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	<title>pensieri &#8211; paologironi blog</title>
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	<description>Appunti sparsi di (retro) informatica, analisi dei dati, statistica, seo, e cose che cambiano</description>
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		<title>Una specie di ritorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2018 08:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[family room]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Tornare in treno la sera, prendere una corriera nella notte. La sala di attesa, guardare le storie degli altri.Si seguono percorsì così, tornando all’inizio per strade diverse. Tutto diverso nella sostanza, però i percorsi sono anelli. Piste su cui si orbita, attorno a un centro imperscrutabile. Mi leggo a tratti, nei volti degli altri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">

Tornare in treno la sera, prendere una corriera nella notte. La sala di attesa, guardare le storie degli altri.<br>Si seguono percorsì così, tornando all’inizio per strade diverse. Tutto diverso nella sostanza, però i percorsi sono anelli. Piste su cui si orbita, attorno a un centro imperscrutabile. Mi leggo a tratti, nei volti degli altri.

</p>
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		<title>Strumenti per lavorare da riga di comando in Windows</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2018 20:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[shell]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>
		<category><![CDATA[console]]></category>
		<category><![CDATA[far commander]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo spunto dal quale nasce questo post è in realtà una domanda: ha ancora un senso, una qualche utilità, scegliere di lavorare in Windows in modalità riga di comando, per l&#8217;utente &#8220;normale&#8221; (o quasi), oggi? Me lo chiedevo mentre digitavo un testo dentro a VI, come mi capita spesso da oltre 30 anni a questa &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/strumenti-per-lavorare-da-riga-di-comando-in-windows/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Strumenti per lavorare da riga di comando in Windows"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spunto dal quale nasce questo post è in realtà una domanda: ha ancora un senso, una qualche utilità, scegliere di lavorare in Windows in modalità riga di comando, per l&#8217;utente &#8220;normale&#8221; (o quasi), oggi?</p>
<p>Me lo chiedevo mentre digitavo un testo dentro a VI, come mi capita spesso da oltre 30 anni a questa parte.<br />
VI: un pezzo significativo della storia dell&#8217;informatica. Qualcuno direbbe, di archeologia.<br />
Mi chiedo se, al di là dell&#8217;effetto nostalgia, sia uno strumento ancora capace di ispirare. Talvolta, mi capita di cercare un&#8217;idea, uno spunto, davanti allo schermo nero di VI. Io chiamo quei momenti speciali &#8220;<em>vi meditations</em>&#8220;&#8230;<span id="more-565"></span><br />
Un editor grafico è qualcosa che spinge ad agire sul testo in maniera automatica, impulsiva. Clicco e trascino.<br />
In VI il testo viene sì inserito con la flessibilità che e&#8217; propria dei programmi di videoscrittura, ma <strong>ogni modifica richiede un&#8217;attenzione specifica all&#8217;operazione stessa</strong>.<br />
Per modificare l&#8217;ordine di un blocco di testo io devo &#8220;vedere&#8221; il blocco, fissarne l&#8217;estensione e la posizione, agire su di esso con dei comandi espliciti, non con gesti. E questo porta a <strong>&#8220;vedere 2 volte&#8221; il testo, ad agire con consapevolezza e meno d&#8217;impulso</strong>.<br />
VI porta con sè il rigore del vedere con attenzione un testo.</p>
<h3>La riga di comando in Windows.</h3>
<p>Ho deciso di dedicare un post agli strumenti più adatti, a mio sindacabilissimo avviso, per passare un po&#8217; di tempo proficuo a contatto con la riga di comando in Windows. Chi usa Linux ha già tutto quanto pronto, basta solo aprire la console del terminale e smanettare. Per chi è solito invece armeggiare dentro Windows c&#8217;è qualche cosa da sistemare.<br />
Proporrò solo strumenti gratuiti e molto comuni, perchè è giusto che sia così. Sperimentare è un diritto (e un piacere).</p>
<h3>Gli strumenti di cui parlerò: una lista</h3>
<ul>
<li><a href="https://sourceforge.net/projects/console/files/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Console2</a></li>
<li><a href="https://conemu.github.io/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ConEmu</a></li>
<li><a href="https://jpsoft.com/products/tcc-le.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TCC / LE</a></li>
<li><a href="http://gnuwin32.sourceforge.net/packages/coreutils.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coreutils</a></li>
<li><a href="https://www.farmanager.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Far Commander</a></li>
<li><a href="https://vim.sourceforge.io/download.php#pc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vim</a></li>
</ul>
<h3>Una Console più gradevole e funzionale: Console2</h3>
<p>Per divertirci insieme, avremo bisogno di alcune cose.<br />
In primo luogo, mi sembra piacevole sostituire la schermata della modalità comandi di Windows con una console un po&#8217; più gradevole. A questo scopo userò <strong>Console2</strong>. Il nome non è dei migliori, ma il software è molto ben fatto.<br />
Come suggerisce il nome, si tratta di un terminale con delle possibilità di personalizzazione: colori, font, dimensioni finestra, più istanze in tab, possibilità di settare la shell predefinita, possibilità che andremo subito a sfruttare&#8230;</p>
<p>Andiamo dunque a <a href="https://sourceforge.net/projects/console/files/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scaricare Console2</a> e lo installiamo.</p>
<p><figure id="attachment_597" aria-describedby="caption-attachment-597" style="width: 700px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="screenshot wp-image-597 size-full" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/console2-term.jpg" alt="Console2" width="700" height="554" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/console2-term.jpg 700w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/console2-term-300x237.jpg 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-597" class="wp-caption-text">Console2 in azione&#8230;</figcaption></figure></p>
<h3>Una console ancora più amichevole e funzionale&#8230;ConEmu</h3>
<p>Dopo anni di onorato servizio con Console2, ho scoperto recentemente un emulatore di terminale ancora migliore. Si chiama <strong>ConEmu</strong> e lo potete scaricare all&#8217;indirizzo <a href="https://conemu.github.io/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://conemu.github.io/</a></p>
<p><strong>ConEmu</strong> è un vero piacere da usare: integra il <strong>file manager Far</strong> (vedi sotto) alla perfezione, consente di suddividere l&#8217;ambiente in più finestre, ha un miliardo di personalizzazioni e può usare la shell che preferite, anche TCC di cui parlo poco sotto&#8230;</p>
<p><figure id="attachment_611" aria-describedby="caption-attachment-611" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-611 size-full" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/conemu-image.jpg" alt="ConEmu" width="620" height="349" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/conemu-image.jpg 620w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/conemu-image-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-611" class="wp-caption-text">Console split: a sinistra una shell, a destra Vi&#8230;</figcaption></figure></p>
<h3>Una shell alternativa a cmd.exe: TCC /LE</h3>
<p>Andremo poi a usare una shell alternativa (e migliore) rispetto al cmd.exe di Windows. La cosa non è fondamentale, però&#8230;perchè no?<br />
Avremmo anche potuto utilizzare la <em>PowerShell</em> di Windows, anch&#8217;essa gratuita, però preferisco un&#8217;alternativa più &#8220;tradizionale&#8221; ai classici batch files. Fin dai tempi del DOS ho sempre trovato magnifico 4DOS, la migliore shell DOS di sempre, senza discussioni. Per Windows si chiama <strong>Take Command</strong> ed ha una versione eccellente a pagamento, che consiglio. Ha centinaia di variabili e funzioni, e comandi per lavorare su reti locali e via internet. <strong>Esiste però anche una versione &#8220;light&#8221; gratis</strong>. Non ha tutta la potenza della sorella maggiore, ma è comunque molto meglio del cmd.exe.<br />
Si chiama <strong>TCC/LE</strong> e la si può scaricare da qua:<br />
<a href="https://jpsoft.com/products/tcc-le.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://jpsoft.com/products/tcc-le.html</a></p>
<p>Lanciamo Console2, andiamo in &#8220;Edit&#8221;, poi &#8220;Settings&#8221; e settiamo la shell su tcc.exe:</p>
<p><figure id="attachment_589" aria-describedby="caption-attachment-589" style="width: 620px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="screenshot wp-image-589 size-full" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/tcc.jpg" alt="shell tccle in console2" width="620" height="644" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/tcc.jpg 620w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/tcc-289x300.jpg 289w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px" /><figcaption id="caption-attachment-589" class="wp-caption-text">settiamo la shell tcc/le in console2</figcaption></figure></p>
<p>Avremo quindi a disposizione una console moderna e una buona shell per sprigionare tutta la potenza della riga di comando sotto Windows!</p>
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<h3>Un po&#8217; di classiche utilità da liena di comando: unix &#8211; coreutils</h3>
<p>Per dare a Windows molte possibilità stuzzicanti in più sarebbe bello avere a disposizione i tool testuali presenti in tutti i dialetti Unix.</p>
<p>Detto fatto, <strong>scarichiamo la versione windows delle coreutils</strong>:<br />
<a href="http://gnuwin32.sourceforge.net/packages/coreutils.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://gnuwin32.sourceforge.net/packages/coreutils.htm</a></p>
<p>Avremo quindi a disposizione strumenti come <strong>fmt,wc e tanti altri</strong>&#8230;</p>
<h3>Una digressione&#8230;modificare il path sotto Windows</h3>
<p>Solo come appunto, il metodo più rapido per modificare il path sotto Windows e quindi rendere accessibili da riga di comando le directory desiderate in qualsiasi punto del file system ci si trovi è quello di aprire la finestra delle &#8220;propietà del sistema&#8221;:</p>
<p><figure id="attachment_574" aria-describedby="caption-attachment-574" style="width: 840px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="screenshot wp-image-574 size-large" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema-1024x645.jpg" alt="sistema" width="840" height="529" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema-1024x645.jpg 1024w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema-300x189.jpg 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema.jpg 1171w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption id="caption-attachment-574" class="wp-caption-text">Apro la voce &#8220;Sistema&#8221;</figcaption></figure></p>
<p>Poi scelgo le &#8220;<em>Impostazioni di sistema avanzate</em>&#8220;:</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-594" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema-avanzate.jpg" alt="sistema avanzate" width="800" height="261" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema-avanzate.jpg 800w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/sistema-avanzate-300x98.jpg 300w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 984px) 61vw, (max-width: 1362px) 45vw, 600px" /></p>
<p>e per finire scelgo di modificare le &#8220;Variabili d&#8217;ambiente&#8221;, dove ovviamente troverò il mio path&#8230;</p>
<p><img decoding="async" class="screenshot alignleft wp-image-587 size-full" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/variabili-ambiente.jpg" alt="settare le variabili d'ambiente in windows 10" width="491" height="585" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/variabili-ambiente.jpg 491w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/variabili-ambiente-252x300.jpg 252w" sizes="(max-width: 491px) 85vw, 491px" /></p>
<h3>Un file manager a due pannelli per Windows: Far Commander</h3>
<p>Se in Dos non potevo vivere senza il Norton Commander (e poi il Volkov Commander) e se negli Unix il primo programma che installo è sempre Midnight Commander, come fare sotto Windows?</p>
<p>Semplice, usiamo <strong>Far Commander</strong>, a mio avviso il miglior file manager a due pannelli per terminale sotto Win.</p>
<p>Lo troviamo qua:<br />
<a href="https://www.farmanager.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.farmanager.com/</a></p>
<p><strong>Lavora con i nomi di files lunghi, consente di fare ftp, ed è espandibile con un sacco di utili plugin</strong>, che trovate qua:<br />
<a href="https://plugring.farmanager.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://plugring.farmanager.com</a></p>
<p>Dategli un&#8217;occhiata&#8230;ricorda nulla?</p>
<p><figure id="attachment_571" aria-describedby="caption-attachment-571" style="width: 840px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="screenshot wp-image-571 size-large" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/far-1024x811.jpg" alt="far" width="840" height="665" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/far-1024x811.jpg 1024w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/far-300x238.jpg 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/01/far.jpg 1106w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption id="caption-attachment-571" class="wp-caption-text">Se avete amato Norton Commander e in Linux usate Midnght Commander&#8230; Far Manager è il vostro programma per Windows</figcaption></figure></p>
<h3>E ora&#8230;VI! (anzi, vim&#8230;)</h3>
<p>Ora siamo pronti: è giunto il momento di installare sua maestà VI. Di tutti i possibili cloni, scelgo uno dei più diffusi, <strong>vim</strong>. Io preferisco usare una versione portabile, ma la scelta è solo questione di gusti. La pagina da cui partire è questa:<br />
<a href="https://vim.sourceforge.io/download.php#pc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://vim.sourceforge.io/download.php#pc</a></p>
<p>una raccomandazione: usate la versione dalla serie 8 in poi, perchè sulla 7 ho riscontrato qualche problema in fase di attivazione dell&#8217;evidenziazione della sintassi.</p>
<p>Siamo pronti a usare vi&#8230;ma questa è storia per un prossimo post&#8230;</p>
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		<title>Il tacchino di Russell</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/il-tacchino-di-russell/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[fallacia]]></category>
		<category><![CDATA[Hume]]></category>
		<category><![CDATA[induzione]]></category>
		<category><![CDATA[logica]]></category>
		<category><![CDATA[Russell]]></category>
		<category><![CDATA[statistica]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;approccio contemporaneo all&#8217;informazione mi ha fatto tornare in mente la storia del tacchino induttivista di Bertrand Russell, sempre attuale, ora più che mai. Ricordo di averlo trovato qualche anno fa in un libro di Taleb. La storia suona così. Un tacchino decide di formarsi una visione del mondo basata sul metodo scientifico. Fin dal primo &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/il-tacchino-di-russell/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il tacchino di Russell"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;approccio contemporaneo all&#8217;informazione mi ha fatto tornare in mente la storia del tacchino induttivista di Bertrand Russell, sempre attuale, ora più che mai. <span id="more-549"></span>Ricordo di averlo trovato qualche anno fa in un libro di Taleb.</p>
<p>La storia suona così.<br />
Un tacchino decide di formarsi una visione del mondo basata sul metodo scientifico. Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista eseguì altre osservazioni in un<span class="text_exposed_show">a vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché elaborò un&#8217;inferenza precisa: &#8220;Mi danno sempre il cibo e sempre alle 9 del mattino&#8221;.<br />
Era quindi una regola generale della vita quella di essere sfamati quotidianamente da membri amichevoli della razza umana che, come direbbe un politico, &#8220;pensavano al suo interesse&#8221;.<br />
Alla vigilia del giorno del ringraziamento, accadde una cosa imprevista, che spinse il tacchino a rivedere le sue idee&#8230;</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>La fiducia del tacchino si è rafforzata con il crescere dei pasti amichevoli, e questo senso di sicurezza ha raggiunto il massimo proprio nel momento in cui il rischio era maggiore.</p>
<p>Questa storia mostra quello che viene chiamato &#8220;problema dell&#8217;inferenza&#8221;, un pallino del buon vecchio Hume.<br />
Sembra una storiella per appassionati di filosofia o statistica, io penso sia molto, molto reale.</p>
</div>
<h4>Per approfondire</h4>
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</iframe></div>
<div style="float: left;"><iframe loading="lazy" style="width: 120px; height: 240px;" src="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=consulenzeinf-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=8842050784&amp;linkId=53f0ec5d9fdf12cd3b498b79c20819a7&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr" width="300" height="150" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"><br />
</iframe></div>
<div style="clear: both;"></div>
<div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Facebook &#8211; come scaricare le proprie informazioni personali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 10:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Avete mai provato a scaricare tutte le vostre informazioni da Facebook? E&#8217; facile, e credo molto istruttivo. Tre click e un po&#8217; di attesa ed ecco che arriva lo zip. Dentro, ordinato per cartelle e in formato html, quello di noi che abbiamo deciso di dare in pasto a Facebook. Ma non è la privacy &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/facebook-avvia-mio-archivio/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Facebook &#8211; come scaricare le proprie informazioni personali"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai provato a <a href="https://it-it.facebook.com/help/212802592074644?helpref=faq_content" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scaricare tutte le vostre informazioni</a> da Facebook? E&#8217; facile, e credo molto istruttivo. Tre click e un po&#8217; di attesa ed ecco che arriva lo zip. Dentro, ordinato per cartelle e in formato html, quello di noi che abbiamo deciso di dare in pasto a Facebook.<br />
Ma non è la privacy che qui mi interessa.<br />
Colpisce la prospettiva di ricevere un semplice zip, e quello siete voi in Facebook. Dentro, trovate un&#8217;ordinata struttura di cartelle, e dentro ciascuna una sequenza di files, che per gli algoritmi, sono poi grumi di contenuto analizzabile e incrociabile. Anche qui, non mi interessa parlare di privacy. E&#8217; la sensazione che è straniante.<br />
Se vi va di provare, scaricate il vostro zip e guardate se quella vi sembra la vostra vita.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Calendario Rivoluzionario Francese: convertitore, storia e curiosità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 12:40:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[calendario]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione francese]]></category>
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					<description><![CDATA[Convertitore bidirezionale gregoriano-repubblicano francese con algoritmo verificato. Storia completa, significato dei 12 mesi, date famose come il 18 Brumaire e il 9 Thermidor, FAQ.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><!--
  Calendario Rivoluzionario Francese - Contenuto arricchito per il blog
  gironi.it/blog/calendario-rivoluzionario-francese/

  Istruzioni:
  1. Inserire il div#calendario-rivoluzionario dove si vuole il convertitore
  2. Includere calendario.css e calendario.js
  3. Copiare il contenuto testuale nelle sezioni del post WordPress
--></p>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 1: CONVERTITORE (in alto per UX) --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Convertitore di date del calendario rivoluzionario</h2>
<p>Usa il convertitore per trasformare qualsiasi data gregoriana nella corrispondente data del calendario rivoluzionario francese, e viceversa. L&#8217;algoritmo utilizza le date storiche verificate degli equinozi per il periodo I-XIV (1792-1805) e il metodo Romme per le date successive.</p>

<span id="more-509"></span>


<iframe src="https://www.gironi.it/utility/calendario-rivoluzionario/" width="100%" height="500" style="border:none;border-radius:8px;" loading="lazy" title="Calendario Rivoluzionario Francese"></iframe>


<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 2: STORIA --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Storia del calendario rivoluzionario</h2>
<p>Il calendario rivoluzionario francese, noto anche come <strong>calendario repubblicano</strong>, fu uno dei progetti più ambiziosi della Rivoluzione francese: ridisegnare il tempo stesso. Non si trattava di un semplice cambiamento di nomi, ma di una ristrutturazione radicale del modo in cui i francesi misuravano giorni, settimane e anni.</p>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>Perché un nuovo calendario?</h3>
<p>I rivoluzionari vedevano il calendario gregoriano come un simbolo dell&#8217;Ancien Régime e del potere della Chiesa cattolica. Ogni giorno era dedicato a un santo, le festività scandivano l&#8217;anno liturgico, e la settimana di sette giorni aveva origini bibliche. Per costruire una società basata sulla ragione e sulla natura, serviva un calendario nuovo.</p>
<p>L&#8217;idea era parte di un progetto più ampio di <strong>decimalizzazione</strong> che includeva il sistema metrico (ancora in uso) e il tempo decimale (abbandonato). Il calendario doveva riflettere la natura, le stagioni e il lavoro agricolo al posto dei santi e delle feste religiose.</p>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>Chi lo ha creato</h3>
<p>Il calendario fu il risultato del lavoro di due figure principali:</p>
<ul>
<li><strong>Gilbert Romme</strong> (1750-1795), matematico e deputato, progettò la struttura matematica: 12 mesi di 30 giorni, decadi di 10 giorni, giorni complementari. Romme presiedette la commissione che definì le regole degli anni bisestili.</li>
<li><strong>Philippe-François-Nazaire Fabre d&#8217;Églantine</strong> (1750-1794), poeta e drammaturgo, ideò i nomi evocativi dei mesi e creò il calendario rurale, assegnando a ogni giorno un nome legato alla natura: piante, animali, minerali e strumenti agricoli.</li>
</ul>
<p>Il progetto coinvolse anche astronomi come Lalande e Pingré, e il celebre chimico Guyton de Morveau. Il decreto fu approvato il 24 ottobre 1793 (3 Brumaire An II) dalla Convenzione Nazionale.</p>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>Periodo di utilizzo</h3>
<p>Il calendario fu in vigore dal <strong>22 settembre 1792</strong> (retroattivamente, poiché il decreto è del 1793) al <strong>1 gennaio 1806</strong>, quando Napoleone lo abolì ripristinando il calendario gregoriano. Durò quindi circa 13 anni.</p>
<p>Curiosamente, il calendario rivoluzionario fu brevemente riutilizzato durante la <strong>Comune di Parigi</strong> nel 1871, per soli 18 giorni (dal 6 al 23 maggio, ovvero 16 Floréal &#8211; 3 Prairial An LXXIX).</p>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 3: COME FUNZIONA --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Come funziona il calendario rivoluzionario</h2>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>I 12 mesi e il loro significato</h3>
<p>Fabre d&#8217;Églantine scelse nomi che evocassero le condizioni meteorologiche e agricole di ogni periodo dell&#8217;anno. I mesi sono raggruppati in quattro stagioni, riconoscibili dalla desinenza:</p>
<table class="wp-block-table">
<thead>
<tr>
<th>Stagione</th>
<th>Mese</th>
<th>Nome italiano</th>
<th>Significato</th>
<th>Periodo gregoriano (circa)</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="3"><strong>Autunno</strong> (-aire)</td>
<td>Vendémiaire</td>
<td>Vendemmiaio</td>
<td>Vendemmia</td>
<td>22 set &#8211; 21 ott</td>
</tr>
<tr>
<td>Brumaire</td>
<td>Brumaio</td>
<td>Bruma, nebbia</td>
<td>22 ott &#8211; 20 nov</td>
</tr>
<tr>
<td>Frimaire</td>
<td>Frimaio</td>
<td>Brina, gelo</td>
<td>21 nov &#8211; 20 dic</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="3"><strong>Inverno</strong> (-ôse)</td>
<td>Nivôse</td>
<td>Nevoso</td>
<td>Neve</td>
<td>21 dic &#8211; 19 gen</td>
</tr>
<tr>
<td>Pluviôse</td>
<td>Piovoso</td>
<td>Pioggia</td>
<td>20 gen &#8211; 18 feb</td>
</tr>
<tr>
<td>Ventôse</td>
<td>Ventoso</td>
<td>Vento</td>
<td>19 feb &#8211; 20 mar</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="3"><strong>Primavera</strong> (-al)</td>
<td>Germinal</td>
<td>Germinale</td>
<td>Germinazione</td>
<td>21 mar &#8211; 19 apr</td>
</tr>
<tr>
<td>Floréal</td>
<td>Fiorile</td>
<td>Fioritura</td>
<td>20 apr &#8211; 19 mag</td>
</tr>
<tr>
<td>Prairial</td>
<td>Pratile</td>
<td>Prati, fienagione</td>
<td>20 mag &#8211; 18 giu</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="3"><strong>Estate</strong> (-idor)</td>
<td>Messidor</td>
<td>Messidoro</td>
<td>Mietitura</td>
<td>19 giu &#8211; 18 lug</td>
</tr>
<tr>
<td>Thermidor</td>
<td>Termidoro</td>
<td>Calore</td>
<td>19 lug &#8211; 17 ago</td>
</tr>
<tr>
<td>Fructidor</td>
<td>Fruttidoro</td>
<td>Frutta</td>
<td>18 ago &#8211; 16 set</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le desinenze rendono facile riconoscere la stagione: <strong>-aire</strong> per l&#8217;autunno, <strong>-ôse</strong> per l&#8217;inverno, <strong>-al</strong> per la primavera, <strong>-idor</strong> per l&#8217;estate.</p>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>La decade: settimane di 10 giorni</h3>
<p>La settimana fu sostituita dalla <strong>decade</strong>, un periodo di 10 giorni. Ogni mese conteneva esattamente 3 decadi. I giorni si chiamavano:</p>
<ol>
<li><strong>Primidi</strong> (1°)</li>
<li><strong>Duodi</strong> (2°)</li>
<li><strong>Tridi</strong> (3°)</li>
<li><strong>Quartidi</strong> (4°)</li>
<li><strong>Quintidi</strong> (5°)</li>
<li><strong>Sextidi</strong> (6°)</li>
<li><strong>Septidi</strong> (7°)</li>
<li><strong>Octidi</strong> (8°)</li>
<li><strong>Nonidi</strong> (9°)</li>
<li><strong>Décadi</strong> (10° &#8211; giorno di riposo)</li>
</ol>
<p>La decade fu uno degli aspetti più impopolari del calendario: i lavoratori passavano da un giorno di riposo ogni 7 a uno ogni 10. Non sorprende che molti continuassero a osservare di nascosto la domenica.</p>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>I Sansculottides: i giorni complementari</h3>
<p>Con 12 mesi da 30 giorni si arriva a 360, mancano 5 giorni (6 negli anni bisestili). Questi giorni, detti <strong>Sansculottides</strong> (o <em>jours complémentaires</em>), cadevano alla fine dell&#8217;anno, tra Fructidor e il nuovo Vendémiaire. Ognuno era dedicato a un valore repubblicano:</p>
<ol>
<li><strong>Jour de la Vertu</strong> &#8211; Giorno della Virtù</li>
<li><strong>Jour du Génie</strong> &#8211; Giorno del Genio</li>
<li><strong>Jour du Travail</strong> &#8211; Giorno del Lavoro</li>
<li><strong>Jour de l&#8217;Opinion</strong> &#8211; Giorno dell&#8217;Opinione</li>
<li><strong>Jour des Récompenses</strong> &#8211; Giorno delle Ricompense</li>
<li><strong>Jour de la Révolution</strong> &#8211; Giorno della Rivoluzione (solo anni bisestili)</li>
</ol>
<p>I Sansculottides erano giorni di festa nazionale. Il sesto giorno, il <em>Jour de la Révolution</em>, compariva solo negli anni bisestili ed era dedicato a celebrazioni particolarmente grandiose.</p>
<p><!-- H3 --> </p>
<h3>Gli anni bisestili e l&#8217;equinozio d&#8217;autunno</h3>
<p>L&#8217;anno repubblicano iniziava il giorno dell&#8217;<strong>equinozio d&#8217;autunno</strong>, determinato astronomicamente a Parigi. Questo significava che gli anni bisestili non seguivano una regola fissa come nel calendario gregoriano, ma dipendevano dalla posizione reale del Sole.</p>
<p>Nel periodo storico di utilizzo (anni I-XIV), gli anni bisestili furono <strong>III, VII e XI</strong>, tutti verificati astronomicamente. Per le date al di fuori del periodo storico, si utilizza il <strong>metodo Romme</strong>: un anno è bisestile se divisibile per 4, ma non per 100, a meno che non sia divisibile per 400 (la stessa regola del calendario gregoriano, applicata all&#8217;anno repubblicano).</p>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 4: DATE STORICHE FAMOSE --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Date storiche famose nel calendario rivoluzionario</h2>
<p>Molti eventi della Rivoluzione francese e dell&#8217;era napoleonica sono noti con la loro data repubblicana, al punto che alcuni nomi sono entrati nel vocabolario comune:</p>
<table class="wp-block-table">
<thead>
<tr>
<th>Data repubblicana</th>
<th>Data gregoriana</th>
<th>Evento</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>1 Vendémiaire An I</td>
<td>22 settembre 1792</td>
<td>Proclamazione della Repubblica e inizio dell&#8217;era repubblicana</td>
</tr>
<tr>
<td>2 Pluviôse An I</td>
<td>21 gennaio 1793</td>
<td>Esecuzione di Luigi XVI</td>
</tr>
<tr>
<td>12 Germinal An II</td>
<td>1 aprile 1794</td>
<td>Decreto di abolizione della schiavitù nelle colonie francesi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>9 Thermidor An II</strong></td>
<td>27 luglio 1794</td>
<td>Caduta di Robespierre, fine del Terrore. Ha dato il nome alla <em>reazione termidoriana</em></td>
</tr>
<tr>
<td>13 Vendémiaire An IV</td>
<td>5 ottobre 1795</td>
<td>Napoleone Bonaparte reprime l&#8217;insurrezione realista a Parigi</td>
</tr>
<tr>
<td>18 Fructidor An V</td>
<td>4 settembre 1797</td>
<td>Colpo di stato del Direttorio contro i monarchici</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>18 Brumaire An VIII</strong></td>
<td>9 novembre 1799</td>
<td>Colpo di stato di Napoleone Bonaparte, fine del Direttorio</td>
</tr>
<tr>
<td>11 Frimaire An XIII</td>
<td>2 dicembre 1804</td>
<td>Incoronazione di Napoleone imperatore a Notre-Dame</td>
</tr>
<tr>
<td>10 Nivôse An XIV</td>
<td>31 dicembre 1805</td>
<td>Ultimo giorno di utilizzo effettivo del calendario</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le espressioni <strong>&#8220;9 Thermidor&#8221;</strong> e <strong>&#8220;18 Brumaire&#8221;</strong> sono diventate sinonimi universali rispettivamente di &#8220;reazione controrivoluzionaria&#8221; e &#8220;colpo di stato militare&#8221;. Karl Marx scrisse ne <em>Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte</em> (1852) la celebre frase: &#8220;la storia si ripete, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa&#8221;.</p>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 5: CALENDARIO RURALE --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Il calendario rurale: un nome per ogni giorno</h2>
<p>Uno degli aspetti più affascinanti del calendario rivoluzionario è il <strong>calendario rurale</strong> ideato da Fabre d&#8217;Églantine. Ogni giorno dell&#8217;anno, al posto del santo, portava il nome di un elemento naturale secondo un sistema preciso:</p>
<ul>
<li>I giorni <strong>Quintidi</strong> (5°, 15°, 25° di ogni mese) erano dedicati ad un <strong>animale</strong></li>
<li>I giorni <strong>Décadi</strong> (10°, 20°, 30° di ogni mese) erano dedicati ad uno <strong>strumento agricolo</strong></li>
<li>Tutti gli altri giorni erano dedicati a <strong>piante, fiori, frutti o minerali</strong></li>
</ul>
<p>Ecco alcuni esempi curiosi:</p>
<ul>
<li><strong>1 Vendémiaire</strong>: Raisin (Uva) &#8211; il primo giorno dell&#8217;anno è dedicato alla vendemmia</li>
<li><strong>2 Brumaire</strong>: Céleri (Sedano)</li>
<li><strong>10 Nivôse</strong>: Fléau (Correggiato, strumento per la trebbiatura)</li>
<li><strong>5 Floréal</strong>: Rossignol (Usignolo)</li>
<li><strong>15 Prairial</strong>: Caille (Quaglia)</li>
<li><strong>17 Thermidor</strong>: Épinard (Spinacio)</li>
<li><strong>27 Messidor</strong>: Fraise (Fragola)</li>
</ul>
<p>Il sistema era concepito come un vero e proprio <strong>almanacco agricolo</strong>: i nomi ricordavano al contadino cosa seminare, raccogliere o quali animali curare in quel periodo dell&#8217;anno.</p>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 6: CURIOSITA' --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Curiosità e cultura pop</h2>
<p>Il calendario rivoluzionario ha lasciato tracce sorprendenti nella cultura:</p>
<ul>
<li><strong>Thermidor e l&#8217;aragosta</strong>: il piatto <em>Homard Thermidor</em> (aragosta alla termidoro) fu creato nel 1894 dal ristorante Chez Marie a Parigi, in occasione della prima della commedia <em>Thermidor</em> di Victorien Sardou, ambientata durante la reazione termidoriana. Il nome del mese sopravvive quindi nei menu dei ristoranti di tutto il mondo.</li>
<li><strong>Germinal di Émile Zola</strong>: il romanzo del 1885, capolavoro del naturalismo, prende il titolo dal mese primaverile. Zola scelse il nome per evocare la germinazione, sia dei semi che della rivolta operaia narrata nel libro.</li>
<li><strong>La Comune di Parigi</strong>: nel 1871, i comunardi ripristinarono brevemente il calendario per segnare la rottura con il governo di Versailles.</li>
<li><strong>Il sistema metrico</strong>: è l&#8217;unica riforma decimale della Rivoluzione sopravvissuta. Il tempo decimale (10 ore da 100 minuti) fu abbandonato dopo soli 2 anni, il calendario dopo 13.</li>
<li><strong>Giorno della Rivoluzione</strong>: il sesto Sansculottide, che cadeva solo negli anni bisestili, era il giorno più raro del calendario. Nel periodo storico di utilizzo, cadde solo tre volte (An III, VII, XI).</li>
</ul>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SEZIONE 7: FAQ con schema markup --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><!-- H2 --> </p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<div itemscope itemtype="https://schema.org/FAQPage">
<div itemscope itemprop="mainEntity" itemtype="https://schema.org/Question">
<h3 itemprop="name">Quando inizia l&#8217;anno nel calendario rivoluzionario?</h3>
<div itemscope itemprop="acceptedAnswer" itemtype="https://schema.org/Answer">
<p itemprop="text">L&#8217;anno repubblicano inizia il giorno dell&#8217;equinozio d&#8217;autunno, che cade generalmente il 22 o 23 settembre nel calendario gregoriano. Il primo anno (An I) iniziò il 22 settembre 1792, giorno della proclamazione della Repubblica francese.</p>
</div>
</div>
<div itemscope itemprop="mainEntity" itemtype="https://schema.org/Question">
<h3 itemprop="name">Perché i mesi hanno nomi legati alla natura?</h3>
<div itemscope itemprop="acceptedAnswer" itemtype="https://schema.org/Answer">
<p itemprop="text">Il poeta Fabre d&#8217;Églantine ideò nomi che riflettessero le condizioni meteorologiche e agricole di ogni periodo. L&#8217;obiettivo era sostituire i riferimenti religiosi del calendario gregoriano con elementi naturali e razionali, coerenti con gli ideali illuministi della Rivoluzione.</p>
</div>
</div>
<div itemscope itemprop="mainEntity" itemtype="https://schema.org/Question">
<h3 itemprop="name">Che cos&#8217;è il 18 Brumaire?</h3>
<div itemscope itemprop="acceptedAnswer" itemtype="https://schema.org/Answer">
<p itemprop="text">Il 18 Brumaire An VIII (9 novembre 1799) è la data del colpo di stato con cui Napoleone Bonaparte rovesciò il Direttorio e instaurò il Consolato. L&#8217;espressione &#8220;18 Brumaire&#8221; è diventata sinonimo di colpo di stato militare nella cultura politica occidentale.</p>
</div>
</div>
<div itemscope itemprop="mainEntity" itemtype="https://schema.org/Question">
<h3 itemprop="name">Quanto durò il calendario rivoluzionario?</h3>
<div itemscope itemprop="acceptedAnswer" itemtype="https://schema.org/Answer">
<p itemprop="text">Il calendario fu in vigore per circa 13 anni, dal 22 settembre 1792 al 1 gennaio 1806, quando Napoleone lo abolì con un decreto del 22 Fructidor An XIII (9 settembre 1805). Fu brevemente riutilizzato durante la Comune di Parigi nel maggio 1871.</p>
</div>
</div>
<div itemscope itemprop="mainEntity" itemtype="https://schema.org/Question">
<h3 itemprop="name">Come funzionano gli anni bisestili nel calendario rivoluzionario?</h3>
<div itemscope itemprop="acceptedAnswer" itemtype="https://schema.org/Answer">
<p itemprop="text">Nel periodo storico, gli anni bisestili dipendevano dall&#8217;osservazione astronomica dell&#8217;equinozio d&#8217;autunno: furono bisestili gli anni III, VII e XI. Per le date al di fuori del periodo storico si usa il metodo Romme: un anno è bisestile se divisibile per 4, ma non per 100, a meno che non sia divisibile per 400.</p>
</div>
</div>
<div itemscope itemprop="mainEntity" itemtype="https://schema.org/Question">
<h3 itemprop="name">Cosa sono i Sansculottides?</h3>
<div itemscope itemprop="acceptedAnswer" itemtype="https://schema.org/Answer">
<p itemprop="text">I Sansculottides (o giorni complementari) sono i 5 o 6 giorni che completano l&#8217;anno dopo il 30 Fructidor. Sono dedicati a valori repubblicani: Virtù, Genio, Lavoro, Opinione, Ricompense, e Rivoluzione (quest&#8217;ultimo solo negli anni bisestili). Il nome richiama i sans-culottes, i rivoluzionari popolari.</p>
</div>
</div>
</div>
<p><!-- ============================================================ --><br />
<!-- SCHEMA FAQ JSON-LD (alternativo, più pulito per WordPress) --><br />
<!-- ============================================================ --></p>
<p><script type="application/ld+json"><br />
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        "text": "Sono i 5 o 6 giorni complementari a fine anno, dedicati a valori repubblicani: Virtù, Genio, Lavoro, Opinione, Ricompense e Rivoluzione (quest'ultimo solo negli anni bisestili)."<br />
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    }<br />
  ]<br />
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		<title>Non riesco ad aggiornare il contenuto di un ipod con gtkpod</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/non-riesco-ad-aggiornare-il-contenuto-di-un-ipod-con-gtkpod/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 13:37:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Un problema comune. Linux riconosce correttamente l&#8217;ipod come usb device e lo monta nel filesystem. Ok, lancio gtkpod e indico il modello di ipod. Corretto, procedo felice. Carico le mie canzoni, salvo&#8230;e mi esce la scritta: &#8220;Couldn&#8217;t find the iPod firewire ID&#8220;. Nulla, non salva le canzoni. Come fare? A mano! E&#8217; semplice. Da terminale &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/non-riesco-ad-aggiornare-il-contenuto-di-un-ipod-con-gtkpod/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Non riesco ad aggiornare il contenuto di un ipod con gtkpod"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-430" src="http://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/linux.png" alt="linux" width="128" height="128">Un problema comune. Linux riconosce correttamente l&#8217;ipod come usb device e lo monta nel filesystem. Ok, lancio gtkpod e indico il modello di ipod. Corretto, procedo felice.<br />
Carico le mie canzoni, salvo&#8230;e mi esce la scritta: &#8220;<em>Couldn&#8217;t find the iPod firewire ID</em>&#8220;.<br />
Nulla, non salva le canzoni. Come fare? A mano! E&#8217; semplice.<span id="more-409"></span></p>
<p>Da terminale lancia&nbsp;&nbsp;&#8220;<em>sudo lsusb -v | grep -i Serial</em>&#8221; con l&#8217;ipod collegato.</p>
<p>Dovresti vedere una stringa lunga 16 caratteri del tipo&nbsp;00A1234567891234.<br />
Copiala.</p>
<p>Edita il file&nbsp;&nbsp;/mnt/mioipod/iPod_Control/Device/SysInfo (supponendo che l&#8217;ipod sia montato in&nbsp;/mnt/mioipod).</p>
<p>Aggiungi al file questa linea:<br />
<em>FirewireGuid</em>: 0xffffffffffffffff<br />
sostituendo a ffffffffffffffff la stringa ottenuta in precedenza.</p>
<p>Espelli l&#8217;ipod. Riconnettilo, lancia gtkpod e il problema dovrebbe essere risolto!</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Collegare&#8221; WordPress con le piattaforme social più diffuse</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/collegare-wordpress-con-le-piattaforme-social-piu-diffuse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 11:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tempo a nostra disposizione è sempre meno, i siti e le piattaforme social su cui vorremmo comparire sempre di più…ecco perché ci si trova spesso di fronte all&#8217;esigenza di postare un contenuto sul nostro sito o blog WordPress e di far sì che sia il sistema, in automatico, a &#8220;smistare&#8221; e pubblicare i nostri &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/collegare-wordpress-con-le-piattaforme-social-piu-diffuse/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "&#8220;Collegare&#8221; WordPress con le piattaforme social più diffuse"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-305" alt="Wordpress" src="http://gironi.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/Wordpress.png" width="128" height="128" />Il tempo a nostra disposizione è sempre meno, i siti e le piattaforme social su cui vorremmo comparire sempre di più…ecco perché ci si trova spesso di fronte all&#8217;esigenza di postare un contenuto sul nostro sito o blog WordPress e di far sì che sia il sistema, in automatico, a &#8220;smistare&#8221; e pubblicare i nostri preziosi contenuti sui vari <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>Linkedin</strong> ecc.</p>
<p>In questo articolo mi riprometto di indicare alcune semplici linee guida per realizzare questa integrazione.</p>
<p><span id="more-245"></span></p>
<p><strong>Partiamo con Twitter</strong>. Il risultato desiderato è che ogni volta che viene pubblicata una notizia, la stessa venga automaticamente ripubblicata su Twitter tramite un tweet.</p>
<h2>Integrare WordPress e Twitter via Feedburner</h2>
<p>Per ottenere il risultato <strong>utilizziamo il feed rss</strong>, sfruttando il servizio <strong>FeedBurner</strong>, da tempo proprietà di Google.</p>
<p>Ci si collega dunque a FeedBurner all&#8217;indirizzo <a title="FeedBurner" href="http://feedburner.google.com" target="_blank" rel="noopener">http://feedburner.google.com</a> e ci si registra. Se si è già utenti Google, basta usare le proprie credenziali.<br />
Teniamo presente che il feed rss base generato da WordPress ha normalmente questo indirizzo: http://www.nomedelvostrosito.it/feed/</p>
<p>Bene, ci logghiamo su FeedBurner.<br />
Noteremo questo campo:</p>
<p><strong>Burn a feed right this instant. Type your blog or feed address here:</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-260" alt="Feedburner - add" src="http://gironi.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/feedburner-add.gif" width="469" height="75" /><br />
Ovviamente andremo a inserire l&#8217;indirizzo del feed di WordPress e cliccheremo su “<strong>Next</strong>”<br />
Ci troveremo in una schermata che presenta alcuni tabs. La nostra scelta cadrà su “<strong>Publicize</strong>”, quindi cliccheremo su “<strong>Socialize</strong>”.<br />
Clicchiamo su <strong>Add Twitter Account</strong>. Autorizziamo Google ad accedere al nostro account Twitter.<br />
Si potrà anche vedere in preview come appariranno i tweet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da WordPress a Facebook : metodo 1 &#8211; RSSGraffiti</h2>
<p>Vogliamo che i nostri post compaiano sulla nostra pagina fan FaceBook o sulla bacheca del nostro profilo.<br />
Si può anche in questo caso sfruttare l’rss di WordPress, utilizzando il servizio offerto dall’applicazione Facebook gratuita RSSGraffiti, disponibile a questo indirizzo:<br />
<a title="RSSGraffiti" href="http://www.rssgraffiti.com/" target="_blank" rel="noopener">http://www.rssgraffiti.com/</a></p>
<p>Ci verrà chiesto di loggarci a Facebook, quindi ci si aprirà una semplice schermata di configurazione del servizio. Dovremo autorizzare RssGraffiti, cosa che faremo in pochi secondi.</p>
<p>Quindi clicchiamo su &#8220;<strong>+Add New Publishing Plan</strong>&#8220;:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-263" alt="collegare wordpress a facebook con rss-graffiti" src="http://gironi.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/rss-graffiti.gif" width="450" height="159" /><br />
Ora dobbiamo solo configurare sorgente e destinatario. Nulla di più semplice. Nella colonna <b>Sources</b> clicchiamo su <b>Add New Source </b>e inseriamo il feed rss del nostro sito WordPress (il feed FeedBurner che abbiamo usato per collegare Twitter andrà benone).<br />
Ora clicchiamo nella colonna <b>Target</b> su <b>Add New </b>e scegliamo su quale pagina Facebook fare arrivare i nostri post e, sotto, lo <i>stile</i> del box che verrà pubblicato. Sarà possibile anche visualizzare una preview.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-267" alt="rss-graffiti" src="http://gironi.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/rss-graffiti-2.gif" width="560" height="103" /><br />
L&#8217;aggiornamento di Facebook non è in tempo reale, quindi se, pubblicato un post su WordPress, non vedete subito lo stesso segnalato nella pagina Facebook…è normale. Arriverà, un po’ di pazienza…</p>
<h2>Da WordPress a Facebook : metodo 2<br />
Plugin Simple Facebook Connect</h2>
<p>Esiste anche un plugin ufficiale e gratuito rilasciato da Facebook per ottenere il risultato desiderato. Personalmente, preferisco un altro plugin gratuito: <a title="Simple Facebook connect" href="http://wordpress.org/extend/plugins/simple-facebook-connect/" target="_blank" rel="noopener">Simple Facebook Connect</a>.</p>
<p>Per ottenere il risultato, <strong>occorre creare un’app facebook</strong>. Non è cosa difficile, sono solo pochi semplici passaggi.<br />
Prima di tutto, però, andiamo a  installare il plugin da dentro WordPress oppure in manuale facendo il download e il successivo upload del file dezippato nella directory dei plugin del nostro WordPress.</p>
<p>Lo attiviamo e ci verranno chiesti due dati:</p>
<p><strong>Facebook Application Secret</strong> e <strong>Facebook Application ID</strong></p>
<p>Per ottenerli dobbiamo andare nella <a title="Facebook Developers" href="http://developers.facebook.com/" target="_blank" rel="noopener">Facebook Developers Page</a>.  Dopo il  login, si clicca su “<strong>Crea Applicazione</strong>”, in alto a destra.<br />
Sì dà un nome all’applicazione e il namespace (che sarà il nome della url su Facebook).</p>
<p>Ok, la schermata che segue contiene i dati che ci servono per il plugin WordPress. Cambiamo solo l’icona dell’app con quella del nostro sito, copiamo e incolliamo in Simple Facebook Connect i valori dei due campi richiesti e ricordiamoci di fare un check nel campo “<strong>Website</strong>”, indicando l’indirizzo del nostro sito.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-269" alt="Collegare wordpress a facebook" src="http://gironi.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/collegablog.gif" width="560" height="82" /><br />
Lavorando nei settaggi del plugin, possiamo ora scegliere di auto-pubblicare i post sul profilo Facebook o nella pagina dell’applicazione. Se si è inserito l’ID della pagina Fan, allora i contenuti verranno pubblicati su quella pagina. Sarà necessario dare i permessi, cliccando sul bottone “<b><i>Grant sfc permission</i></b>” e autorizzando la cosa.</p>
<p>Quanto alle opzioni di personalizzazione del plugin…lascio a voi il divertimento.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ti sembra normale</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/ti-sembra-normale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
		<category><![CDATA[vedanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono momenti in cui un uomo deve essere un uomo, ti dicono in soldoni. Cioè deve fare quello che a un uomo è richiesto. Il motore. Roba da uomini. E allora ci accingiamo a essere normali.Oggi ho fatto un pensiero davvero abissale, più abissale dell’eterno ritorno di Nietzsche. Ho immaginato che il reale fosse &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/ti-sembra-normale/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Ti sembra normale"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono momenti in cui un uomo deve essere un uomo, ti dicono in soldoni. Cioè deve fare quello che a un uomo è richiesto. Il motore. Roba da uomini. E allora ci accingiamo a essere normali.<br>Oggi ho fatto un pensiero davvero abissale, più abissale dell’eterno ritorno di Nietzsche. Ho immaginato che il reale fosse davvero reale. Ma è stato solo un attimo. </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Mentre lievita il pane</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/mentre-lievita-il-pane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[family room]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi appresto a fare cose tipo digitare su di un computer delle stringhe che dovrebbero essere un lavoro. Ma ho impastato la farina con il lievito, e in cucina qualcosa di vivo sta accadendo. Quando l’assurdità dell’intorno si fa cerchio chiuso, perimetro che ti racchiude, solo l’atto di impastare ti permette di forare la guaina, &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/mentre-lievita-il-pane/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Mentre lievita il pane"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mi appresto a fare cose tipo digitare su di un computer delle stringhe che dovrebbero essere un lavoro. Ma ho impastato la farina con il lievito, e in cucina qualcosa di vivo sta accadendo. Quando l’assurdità dell’intorno si fa cerchio chiuso, perimetro che ti racchiude, solo l’atto di impastare ti permette di forare la guaina, di passare al di là, per un poco. Perchè il pane è cosa viva che lavori con le tue dita e si fa massa elastica, dormiente all’apparenza e poi viva.&nbsp;</p>



<span id="more-929"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Perchè quella massa odora di birra e di caldo, ed è poi polpa giallognola che spezzi con le mani e dai ad altri, che la portano dentro di sè. E’ frutto di terra e delle tue dita, è odore di risveglio e promessa di coperta calda. E’ un senso, un’ancora, un frutto. Digito stringhe, ascolto nel silenzio qualcosa che cresce. </p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Solo un dito graffiato</title>
		<link>https://www.gironi.it/blog/solo-un-dito-graffiato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 15:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
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					<description><![CDATA[Aprendo la scatola della stampante da installare al conoscente, mi sono ferito un dito, solo due gocce di sangue, nulla.Non è stato come ieri, quando il dito me lo sono ferito con la corda della chitarra. La punta dell’indice, strappando troppo il cantino, penso. Ci si prova, mi ripeto che ci si prova. I giorni &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/solo-un-dito-graffiato/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Solo un dito graffiato"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">

Aprendo la scatola della stampante da installare al conoscente, mi sono ferito un dito, solo due gocce di sangue, nulla.<br>Non è stato come ieri, quando il dito me lo sono ferito con la corda della chitarra. La punta dell’indice, strappando troppo il cantino, penso. Ci si prova, mi ripeto che ci si prova. I giorni sono belli anche con le tasche vuote, i capelli radi e in disordine, le mani inutili.&nbsp;

</p>



<span id="more-931"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Guardi gli altri e pensi che il loro agire ha un valore stabilito, anche il loro non agire, anche l’agire stupido, mentre il tuo tempo non ha un equivalente in moneta. Forse il tempo ha un sapore diverso, così. Forse la gratuità del tagliarsi le dita strimpellando è qualcosa che vale. Ieri sera mi sono quasi strozzato nel gorgheggio, inseguendo, io così stonato, Tim Buckley e chissà chi altro.<br>Un tempo i giovani aspettavano nelle piazze di Londra, Madrid, New York il disco nuovo di Springsteen o Marley. Oggi fanno code la notte per l’iphone. Lo ha scritto Kusturica nel libro bello uscito da poco e letto clandestinamente, a pezzi, senza pagare il dazio. Il tempo è anche questo passare di cose amate, sostituite da oggetti. La punta delle mie dita è callosa, le mani sono rotte. Io non ho valore di mercato, e sono vivo. Le mie dita sono tagliate, ruvide, vive ancora.</p>
]]></content:encoded>
					
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