalla ptr.

Ipotizziamo allora 30 secondi a mail per 0.25 centesimi a lettura. Fanno 2 minuti per 1 centesimo (1 centesimo!) di dollaro… Anche qualora si ricevessero moltissime email e si cliccasse senza sprechi di tempo, un’attivita’ piu’ alienante della catena di montaggio di una fabbrica di un paese sottosviluppato, la rendita sarebbe di 30 centesimi di dollaro l’ora!

Naturalmente, di guadagni del tutto ipotetici. Tralascio poi, anche in questo caso, le notevoli complicazioni fiscali per dichiarare pochissimi spiccioli di reddito.

Ne vale la pena?

A voi il giudizio. Per quanto mi riguarda, il mio consiglio e’: assolutamente no. Impiegate tempo ed energie per qualcosa di meglio…




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