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	<title>immagini &#8211; paologironi blog</title>
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		<title>Io sono qui</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 15:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[circus]]></category>
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<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1600" height="1064" src="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/5993437540_c07e4c1b05_o.jpg" alt="5993437540 c07e4c1b05 o" class="wp-image-938" srcset="https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/5993437540_c07e4c1b05_o.jpg 1600w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/5993437540_c07e4c1b05_o-300x199.jpg 300w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/5993437540_c07e4c1b05_o-1024x681.jpg 1024w, https://www.gironi.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/5993437540_c07e4c1b05_o-1200x798.jpg 1200w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /><figcaption>Circo di Shangai, Chicago &#8211; Luglio 2011</figcaption></figure>
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		<title>Un Vermeer a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2006 11:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Vermeer]]></category>
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					<description><![CDATA[E cosi’ e’ arrivato. Abbiamo mandato ad Amsterdam&#160;Giuditta e Oloferne di Caravaggio e il&#160;Rijksmuseum,&#160;ci ha prestato per qualche settimana un Vermeer. Potevano scegliere tra quattro tele.Ho sperato, fortissimamente sperato nella&#160;Lattaia&#160;o nella&#160;Stradetta. E’ arrivata&#160;la Lettera d’amore. Un segnale, per rilanciare Palazzo Barberini, recita il comunicato stampa. Sara’. Oggi mi sembra che il museo sia sempre il &#8230; <a href="https://www.gironi.it/blog/un-vermeer-a-roma/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Un Vermeer a Roma"</span></a>]]></description>
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<p>E cosi’ e’ arrivato. Abbiamo mandato ad Amsterdam&nbsp;<em>Giuditta e Oloferne</em> di Caravaggio e il&nbsp;<a href="http://www.rijksmuseum.nl/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Rijksmuseum</strong></a><strong>,&nbsp;</strong>ci ha prestato per qualche settimana un Vermeer.</p>



<p>Potevano scegliere tra quattro tele.<br>Ho sperato, fortissimamente sperato nella&nbsp;<em>Lattaia</em>&nbsp;o nella&nbsp;<em>Stradetta</em>. E’ arrivata&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Vermeer,_Johannes_-_The_Loveletter.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>la Lettera d’amore</em></a>.</p>



<p>Un segnale, per rilanciare Palazzo Barberini, recita il comunicato stampa. Sara’. Oggi mi sembra che il museo sia sempre il solito. Tutto in due sale. Le luci sbagliate. I quadri appesi lassu’… (l’<em>Erasmo da Rotterdam</em>&nbsp;di Metsys quasi invisibile). Al posto del Giuditta e Oloferne hanno piazzato il&nbsp;<em>Narciso.&nbsp;</em>Il cartello esplicativo e’ appoggiato per terra. Sul muro, i buchi.Sono solo davanti al Vermeer. E’ un privilegio del quale posso godere solo qui, in questo museo cosi’ bello, cosi’ abbandonato. Lo amo anche per questo, egoisticamente. Qui entro e sento di poter&nbsp;<em>possedere</em>&nbsp;tutto. Niente turisti, assistenti museali che parlottano tra di loro, atmosfera di casa.<br>L’opera d’arte nell’era della riproducibilita’ tecnica mostra ancora una volta la sua unicita’.<br>Le riproduzioni fotografiche differiscono sempre in modo impressionante dall’originale. Sarei tentato di dire che non servono a niente, ma esagererei.<br>Eccolo li’, Vermeer. C’e’ la sua firma ben visibile. E il suo mondo consueto: la giacca gialla bordata d’ermellino, la solita sedia, il solito pavimento a quadroni, la solita tenda, anche se dipinta con minor cura rispetto all’<em>Atelier di pittura</em>. E poi, come altre volte, una lettera che stupisce o toglie il fiato. I quadri nel quadro. Lo sguardo focalizzato sulle donne protagoniste della scena, grazie al punto di vista che passa attraverso una porta. Una carta geografica, ma sbiadita contro un muro in penombra. Spartiti gettati alla rinfusa. Un paio di zoccoli e un cuscino. L’espressione della donna che riceve la lettera e’ artificiosa, quasi manierata nelle foto. Tutt’altro nel quadro. Vi si legge speranza, ansia, attesa. Un espressione bellissima. E’ un quadro in cui perdersi. E io mi ci perdo.

</p>
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